Trafficanti…di politica

Sul piano dell’azione politica immediata non v’è dubbio sulla estrema complessità della vicenda ,umana , sociale e geopolitica dell’immigrazione.

Pochi , penso possono ergersi a maestri di certezze.

La mia idea , va da sé – per voi che mi leggete da ormai quasi un decennio- è nota.

Non è in alcun modo possibile , anche solo nel medio periodo, governare il fenomeno in atto senza rimuovere le cause di fondo che lo originano.

L’avete voluta la globalizzazione?

Bene .

Allora vanno gestite le conseguenze a tutti i livelli.

Quelle negative: il dominio dell’apolide, feroce capitale finanziario.

Quelle “positive” relative alla possibilità per tante persone di sopravvivere anche solo sui marciapiedi e agli incroci semaforici delle contrade europee.

Troppo crudo?
Macché.

Chi ha avuto occasione di girare almeno un poco per l’Africa sa, o dovrebbe sapere, che in tante aree, non c’è più alcuna possibilità di vita.

Poi certo non tutti i paesi africani sono uguali.

Un conto è vivere in Etiopia o magari in Sud Africa (per quanto non sia così semplice) altro conto è morire di fame e malattia prima dei 40 anni, in Niger o in Mali, o in Somalia e persino nella stessa Nigeria e anche in Costa d’Avorio e paesi limitrofi.

Tornando in Africa all’inizio del terzo millennio, dopo 25 anni dalla prima volta, ho potuto toccare con mano l’estremo , radicale peggioramento della condizione umana.

E’ tutta roba che ci torna in casa.

E data la nostra posizione geografica , che non siamo mai stati in grado di utilizzare nella geopolitica afferente al teatro del mediterraneo, adesso siamo nella merda.

La nuova politica verso l’immigrazione ideata dal Viminale   è chiara.
Per me , almeno.

Galleggiare nella merda.

Si tratta di disincentivare , a prescindere, l’immigrazione verso l’Italia attraverso la Libia.

Da qui il codice di condotta Minniti (uno che ha capito la politica a differenza di me) col quale si cerca di rendere la vita difficile alle ONG che non lo hanno accettato. O firmate -dice Minniti – oppure non entrate nei nostri porti.

Una guerra a bassa intensità contro le ONG (non tutte uguali e non per tutte nutro particolare simpatia) prima ancora che contro i trafficanti di esseri umani.

I quali essendo collusi con le cosiddette autorità libiche cioè con quel corrotto che s’è installato a Tripoli senza alcuna legittimità se ne fotteranno allegramente.

Magari si candideranno a gestire (ci scommetto) gli Hotspot, elegante eufemismo
europeo che sta per campi di concentramento libici cui annientare , poco alla volta, chi riesce ad attraversare il grande deserto che li separa dal mediterraneo.

E’ esattamente ciò che si vuole.
Prima c’era Gheddafi che s’incaricava del lavoro sporco.
E’ morto, in diretta, con un manico di scopa piantato nel culo.
Col contributo, passivo, anche italiano.

Adesso , dopo aver incontrato anche i Tuareg , i predoni del deserto,commercianti di schiavi da sempre, si avvia come dice Gentiloni “un’operazione di supporto alle autorità di Tripoli” facendo incazzare l’uomo che comanda in Cirenaica.

Tuttavia nel breve periodo che ci separa dalle elezioni politiche questa operazione muscolare di facciata avrà forse un qualche successo.

In fondo ci siamo allineati alla politica europea: bravi italiani, finalmente l’avete capita.
E’ affar vostro.

Già.
D’altro canto quei dementi/ bastardi che dicono aiutiamoli a casa loro plaudono
alla nostra marina militare.

Gettiamoli ai pesci .
Tale è la loro chiara idea.
Salvini docet insieme ai fratelli d’Italia.

Meglio loro comunque che parlano chiaro invece dei grilleschi che bacagliano (gergo bolognese) senza avanzare alcuna seria proposta essendo spiazzati dalla nuova politica post umanitaria di Renzi.

Dicono che è peccato veniale scambiare il Cile per il Venezuela o Austerlitz per Auschwitz.

No.

E’ peccato di crassa, pericolosa, ignoranza per chi si candida al governo di un paese ancora semi-democratico.
Uno può fare una gaffe , ma non sistematicamente.
Chi è quell’idiota che ha concesso il premio Nobel ad Hollande?

Brutta gente.

La mia idea, direte voi?

Semplice, ma come sempre non facile.

Usare la geografia per proiettarsi nella geopolitica nel mediterraneo, che resta pur sempre un bacino cruciale nell’equilibrio mondiale.

Le vie della seta , ad esempio.
Inventate, naturalmente, da Xi Jimping ma tuttavia roba che all’Italia dovrebbe stare a cuore.

E , per tornare in medias res , fare dell’Italia una piattaforma umanitaria massimamente “imbastardita” per proiettare forza politica (e dunque demografica) in Europa.

Ci vuole tempo.

Ci vorrebbe una classe dirigente.

Dato che non c’è siamo nella cacca.

Mentre Renzi s’inspira a Macron che , a sua volta, si crede De Gaulle.

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Una Risposta to “Trafficanti…di politica”

  1. Paolo Says:

    Perfetto!

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