Ha ragione Renzi.

Ha ragione Renzi.

Ma quale centro sinistra?
Ma quale coalizione?

Già qualche anno addietro ebbi a chiarire che il centrosinistra era un cadavere insepolto.
Era urgente seppellirlo al più presto.
Problemi di igiene pubblica.

Adesso è rimasto solo qualche brandello di scheletro .
Povere ossa spolpate che biancheggiano al sole di un’estate torrida.

Basta osservare, anche all’ingrosso, i risultati elettorali per capire che il fantasma del centro sinistra nulla ha potuto per riportare la gente di sinistra alle urne.

Ergo fatemi capire.

Che senso ha implorare Renzi di riportare in vita il centro sinistra che , peraltro, non è mai davvero esistito se non nella forma di un Ulivo che ha vissuto una sola e breve stagione?

Ha lo stesso senso di continuare a chiamare “sinistra” il PD di Renzi.
Roba da matti!

Solo un povero demente può pensare al PD come ad una forza di sinistra.

Sanità mentale impone di capire che la questione aperta non è quella di scacciare Renzi dal PD.
Chissenefrega.

Tra l’altro se lo volevano fare (Veltroni, Franceschini e altri p/Prodi combattenti) potevano farlo alle primarie.

La verità e che non ne avevano la forza, per la semplice ragione che non c’è più trippa per gatti.
In altre parole non c’è più popolo nel PD contro Renzi.

Per questo m’appaiono del tutto patetici i tentativi alla Pisapia di condizionare dall’esterno , coalizionale, il bullo di Rignano.

Roba che non esiste proprio.

E’ finito da tempo il ventennio bipolare.

Restano solo i disturbi bipolari, di cui soffre certamente Renzi, ma anche coloro che (meglio tardi che mai) se ne sono andati per poi evocare dall’esterno il centro sinistra che ho sopra descritto.

C’è da reinventare la sinistra.
Si parte da una tabula rasa.
Non è facile.
Ma resta necessario.

Vedremo quali direzione prenderà il tentativo di Montanari/ Falcone.
Ma se stiamo lì a cincischiare per contenderci Pisapia, beh , cari ragazzi, finisce che Renzi volentieri ce lo spedisce.

Dopodiché ci facciamo la birra.
Non la sinistra.

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27 Risposte to “Ha ragione Renzi.”

  1. claudiopagani Says:

    Adesso le varie sigle ” a sinistra ” del PD devono solo decidere se unirsi , in qualche modo , al PDR renziano per affondare con quello e perdere catasrtoficamente le prossime elezioni , oppure mettersi DAVVERO all’opera per un nuovo soggetto di sinistra sapendo che , comunque , nelle prossime elezioni “non c’è trippa per gatti ” . Un minimo di amor proprio e di senso della politica dovrebbe indicare la strada in maniera netta . Certo che leggere dei Veltroni , dei Prodi dei Franceschini , ecc che hanno promosso fin da metà anni 90 la rottamazione della sinistra italiana residua travestendosi “da Ulivo ” con il solo scopo di distruggere i residui partiti di sinistra ; e che poi , promosso il PD ,hanno fiancheggiato la scalata di Renzi mediante le sciagurate “primarie dei passanti ” compresa la pessima riforma Costituzionale fa veramente incazzare. Il trasformismo italiano non ha limiti e , aggiungo, Renzi ha perfettamente ragione ad invocare le primarie di 2 mesi fa in cui , lo avevano capito tutti , intendeva semplicemente BLINDARE la sua candidatura alla premiership : Ne ha tutti i diritti e se questo vorra significare la tomba del PD peggio per loro che credono di salvare l’anima con qualche parolina . Non sono stati neanche capaci ( ad esempio i Prodi e Napolitano ) di organizzare un reale consenso per il debolissimo Orlando e ora pretendono pure di essere ascoltati…

  2. dbuzzetti Says:

    Sono molto d’accordo sull’analisi e sulla costatazione che è da una “tabula rasa” che occorre partire per rifondare la sinistra. Corbyn e Melenchon venivano giudicati fuori dal tempo, ma sono gli unici che sono riusciti a riaggregare a sinistra un elettorato deluso. È questa la
    via? (Non parlo del governo di sinistra di Antonio Costa, in Portogallo, perché non ne so veramente nulla.) Infatti anch’io non credo che abbia molto senso la prospettiva di una coalizione di centro-sinistra, in cui la visione (se mai esiste) della presunta componente di sinistra mi pare ancora del tutto immersa nell’illusorio orizzonte di un’improbabile “terza via”. Che la destra torni a vincere mi sembra oramai un dato di fatto. Ma per fare prendere corpo al tentativo di Montanari e Falcone occorrerebbe riaggregare il popolo dell’astensione. Come fare ? questo è il problema. A Budrio, per esempio, da quello che si legge, ha giocato molto il caso del cosiddetto “Igor”. E dunque, direi, “it’s a long way to Tipperary” o, se si preferisce, sarà una lunga “lunga marcia” davvero…

  3. Milli Says:

    Zani, te l’ho detto mai che ti stimo?
    Beh, te lo dico ora!

  4. maurozani Says:

    Eh sì. Come ho più volte osservato (con scarsa originalità) si tratta di una traversata del deserto.
    Un deserto di idee e di cultura e di pratiche politiche.
    I “vecchi” dovrebbero aiutare, con generosa severità, i più giovani a preparare il bagaglio essenziale per condurre quest’impresa invece che restare immersi nella palude putrida del “dibattito” attuale da protagonisti.

  5. maurozani Says:

    Milli, stima reciproca. Grazie.

  6. anna barbuti Says:

    Mauro, sempre sul pezzo e con arguzia. Che te lo dico a fare?

  7. adrianaclu Says:

    per la tua lucidità, stima anche da parte mia, Mauro!

  8. Mario Bovina Says:

    Claudio, le “primarie dei passanti” non sono certo un’esclusiva renziana, visto che sono state imposte dai partitucoli anche a Coalizione Civica Bologna contro la componente civica, che aveva optato perché la scelta del candidato sindaco fosse riservata agli iscritti all’associazione. Per venire all’oggi, e al post di Mauro, temo molto (dacchè il lupo perde il pelo, ma non il vizio) non solo che i partitini egemonizzino il progetto Falcone-Montanari, ma che ne siano addirittura (in particolare Sinistra Italiana e qualche componente di Art. Uno) i soci occulti.
    Ad ogni modo a mio avviso c’è un dato certo: le componenti in campo a sinistra non sono in grado di unificarsi se non su un’operazione meramente elettorale per spartirsi (non senza una lotta intestina all’ultimo sangue) i pochi posti in parlamento che sono in grado di conquistare unite. Dopo saranno di nuovo zizzania e caos. E’ una questione di limiti di una classe dirigente davvero povera (e mi trattengo).
    Non sono neppure troppo affascinato da esperienze alla Corbyn o alla Melenchon che, nonostante l’indubbio successo elettorale, non mi paiono veramente innovative e raccolgono, piuttosto, il malessere diffuso, in buona parte in Italia intercettato da tempo dal M5S.
    A mio parere per ricreare una sinistra, bisogna innanzitutto dimenticarsi della sinistra che fu e rinunciare anche al termine (che, come ho scritto più volte, dice troppo ad alcuni e nulla a tutti gli altri), costruendo quindi in primo luogo un’idea complessiva di mondo, solida e non velleitaria, al passo coi tempi e in grado di contrastare la dilagante e al momento vittoriosa visione ultraliberista.
    E’ un lavoro durissimo, dal risultato non garantito, che necessita di competenze di altissimo livello, ma, a mio parere è un lavoro indispensabile.
    Solo un’idea può riunire ciò che carrierismi, egoismi e modestia culturale hanno diviso.

  9. saint-just Says:

    Condivido integralmente, la riesumazione del centro sinistra e del concetto di coalizione è ridicola.
    Non solo perché con il proporzionale questo schema non ha senso, ma perchè è una storia definitivamente tramontata nel 2008…e la creazione del Pd è stata solo il suggello di un lungo declino

  10. claudiopagani Says:

    Caro Mario Bovina; mi pare che tu voglia la RIFORMA DELL’UOMO ( della DONNA ) in QUANTO TALE ! Vasto programma avrebbe detto quel tale! Io , in fiduciosa attesa di quella palingenesi, mi accontenterei di molto meno ; cioè di un onesto cambiamento politico ” a sinistra”.

  11. Mario Bovina Says:

    Claudio, forse pensare di tornare a volare alto non è sbagliato, visto come ci hanno ridotti 30 anni di starnazzamento rasoterra (se non sottoterra). Ovvio che lo si farebbe per i posteri.

  12. maurozani Says:

    Dio (se c’è) ci scampi dal cercar di forgiare l’uomo nuovo.
    Non credo Mario pensi in questi termini.
    La mia opinione resta sempre quella: senza un’idea del mondo e del corso attuale delle cose umane non si può neppur immaginare di avere qualche piccola padronanza del futuro.
    Per ciò uso il termine “invenzione” per la sinistra che verrà.

    Le case però di costruiscono dalle fondamenta.
    Ergo non importa tanto il nome.
    Importa incamminarsi.
    E , ovvio, che noi possiamo solo richiamare a questa necessità.

    Quanto al resto, paradossalmente bisogna volare alto coi piedi a terra.
    In altre più chiare parole, bisogna cercare di influenzare la politica
    senza rinunciare ad un progetto di costruzione ex novo.
    Vasto programma certo.
    Ma non mi muovo per meno di questo.

  13. maurozani Says:

    Claudio un onesto cambiamento a sinistra si può dare solo con una classe dirigente.
    Al momento non la vedo.
    Non ancora.
    Io, in quanto cripto leninista, penso sempre che una classe dirigente è “avanguardia” senza esser avanguardista.
    Sbaglierò ma Fratoianni e altri non me li vedo in questo ruolo.

  14. maurozani Says:

    Ringrazio anche Adriana e Anna per la stima.
    Solo che per meritarmi il vitalizio dovrei dare molto, molto di più.
    Immodestamente credo che avrei anche le idee per farlo.
    Ci ho provato ma sono stato arrestato di colpo da cause di forza maggiore.
    Ci vuol un fisico bestiale.
    E io non ce l’ho.
    Non più.

  15. claudiopagani Says:

    Totalmente d’accordo , Mauro , sulla necessità di una nuova “classe dirigente ” perchè sono sempre le avanguardie che spingono in avanti le masse. Questa classe dirigente, in ogni caso , non nasce mai in laboratorio , ma nel crogiuolo di una lotta. Oggi come oggi , sarò pessimista , ma vedo ancora la necessita di “anziani che per motivi ideali , etici e , infine , anche politici spinga a questa lotta . La piu parte dei giovani , si limita a fare il tifo per il comico e il suo gruppo ( che per altro è meglio che ci siano ) . Il richiamo alla “necessità di una lotta di classe anche OGGI è ben difficile venga da loro , visto che , con qualche ragione ma non tutte , i problemi derivino sono dalla casta politica..

  16. Giovanni Says:

    La parola “Sinistra”in Italia ,dovrebbe essere accantonata almeno per i prossimi vent’anni: troppo sputtanata da quelli che l’hanno usata per fare i loro comodi a danno di chi li votava

  17. dbuzzetti Says:

    Giovanni, non è un problema di parole, ma di presa di posizione oggettiva: o stai da una parte o stai dall’altra ed è la compagnia che ti qualifica. D’accordo sull’inettitudine del personale politico, che ha sputtanato la parola, ma stiamo attenti a non fare il gioco di quelli che dicono che le due posizioni contrapposte non ci sono più—anche qui, chiamalo lotta di classe o chiamalo come vuoi, disuguaglianza, esclusione, ecc., ma anche se cercano di dissimularlo, lo scontro c’è ancora, eccome… il problema è trovare una strategia che aggreghi e che sia efficace nel modificare i rapporti di forza, evitando che l’opposizione e il dissenso, che c’è nelle forme più varie, giri a vuoto.

  18. Giovanni Says:

    Le parole designano normalmente una sostanza.Qual’è oggi in Italia dell’essenza di quel termine?
    il termine viene semplicemente associato alla “Ditta” o piu ampiamente ai vari personaggi politici sedicenti di sinistra: Renzi,Bersani,Prodi,D’Alema,Cuperlo,Pisapia,Napolitano,Orfini,Franceschini,Frantoiani ecc
    Non ce ne sono altri
    Mancano in assoluto attivisti politici in grado di costruire un movimento politico con contenuti di sinistra
    Tuttavia l’uso del termine sarebbe per chiunque assai pernicioso
    Anche un’eventuale “Partito dei Lavoratori”suonerebbe come una presa per il c….
    La situazione é più grave di quanto appaia,perché la destra è messa peggio e Il M5S non ha un leader
    Perciò a dispetto si continuerà con gli inciuci: il Cieco sosterrà lo Zoppo e cosi via
    Del resto i compiti di un governo in Italia sono ormai poca cosa:mangiare con la politica e far vivere bene i famigli

  19. Ettore Coppo Says:

    Adesso speri in montanari, cioè in sostanza la riunificazione di Rifondazione comunista ?
    Mah

  20. maurozani Says:

    Non spero un cazzo di niente! Purtroppo…o per fortuna.

  21. claudiopagani Says:

    Non credo affatto che Montanari rappresenti la “riunficazione di rifondazione comunista” ma un esponente della società civile che ha dato un contributo importante alla straordinaria battaglia referendaria senza la quale avremmo oggi una costituzione stravolta e un PDR molto (troppo ) forte… Mi spiace ma devo dirlo . Non apprezzo questa saccenteria e arroganza di chi , immagino come me , ha commesso molti errori e quindi tutto può fare meno che ergersi a giudice di qualcun altro. Oggi serve coraggio e molta molta umiltà da parte di tutti .. I predicatori ” a gratis ” , non servono più , ammesso che siano mai serviti..

  22. Massimo di mascio Says:

    Io penso che la sinistra, se vuol dare un senso al nome, debba tornare ad occuparsi del Lavoro. Senza prese in giro, elettoralismi, uso del nome per farne partiti, ma concretamente, tornando nei luoghi di lavoro che oggi sono per lo più atomizzati.
    È la solita e solida Idea.
    Ma è anche la linea di divisione netta tra destra e sinistra.
    Ma oggi io non vedo praticamente nessuno dei vari leader che sta in mezzo al lavoro.
    Montanari non so se vuole rifare rif com, ma mi pare che abbia centrato la questione.
    Deve solo stare attento a non farsi occupare il nido.
    Se ci riesce può far emergere quelle tante realtà che pure esistono e che si muovono in silenzio nella comunità.
    I vari leader della galassia della sinistra, se hanno un seguito, lo mettano a disposizione del lavoro tra la gente, loro facciano un passo indietro, e forse piano piano si può iniziare a risalire la china.

  23. maurozani Says:

    Primo segnale negativo. Il “nessuno escluso” degli arancioni di Insieme, tengono fuori Montanari e Falcone. Con un argomento degno di Macario: si tratta di un evento e non di un’assemblea.
    Oh Pisapia, proprio perché è un evento assume un chiaro significato politico quella esclusione.
    Partite male, molto male.
    Vedremo il seguito.

    PS. E comunque almeno oggi, dovreste sapere da dove venne , da chi fu organizzata e finanziata la “rivoluzione” arancione in Ucraina da cui prendeste le mosse a Milano e a Napoli.

  24. Massimo di mascio Says:

    Beh! Montanari e Falcone hanno come “faro” della loro proposta l’Articolo 3 della Costituzione Italiana. Non è coerente con l’Eurogruppo. Non si può chiedere a Pisapia e Bersani di scegliere, questione di coraggio. Malgrado su quella Costituzione avranno giurato decine di volte.

  25. claudiopagani Says:

    Una cosa per me è sicura. Senza il contributo di Montanari e Falcone ( e quelli che si riconoscono in loro ) il nuovo aggregato rischia INEVITABILMENTE di essere visto come un partito di ex e di reduci. Grazie SOPRATTUTTO all’arroganza e al solipsismo di Renzi possono anche avere un relativo successo ( tra il 6 e il 9%) ma da forza di minoranza costretta poi a “dialogare ” con il pdr. Solo la partecipazione ATTIVA di Falcone e Montanari ( con quello che rappresentano ) puo consentire un allargamento SERIO verso la vasta area del non voto e , anche , un approccio non strumentale verso quella “sinistra ” ( stimata attorno a circa 1/3 del M5ST , pari a oltre il 9% in termini assoluti) e che , ritengo , puo prendere in considerazione un “ripensamento ” solo a fronte di una vera novita con annessa robusta autocritica sugli errori del passato ( non solo quelli di Renzi ). Solo una forza /movimento di quel tipo potrebbe davvero essere competitiva e chiaramente alternativa al PDR e potrebbe convogliare consensi ad oggi impensabili . Se si preferirà l'”usato sicuro di Bersani e Pisapia si porterà un pugno di deputati in Parlamento ma non si aprirà alcun nuovo ciclo politico. Spero ci sia ancora il tempo e l’intelligenza politica per un esito diverso da quello un po asfittico inaugurato ieri. E poi una domanda sincera ( e a cui non riesco a rispondere ) : ma perchè Bersani deve SEMPRE scegliere il leader da cui farsi guidare compreso il “pallido ” Pisapia che , secondo serie indagini di opinioni , raccoglierebbe tra i potenziali votanti il 6 contro il 10 12 % che invece raccoglierebbe lo stesso Bersani? . Questa necessita “interiore ” di farsi sdoganare da qualcuno è davvero uno dei riflessi peggiori della passata storia ( e che ancora Bersani considera mitica) del fu Ulivo e del fu centrosinistra . Oggi il problema non è piu ( ammesso lo sia mai stato) farsi accreditare dall’establishment , ma accreditarsi presso il popolo come autentica forza di sinistra.

  26. maurozani Says:

    Claudio: perfetto!

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