Archive for novembre 2017

Fake news

novembre 28, 2017

Non mi occupo più di schieramenti in vista delle elezioni, di dichiarazioni di questo o quello.
Insomma di tutta la merda elettorale che ci subisserà nei prossimi mesi.
Non serve.
C’è stato il tempo in cui , verso una campagna elettorale, c’erano partiti che cercavano di sottoporre al giudizio degli elettori programmi di governo.
Si discuteva a lungo. Ci si accapigliava in centinaia di confronti interni per raggiungere una sintesi programmatica che, alla fine, veniva giudicata accettabile dalla maggioranza degli iscritti. Presumendo che il risultato avesse una qualche corrispondenza con le aspettative degli elettori.
La cosa funzionava.
Gli elettori di ogni parte percepivano almeno l’impegno ad avanzare proposte di una qualche serietà. Comunque credibili.
Al punto che in Italia si raggiungevano percentuali di partecipazione elettorale elevatissime rispetto alla media di molti altri paesi.

Una componente fondamentale della fiducia nelle elezioni da parte dei cittadini era data dalla forte contrapposizione ideologica.
Sissignore.
Adesso le idee, giuste o sbagliate, non guidano più.
Forse , semplicemente non ci sono.
O forse ce n’è una sola.
Ognuno è uguale a ciascun altro.
Vige un nuovo totalitarismo.

Guai a nutrire un’idea.
Se si vuol delegittimare l’avversario lo si accusa d’essere ideologico.
Sarai mica ideologico, per caso? Avrai mica la scabbia?
Non sarà che hai qualche idea. Per dire, sul passato, presente e soprattutto sul futuro?
In questo caso sei un potenziale criminale. Il novecento… e via con la solita litania.

In questo contesto si capisce perché Renzi ha aperto la sua kermesse con un tema di grande attualità, che molto coinvolge i cittadini elettori.

Le Fake news.

Il grande ballista se ne intende e mette le mani avanti.
In italiano sarebbero balle, bugie, menzogne propalate in ispecie sui social media.
Ma in inglese suona meglio.

Bell’approccio ai problemi del paese.
Stringente. Dirimente.
Siamo tutti molto interessati.
Un approccio innovativo.

Implementato da una mirabile  start up della politica post partitica.
La quale, da un ramo secondario, ha generato uno spin off formidabile.
A base di pure cazzate e fumo negli occhi.
Mentre la maggioranza dei cittadini si trova in difficoltà serie.
Mentre un buon terzo della popolazione tira il fiato con i denti.
Tutti in balia di demagoghi senza idee.

Nessuno escluso.
Tutti a sparar balle cosmiche pur di avere il consenso dei pochissimi che si recheranno alle urne.

Da qui l’attualità delle fake news.
Non si parla d’altro.

Prendiamo in considerazione (esemplare esempio) , il combinato disposto natalità decrescente e aumento dell’aspettativa di vita.

Sento un tale dire : “ è una questione antropologica, in Italia non si fanno più figli”.
Ma povero deficiente non ti viene in mente che un figlio costa?
Non ti passa per quei due neuroni che ti tremolano incerti in un cervello sbilenco che i giovani non hanno praticamente reddito? Tirano avanti con lavoretti precari per un salario da fame aiutati da vecchi pensionati pre – Fornero. Che il ciclo biologico consegnerà presto al gabariot. ( Gabriotto stanzino di un metro quadro senza finestra nel quale gli austriaci ponevano a morire i sovversivi in epoca risorgimentale.)

Che devono fare costoro ?

Sfornare figli per consegnarli ai brefotrofi?
Posto che ne esistano ancora?
O magari nella riforma del welfare , con la quale ci rompete i coglioni da trent’anni, avete già previsto di rimetterli in voga, affidandoli al famoso privato sociale?

Poi c’è un’altra, esemplare anch’essa,  fake news.

Campate di più quindi dovete lavorare fino a spegnervi più o meno dolcemente. Se siete fortunati , d’un colpo sul lavoro.

Non sono affatto convinto che l’aspettativa di vita crescerà in modo esponenziale , come dice quel vecchio, simpatico organizzatore di cene galanti, secondo il quale si camperà fino a 125 anni.

Sono invece certo che qualcuno, molto ricco (tra cui il suddetto puttaniere) potrà campare ancora  a lungo. Glielo auguro.

Il 90% della popolazione invece morirà molto prima (al gabariot) di quanto ci dicano le proiezioni attuali.
Basta fare un paio di conti per capire che la privatizzazione, sfrenata e galoppante, della sanità pubblica svergognerà nel giro di poco tempo l’algoritmo ISTAT , commissionato dall’INPS di Boeri, sull’aspettativa di vita.
Ed è una vergogna che solo la CGIL protesti per quel miserevole, minuscolo, microscopico, contentino che il governo ha concesso a coloro che svolgono lavori usuranti.

Ah , però c’è la IA.

Intelligenza artificiale. Nessuno, o pochi dovranno lavorare.
Ci penseranno i robot.
Produttività e profitti alle stelle.
Per questo si potrà elargire un pingue salario di cittadinanza.
Ognuno potrà vivere senza lavorare.
Avrà reddito per spassarsela alla grande.
F… e champagne.
Altra fake news.

Annunci

Buio a mezzogiorno.

novembre 23, 2017

Come al solito non sono informato bene.
Guardo solo i Tiggì.
Giuro che domani ricompro i giornali. Poi magari mi correggo.
Al momento sono colpito dalla performance di Dibba.
Ci ho pensato su.
Scalfari non mi ha stupito. Tra Di Maio e Berlusconi scelgo il secondo. Ha detto. O scritto . Non so bene.
So però che molti pensano la stessa cosa ma non la dicono.
Scalfari è uomo del potere non elettivo. Carlo De Benedetti. Certo. I padroni del vapore del centro sinistra. Padroni di qualcosa che non esiste da almeno tre lustri.
Narcisista all’eccesso lo Scalfari e pure parecchio rincoglionito.
Perciò ho smesso di leggerlo da quel dì.
Più recentemente ho smesso di leggere anche il narcisista Travaglio.
Preferisco la narrativa.
Tuttavia ho visto e rivisto, sentito e risentito il Di Battista.
Illuminante.
Con la sua faccina pseudo rassicurante spiega che non si ricandiderà ma che la sua seconda pelle resta nell’albergo a cinque stelle.
Bello.
Falso come giuda.
Le parole suadenti. Il sorriso tirato all’eccesso. Tutto, compreso il linguaggio del corpo spiega ciò che c’è da sapere .
Sul M5S.
“Un rebus avvolto in un mistero che sta dentro un enigma”? Come si dice che Churchill abbia detto a proposito della Russia?
Macché.
A chi lo vuol sapere e vedere tutto ormai chiaro.
Tra Scientology e l’albergo a cinque stelle non c’è differenza se non nella quantità di potere.
D’altro canto in Italia, a parte la P2 che vive e lotta contro di noi bella piantata  in Toscana, non ci possiamo permettere altro.
Abbiamo Grillo. Il Guru e la Casaleggio Associati.
Associati .
Bello no?

Ma torniamo al Dibba.
Ripeto , l’ho visto rivisto e ..analizzato.

Impressionante.

Niente di diverso da Nicola Salmanovic Rubashov. Il personaggio descritto da Arthur Koestler in Buio a mezzogiorno.
Preciso.
Cagato e sputato.

Prima di tutto il partito.
Prima di tutto l’albergo a cinque stelle.
Cosa è utile al partito, loggia, movimento?
E cosa è dannoso?
Razionalità ragazzi!
Nessuna categoria morale.
Ergo , Dibba, ti tocca e tu l’accetti.
Volenterosamente.
Come Rubashov.
Stalin a Grillo e Associati gli fa una pugnetta.
Se bisogna far largo a Di Maio che va a Washington a chiedere l’elemosina allora bisogna sacrificarsi.
Anche se Di Maio ha incontrato un vice del vice, del vice, del vice di un responsabile dello State of Departement.
E se ne vanta pure.
Il poveretto.

Morale. Mica scelgo Berlusconi.
Non lo farà neppure Scalfari.
Meno che mai sceglierò lo scout Renzi.
La mia naturale antipatia verso quest’ultimo deriva anche dal fatto (non secondario) che io ero Pioniere, col fazzolettino bello rosso.
Fanculo scout.
Fanculo Berlusconi e Renzi.
Come disse una volta un pentito di mafia (in riferimento a tutt’altro contesto) sono la stessa cosa.
Tutto ciò non mi porterà mai e poi mai a guardare , col mio voto, nell’orrido che si apre nel sottoscala di quell’albergo alla Lubianka.
Chi vuol capire capisca.
E chi non vuol capire avrà tempo per pentirsene.
Aggiungo che evidentemente molti la pensano come me, dato che l’Albergo non drena voti dall’astensionismo.
Una consolazione.
Siamo gente, tanta e diversa, che sul mercato della politica non trovano nulla che li attiri.
L’offerta fa cagare.
L’ultima che è arrivata, MPD e affini, ci appare tardiva.
S’è fatto tardi, compagni, mentre voi politicantavate dentro il PD.
E ci spiace.
Ma non possiamo farci niente.

Soliti fascisti?

novembre 10, 2017

Ho visto come tutti la testata di quella canaglia.
Tal Roberto Spada.
Delinquente comune e fascista.
Ho notato la tecnica.
Perfetta e vigliacca.
Un professionista della violenza.
Dopo aver rotto il setto nasale a un ragazzo inerme lo insegue col santo manganello.
E lo bastona a lungo.

Normale dicono. Ovvio. Situazione degradata. La politica assente. Il territorio in mano a bande di criminali. Mafiosi e fascisti.

Responsabilità di uno Stato assente. Latitante da grandissimo tempo.

Bene. L’analisi sociologica non fa una grinza.
Cose che sappiamo.

Ho visto il voto di scambio (è un reato) in diretta TV. Quelli di Casa Pound che comprano il voto con una borsa della spesa in favore di telecamere.

Ho visto e sentito donne, anziani e giovani di Ostia Nuova esaltare l’operato dei fascisti.

Ho sentito dire da intellettuali della ex sinistra che il problema non è certo Casa Pound.
In fondo sono i soliti fascisti, figli di puttana. Roba residuale.

Niente di nuovo.

Non ne sono del tutto sicuro.

La sinistra è morta. D’accordo. Al PD, partito moderato della borghesia, non si può certo chiedere di andare a sporcarsi le scarpe in luoghi degradati.

Ve lo vedete uno come Richetti confrontarsi con gli argomenti di Spada?
Meglio stare alla larga.

Forse però qualcosa di nuovo c’è.

In primo luogo ci son contesti sociali ormai largamente compromessi.
Non recuperabili nel breve periodo.

Il popolo, in talune, significative, enclave, grazie al totale abbandono della politica, è divenuto popolaccio. Purtroppo.

In secondo luogo e di conseguenza c’è qualcosa di nuovo nel ruolo che Casa Pound si è assunta.
Una sorta di Comunione e liberazione fascista.

La privatizzazione dello stato sociale nel terzo millennio perseguita dai liberisti dei salotti buoni dà per scontata anche la presa di possesso di interi territori da parte di bande vuoi mafiose , vuoi fasciste.

I fascisti del terzo millennio.

Nascono esattamente e puntualmente ai margini della criminalità del turbo capitalismo di rapina.

Per inciso Casa Pound è divenuta quasi un’attrazione per diversi curiosi fighetti progressisti che vanno “coraggiosamente” a partecipare ai loro convegni e dibattiti.

Insomma i nuovi fascisti  si pongono come i protettori e i magnaccia del popolo (ormai popolaccio)  e  hanno potenzialità di crescita anche elettorale. Si avvalgono non solo dei picchiatori vecchio stile ma anche di intellettuali che predispongono i motivi culturali e teorici del  fascismo post-mussoliniano.
Meno visibili . Costoro. Ma ci sono. Non a caso ci s’ispira a Ezra Pound.

Cosa si può fare nell’immediato?

Semplice.
Applicare la legge.
Rigorosamente.

Non illudersi di portare dentro una dialettica democratica le canaglie del nuovo fascismo.

E’ una possibilità attualmente inesistente.

La situazione in alcune zone del paese, insieme alla “soggettività” dei nuovi fascisti, è del tutto al di là di questa possibilità.

Dunque se uno dice che “ noi la mafia l’abbiamo battuta con il Prefetto Mori, noi il lavoro l’abbiamo dato in Cirenaica e altrove etc..”.
Beh, a parte un brandello di verità storica (dato che la mafia l’hanno rafforzata gli USA nei municipi con lo sbarco in Sicilia) trattasi di apologia del disciolto partito fascista.

Non c’è bisogno d’altro.

Un saluto romano basta e avanza.

Agire.
Con tutta la forza dello Stato.

Poi parleremo delle cause.
Chiaro che lo si deve fare.
Ridiventando i protettori legali dei più deboli ed esposti.

Ci vuol tempo. Un altro tempo storico.

Non si può più attendere ad usare la forza.
Magari un pochino di quella che fu usata su giovani inermi al G8 di Genova.
Contro le bestie che girano di notte a fare ronde e a bastonare sulle spiagge di Ostia.
Non mi scandalizzerei più di tanto per qualche testa (di cazzo) rotta.
Al caso.

Veda lei Signor Ministro dell’Interno.
Al netto dell’ammirazione che nutre verso Italo Balbo.

Ritratti.

novembre 6, 2017

Ha fatto bene Di Maio a rifiutare il confronto televisivo con Renzi.
Peccato l’abbia sfidato lui.
Prima delle elezioni siciliane.
Sapendo, come ognuno di noi, che Renzi le avrebbe perdute.

Come sarà andata la faccenda?
La mia ipotesi.
Per carità una semplice , soggettiva, ipotesi.

Al Di Maio, già il candidato ufficiale del M5S, non gli viene in mente che non ci si confronta mai con un perdente.
Trattasi di una regola aurea.

Renzi infatti è , attualmente, solo il segretario di un partito malnato e peggio vissuto. Un bugiardo matricolato e spericolato. Si doveva ritirare dalla politica avendo straperso il referendum costituzionale che aveva concepito come un plebiscito su sé stesso.
Manco fosse Napoleone III .

Perché concedere un’investitura dall’esterno a gratis et amore Dei?

Semplice.

Di Maio s’è pensato per un momento bastante a sé stesso dimenticando la sua qualifica di dipendente dalla Grillo/ Casaleggio associati.
A quel punto l’AD lo ha reindirizzato.

-Sei scemo o ci fai?
-D’accordo sei scemo.
-Adesso aspetta il risultato del PD in Sicilia e poi manda tutto a monte tanto per salvarti in corner la faccina.

-Capito mi hai?
E il “leader” grillino ha capito.
In ritardo. Ma nessuno è perfetto.
Comprendendo ha eseguito.

M’è simpatico a me Di Maio?
Se avete dubbi vi faccio un disegnino.

Ripeto, per chi non mi ha seguito sin qui.
Uno che non ha memoria del primo 11 settembre (1973) per me è solo un poveretto. Ignorante come una capretta.
Cancellato.
Punto.

Meglio Cancelleri, pur messo sotto tutela dal tutelato Di Maio in un modo che, in altri tempi, avrebbe gridato vendetta.
Il quale, candidato alla presidenza siciliana, a babbo morto ha detto una cosa intelligente e simpatica (a me): “non chiamerò Musumeci per congratularmi”.

In effetti ste’ stronzate politicamente corrette, all’americana, mi han sempre lasciato perplesso.
In chiaro : mi fanno cagare.

Insomma ha vinto , com’era ormai scontato , il centro – destra.

Ha vinto grazie ad un sistema di alleanze spurie (leggermente merdose) portate in linea dall’immarcescibile e infaticabile Miccichè. Uomo che non sente odori.
E grazie ad un candidato ex fascista che : “non ho mai ricevuto un avviso di garanzia”.
Lo stesso Berlusca ha capito , col grado di realismo politico che lo ha sempre contraddistinto, che il candidato della Meloni aveva più possibilità di chiunque altro.

Il PD dal canto suo è solo Renzi.

E Renzi ha capito (non ci voleva molto) che non c’era trippa per gatti. Tanto è vero che mesi prima dell’infausto evento ha chiarito che le elezioni siciliane “sono un fatto locale”.
Una roba che quando la politica era ancora in vigore avrebbe fatto sbellicare dalle risa mezza Italia.

Comunque s’è tenuto alla larga dalla Sicilia.

Conta nulla la Sicilia.

La sola cosa che conta è tenersi ben stretto il PD.

La fortezza PD.
Una sorta di ridotto della Valtellina.

Chissà se i ragazzi dell’ Mpd arrivano a comprendere che un PD senza Renzi non esiste.
Né ora né mai.

Fava, un ex ragazzo, molto smaliziato, si compiace per aver ottenuto di entrare nell’assemblea regionale. Contento lui. Resta quel 6% col quale non si potrà in alcun modo condizionare i “democratici” a livello nazionale.

In fondo, una lezione di politica viene proprio da Musumeci.

Ha incassato la vittoria con un discorso tecnicamente ineccepibile. Il mio è un giudizio puramente professionale, ovviamente.
Poi, in una trasmissione Tv serale ha chiarito, a fronte di una puerile provocazione, che “uno di destra come me” non può neppur concepire idee para-secessioniste.
Prima aveva premesso che bisognava rimediare ai guasti di un comunista (Crocetta) che non aveva nulla a che spartire “con i comunisti , capaci e perbene che ho conosciuto io”. E devo dire che io condivido. Al netto della definizione di comunista riferita a Crocetta che io definirei piuttosto un pigro isterico del tutto incapace.

Siam messi bene!

Capite adesso perché metterò nell’urna una scheda candida?

Ancora semplice.
Non ho alternative.
Dato che gli strateghi dell’ Mpd pensano di riprendere il potere nel PD.
Missione impossibile.
Più il PD perde e più Renzi (nel PD) stringe i bulloni, per usare un ‘espressione bersaniana.

Il PD e Renzi sono la stessa cosa.

Se non lo si capisce non è colpa mia.

Temo si faccia solo finta di non capire.