Archive for marzo 2017

Postumanità.

marzo 16, 2017

Guardie giurate si fanno un selfie davanti a cadaveri deposti in bare aperte.

Poi si scambiano le immagini e ne sghignazzano tra loro.

Potere del selfie.

Gli animali in questione non riescono , grazie al potere del selfie ,neppure ad immaginare di poter esser (si spera tra breve) deposti in quelle bare ed oggetto anch’essi dell’estremo oltraggio.

Potere del selfie.

Ci può essere qualcosa di più vile e disumano del divertirsi a compiere un atto così ignobile?

Non credo.

Il potere del selfie ci riporta  al un tempo antico quando si faceva scempio del cadavere del nemico.

Teste sulle picche.

Con la differenza che quelle povere teste avevano un potere simbolico. Venivano esibite dopo una dura sanguinosa lotta.

Voi, bestie immonde, invece infierite su cadaveri che non poterono combattere e difendersi di fronte a voi.

 

Ma tale è il potere del selfie.

Sempre più sovente reca non solo innocua esibizione ma   vigliaccheria e morbido, progressivo  incanaglimento.

 

Qualsiasi cretino ormai si selfizza ad ogni istante.

Tanto per illudersi d’esser qualcuno. Da mostrare a qualcun altro.

L’idiotismo selfista ha ormai raggiunto un punto di non ritorno.

C’è chi avvicina la star del momento per immortalarsi insieme ad essa.

C’è che si selfizza assieme al proprio gatto e chi lo fa mentre sta al cesso o mentre brutalizza qualcun altro.

 

Puoi tirare il fiato con i denti, lavorare come uno schiavo per un pugno di voucher, ma ti resta sempre quel telefono tuttofare.

Un po’ di credito e qualche giga.

Tanto ti basta.
Idiota del XXI secolo.

E così puoi arrivare persino  ad esibirti insieme a cadaveri che furono persone, che ebbero vita umana , passioni , affetti.

E magari in futuro potrai pure farti fare un piercing o un tatuaggio capace di connetterti h24 al cloud.

Povero stronzo.

Sarai sempre più formica in un formicaio, ape in un alveare.

E penserai d’esser vivo e protagonista.

Ma resterai per sempre uno zombie.

Un numero infinitesimale entro il potere di calcolo detenuto da chi ti vuole proprio così: idiota.

Incapace di qualsiasi reazione anomala rispetto al dettato di tecnologie che ti sovrastano e t’insegnano ad esistere  come pecora nel gregge nella nuova epoca.

La post umanità prossima ventura.

 

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Cose dell’altro mondo.

marzo 9, 2017

Sull’ Europa ho già avanzato un paio di pensierini, nel post “Alla buon’ora”.
Prendendo spunto dalla scissione nel PD.
Giusto per segnalare la necessità di ri-studiare, guardare al mondo, avanzare un progetto alternativo tanto alla globalizzazione made in USA quanto alla parziale de-globalizzazione che , a sentire Trump,  dovrebbe muovere sempre dal grande paese  scontando un duro scontro interno all’establishment americano.

Sull’esito di questo scontro sono alquanto confuso , lo ammetto.

Una cosa penso di poterla affermare con certezza.

Vada come vada mi par difficile che i nordamericani smettano di pensare sé stessi come il popolo eletto da Dio a guidare il resto del mondo.

L’eccezionalismo americano.

La città sulla collina.

Non s’ammette per ragioni “morali”, che comportano una sorta di superiorità razziale (peraltro a maggioritaria  etnia tedesca) un possibile declino, una “normalità” nel contesto internazionale  o quantomeno un riconoscimento delle ragioni e degli interessi statali degli altri.

 

Obama ha cercato di posticipare la resa dei conti. Cominciando a prendere atto del pur relativo indebolimento  dell’Impero e cercando di gestirlo morbidamente e alla lunga, per via politica.

In attesa di tempi migliori.
Con l’aggiunta di qualche drone e, a suo tempo, con la rivendicazione dell’omicidio extragiudiziale di bin Laden. Il tutto circonfuso dalla trita retorica sui diritti umani che l’Impero ha promosso tramite l’organizzazione delle rivoluzioni colorate laddove aveva interessi strategici da imporre. Ma, soprattutto con l’artificiosa ri-creazione di un bipolarismo con la Russia di Putin dopo la breve parentesi dell’unipolarismo dell’epoca Bush.

Impazza la russofobia tanto in Europa che in USA.

I principali siti di stoccaggio del materiale bellico USA sono In Estonia, Lettonia, Lituania,. Polonia, Ungheria, Bulgaria.
La cortina di ferro si è di molto spostata.

Adesso corre non più da Stettino ma  da Tallin fino a sud. Ad un lancio di sasso dal mar nero, fatto salvo  l’ostacolo della Crimea tempestivamente posto da Putin.

Fallito il tentativo d’inclusione/sottomissione  dopo la fine dell’URSS ,l’America della dinastia dei Clinton scopre d’aver sempre bisogno di un grande nemico .

Trump sembra  invece scorgere  la competizione per la supremazia globale laddove essa può in effetti essere.

Pericolo giallo.

Non rosso antico.

 

Cina, insomma.

 

Xi Jinping lo sa.

E , ormai riconosciuto come “nucleo” del PCC ( attributo che fu concesso solo a Mao e a Deng Xiao Ping),  va a Davos a spiegare che , certo vi son stati degli eccessi nella globalizzazione, ma resta pur sempre la via da seguire.

Già perché il suo disegno è quanto di più ambizioso e forse velleitario sia mai stato pensato da diversi secoli a questa parte.

Le nuove vie della seta. Posto che quelle vecchie sia davvero esistite.

Una rete di infrastrutture capaci di collegare l’impero di mezzo con tutto il resto del mondo: Eurasia, America latina, medio oriente, Africa.
Per via terrestre e marittima.

Un modo per investire la sovrapproduzione cinese e per riportare la Cina nel mondo , laddove non è mai davvero stata. Con l’effetto collaterale (ma non poi tanto) di investire i profitti ricavati, nel  medio e lungo termine, nella costruzione di un più ampio mercato interno.

Una rete.

Che ovviamente ha, inevitabilmente, qualcosa a che fare con l’egemonia, con lo stabilirsi progressivo di relazioni non solo economiche e commerciali, ma politiche e culturali.

Il “nucleo” chiarisce, non a caso,  che tutto ciò è interno ad una pacifica logica win-win.

Vincono tutti.

Naturalmente non c’è nessuno, che non sia afflitto da pacifismo cronico e da buonismo demente, in grado d’immaginare una realtà storica concreta, in cui tutti vincono.

Propaganda, più che altro.

Ma tutto sommato buona propaganda.

 

Limes nel suo editoriale del fascicolo dedicato alla sfida tra Cina ed USA svela “l’inganno” facendo l’esempio del reziario che con la rete da pescatore e il tridente combatte contro il secutor pesantemente armato e ben protetto da corazza ed elmo.

Insomma la reti delle vie della seta dovrebbero servire, in primo luogo  ad avvolgere la potenza economica e commerciale USA.

Poi, magari in futuro, arriva il tridente.

Solo che a me , quest’ultimo, nella Cina attuale non par disponibile a confronto con l’arsenale bellico degli USA che Trump vuole aumentare.

Apprendo infatti, che la Cina può contare, per proteggere le rotte navali della vie della seta, di ben una (una) portaerei dismessa e comprata dall’Ucraina. Di contro alle sette (sette) flotte navali degli USA disponenti di ben 10 portaerei operative e quasi 600 basi aereo navali dislocate in tutto il mondo.

Quanto alle terrestri vie della seta.

E’ ben vero che i cinesi son costruttori di ferrovie ma devono attraversare i luoghi più impervi da un punto di vista geografico e politico. Luoghi spesso impestati  da conflitti d’ogni sorta.

Comunque dalla Cina del “nucleo” s’avanza una visione che abbraccia almeno i prossimi 30 anni.

 

Dal canto suo il Presidente del consiglio di difesa e di politica estera russo dice che :
“la deterrenza nucleare che ha salvato il mondo durante la guerra fredda -e continua ad   iniettare sobrietà nei circoli politici dei principali paesi – è una soluzione e deve essere rafforzata . Spero sia quello che Putin e Trump hanno in mente , rifiutando il romanticismo reazionario del disarmo nucleare”.

Il tutto per concludere con una visione che contempla un multipolarismo tra Russia /Europa, Cina e USA in vista di un inclusivo “concerto delle nazioni” , come al Congresso di Vienna.

Mi par complicato.

Oltre all’eccezionalismo americano c’è anche quello arabo , tanto per dire.
Oltre alla grande Russia c’è l’intrico medio orientale.
E c’è la crescita, demografica dell’India e dell’Africa.
E ci sono i nazionalismi dell’est europeo… e un sacco di altre cose.

Il nuovo ordine mondiale vagheggiato dalle guerre del texano  petroliere e amico di famiglia della famiglia bin Laden non è mai arrivato.
Ma del resto lui, il Bush giovane, non sapeva neppure dove cazzo esattamente stava sulla carta geografica l’Afghanistan.

Il multipolarismo postulato dalla Russia non mi par troppo fattibile per quanto forse desiderabile.
Ma è pur sempre anch’esso una visione che può tatticamente incontrarsi con le nuove vie della seta. Ma, a quel punto, scontrarsi con Trump.

La vedo dura, ad esempio, quando Trump dovesse davvero mettere in discussione l’accordo sul nucleare in Iran come afferma di voler fare.

Non credo che Putin possa lasciar correre, abbozzare, sputtanandosi in tutto il medio oriente dopo aver conseguito un successo notevole con l’intervento contro l’ISIS al fianco del governo siriano. Piuttosto continuerà a trescare con la Turchia cercando di farne , sempre più,una spina nel fianco sud della Nato con cattiva sorte dei curdi.

 

Resta che ognuno cerca di imbastire un modo per guardare al mondo prossimo venturo mentre l’UE vive alla giornata sull’orlo di una crisi che può presto rivelarsi come un vero e proprio crollo.

In mezzo a queste visioni diverse possono intrecciarsi alleanze , stabilirsi convenienze statali, compromessi temporanei nei quali l’Europa rischia di essere il classico vaso di coccio, salvo lasciarsi trainare da una più grande  Germania.

Alla fine ne vien fuori un disequilibrio sempre precario ma bene o male controllato?

Può darsi.

Tra l’altro esistono forti attori non statali in grado di condizionare ogni visione di nuovo ordine mondiale.
Se è vero, come ho letto da qualche parte che ,  al netto dei grandi gruppi della finanza globale (sempre convitati di pietra)  a Taormina assieme ai G7 ci saranno anche Google, Facebook e Amazon.

E qui inizia un’altra più compiuta e completa “visione” sul futuro assai travagliato del pianeta che deve comprendere gli sviluppi esponenziali della tecnologia informatica.

Personalmente, nel mio piccolo, mi son fatto l’idea che inseguire un ordine mondiale sia solo una consolatoria chimera.

Di tutto ciò forse bisognerebbe discutere per fondare una sinistra , o chiamatela come vi pare : comunque una forza antagonista alla globalizzazione finanziaria americana nel XXI secolo ma anche frontalmente contro l’idea che si possa tornare indietro.

 

Sentiero stretto.

Trump dovrebbe esser  “utilizzato” per percorrerlo elaborando un progetto di combattimento sociale a partire dall’Europa per scavare una trincea a difesa .

Intanto.

A difesa della maggioranza.

Al contrattacco altri potranno pensare in futuro.

Utopia?

Sempre meglio che discutere di cazzate , come in Italia.

 

 

PS. La variabile intelligenza artificiale , la potenza di calcolo (ormai  centro nevralgico del potere)e i suoi effetti sulla struttura del mondo meritano una riflessione (sempre modesta  ovvio) che mi propongo nel mio sconfinato ego di delineare prossimamente. E chiedo scusa fin da ora.