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La notte dei lunghi coltelli.

gennaio 28, 2018

Chissà se adesso, dopo la notte dei lunghi coltelli, in qualcuno dei militanti del PD provenienti dalla sinistra, o magari addirittura dal lontano PCI, si sta facendo strada un qualche operoso ravvedimento?
Spero di sì, dato che la speranza è l’ultima a morire.
Penso di no,dato che il culto del capo è ormai parte integrante se non esclusiva della politica.
Non importa se il capo, quello del PD, continua a perdere voti e consensi.
Da quando la politica è divenuta un sacco vuoto di ideali, di cultura e di progetto sociale si è fatta strada la cosiddetta leadership.
La quale forgia a sua immagine e somiglianza ogni partito.
Basta la parola: leader.
Bugiardo matricolato, superficiale, arraffone, imbroglione, che importa?
E così che si è completata, sul piano operativo con la decisione sui candidati, la totale renzizzazione del PD.

Il PD è mero strumento di potere in mano ad un uomo solo circondato da una congrega di muti servitori.
Adesso dovrebbe esser chiaro a tutti.
Chi resta nel PD deve genuflettersi alla volontà del capo.

Quale sia questa volontà sembra piuttosto chiaro.
I democratici coglioni o troppo furbi hanno voluto una legge elettorale fatta su misura del centrodestra per sbarrare il passo al M5S.
Quindi c’è una sola possibilità. Dopo il voto qualcuno, ancora, se ne andrà dal PD
e il centro destra si spaccherà in modo da da far avanzare una qualche forma di governissimo che comprenderà PDR e Forza Italia.

Mi par complicato che Il Presidente della Repubblica , stante l’attuale (ma non si mai) posizione dei grillini possa dare l’incarico a quello che risulterà il primo partito. Darà l’incarico a chi dimostrerà di avere la maggioranza in parlamento. Com’è giusto che sia.

In quest’ambito a Renzi frega poco o nulla se il suo partito personale scende sotto la soglia del 22%. Gli interessa molto più avere parlamentari clonati per poter mantenere una sua personale rendita di posizione.
Per questo l’altra notte ha trasformato il suo partito in una caserma. E più perde voti più il Capo batterà il passo di marcia con i suoi scarponi chiodati. Renzisti: in riga!

Fatto è che il ragazzo una volta provata l’ebbrezza del potere a palazzo Chigi continua a sognare di ritornarvi.
Cosi quel che costi.

Certo c’è l’ingombro costituito da Gentiloni che non è un fesso. Non sarà semplice il ritorno e secondo me non ci sarà proprio. Non dopo il voto del 4 marzo.

Per il momento a Renzi può bastare la completa presa del potere effettuata col favore della notte.

Sa che un partito personale non è scalabile.
Si può solo distruggere ed eventualmente ricostruire ex novo su altre basi.
Se cade Renzi cade questo PD, interamente, su sé stesso, come un castello di carta.

In altre parole il PD non è riformabile. Da nessuno.

Cuperlo ha conservato la sua dignità personale (che di questi tempi non è poco) rifiutando di adeguarsi. Sbaglia però, e grandemente, quando pensa che il PD sia una barriera contro il centro destra.
O forse finge, per carità di patria (ma quale patria?)sapendo bene che il PD è, già adesso, il centro che guarda a destra.

Sbagliano anche coloro che, tra i Liberi e Uguali, pensano di poter sgombrare il campo da Renzi dopo le elezioni.
Non ce la farete mai!
Al Capo basta anche solo il 20%.
Tutto ciò che resta e resterà del PD è di esclusiva proprietà di Renzi.
Tra l’altro voi gli avete anche dato una mano. E a volte tutt’e due.
E comunque anche voi, liberi come siete e assai poco uguali, vi dividerete almeno in due subito dopo il voto.
Solo Grasso,buon uomo, fa mostra di non saperlo.
Se poi non lo sa davvero, niente di male.
Abbiamo già visto all’opera in politica diversi magistrati muoversi come asini in mezzo ai suoni.

Adesso son solo curioso di veder confermata la mia idea sul potere assoluto di Renzi a Bologna.
Eh sì cari ex compagni bolognesi: dovrete votare Casini.
Il vostro avversario da sempre. Fin dai tempi di Forlani.
Su andate a votarlo, cari.
Buon voto!

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