Archive for aprile 2018

Lo stallo 2.

aprile 29, 2018

Si pesta acqua nel mortaio in attesa della direzione del PD che deciderà ciò che forse Renzi annuncerà di aver deciso in diretta TV tra qualche ora.
Da questa attività (passiva) non emerge alcun profilo programmatico che non sia ispirato a pura propaganda.
Non si capisce dove si voglia portare l’Italia.

Lo stallo diviene così più rischioso mentre da molte e diverse parti si teme e/o si preannuncia addirittura una nuova recessione di livello globale.
Ma in Italia siamo appesi alla pregiudiziale del “capo politico” che continua a dire : “io premier o niente”, mentre uno dei suoi maggiori imposta così il dialogo con il PD: “siamo forze diverse e alternative e dunque non proponiamo un’alleanza ma un contratto, senza scambio di poltrone”.

Insomma da voi vogliamo i voti. Le poltrone ce le teniamo noi.
Mi par complicato.
Più o meno come quando Bersani andò dal M5S a chiedere voti a mani vuote.

La politica diviene sempre più strana. Anzi straniante.
Poi magari dopo stasera (serata dirimente?) col risultato delle elezioni in Friuli (vabbé c’è anche la Venezia Giulia) tornerà a ballare Salvini.

Sarà però il ballo della mattonella fino a che Berlusconi resta di traverso.
E’ presto per rompere con Forza Italia e con il partito della Meloni.

Intanto continuo ad ascoltare definizioni artificiose come sovranismo contrapposto ad europeismo/globalismo.
Roba del tutto fuorviante.

Mi viene in mente che Gramsci nella prima metà del secolo scorso scrisse al proposito una pagina illuminante di straordinaria attualità.
Quel tale che viene dall’ENA e che fa parte della confraternita dei Gracchi sembra quasi averla letta.
“Non ci può essere internazionalismo, ma solo vago cosmopolitismo senza misurarsi con le questioni nazionali”.
Riassumo così (e chiedo scusa alla sua memoria) il pensiero di Gramsci.

Anche adesso, la contrapposizione tra paese, nazione e dimensione globale o europea costituisce un falso bersaglio, un atteggiamento di comodo che se non viene superato dalla Politica ( notare la maiuscola) , sarà propedeutico ad un nuovo esperimento tecnico.
Qualcuno s’incaricherà di costruire in un laboratorio tedesco/europeo una chimera per superare lo stallo. Tanto per riportare la nuova classe politica con i piedi per terra a rivoltarsi nella fanghiglia della sua totale insipienza.

Certo il francese interpreta a modo suo il rapporto tra nazione ed Europa.
Tuttavia qui è Rodi.
A modo suo Macron cerca di rinverdire ,almeno sotto il profilo dell’immagine, la grandeur nel contesto europeo e globale rinegoziando il rapporto con la Germania e
bastonando la confinante Italia, un tempo competitiva.

Noi invece siamo fermi .
Non saltiamo.

Tale è il risultato di un voto che si è svolto in assenza di una sinistra capace di riscoprire la questione nazionale e ricollocarla in Europa e nel mondo.
Così non siamo né carne e né pesce.

La responsabilità più grande è quella del PD. Del partito che ha abolito la sinistra.
Ma questo lo sappiamo da tempo.
Ciò che forse conviene ribadire, di fronte alle manfrine aperturiste, guidate dai soliti torinesi ( del pugliese non è neppure il caso di parlare) è che non si può chiedere a nessuno un puro e semplice suicidio.
E’ che è finito il tempo della tattica.
Per questo magari il Renzi pensa ad una formattazione del PD  sulla scia del francese.
Non ce la farà. Credo.

La sinistra?
Non c’è.

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Lo stallo.

aprile 21, 2018

Dunque il governo M5S e centrodestra non c’è più. Se mai c’era stato.
Manca un interlocutore: il centro destra.
La cosa era già chiara alla fine dell’esplorazione della Presidente del Senato.
Lo stesso Berlusconi (che oggi frena) lo aveva di fatto già sciolto definitivamente, sbroccando di brutto, ancora qualche ora prima della sentenza “storica” di Palermo.
Una sentenza che porta alla luce il segreto di pulcinella.
Pezzi dello Stato hanno sempre interloquito sottobanco con il potere della mafia. Fin da Portella della Ginestra, sulla scia dell’insediamento manu militari di illustri mafiosi nei municipi siciliani da parte dei liberatori.
L’intreccio tra politica e mafia è storia italiana.
Adesso con la verità giudiziaria stabilita a Palermo, che condanna di nuovo il cofondatore di Forza Italia, il partito del Berlusca non è destinato a sopravvivere alle prossime elezioni.
Quando che siano.
I primi risultati li vedremo in Molise e Friuli.
La dimostrata trattativa Stato- Mafia agevola la trattativa condotta in modo demenziale tra M5S e la Lega?
A me non sembra.
Può servire semmai a far dimenticare l’apertura di Di Maio all’appoggio esterno del partito di Berlusconi.
Il 17% di Salvini non consente un accordo di governo che sarebbe esiziale per la Lega proprio nel momento in cui avanza nei sondaggi, a meno che non si sciolga immediatamente Forza Italia con un passaggio en masse di parlamentari alla Lega.
Un’ipotesi difficile senza un’ulteriore sanzione elettorale.
L’unica possibilità potrebbe essere quella di un passo indietro del Capo Politico par excellence, per far posto magari a Giorgetti che tra l’altro metterebbe in qualche imbarazzo il PD.
Anche questa possibilità mi sembra di ardua praticabilità dopo l’ossessiva fermezza
di Di Maio.
A questo punto il Presidente potrebbe incaricare Fico tanto per provarle tutte, magari allargando il perimetro d’esplorazione.
Dopodiché resta solo un governo di minoranza del Presidente che porti ad elezioni insieme alle europee.
Se M5S e Lega si rifiuteranno di sostenerlo non faranno altro che dimostrare ulteriormente il proprio fallimento senza mai aver informato gli elettori(tra flat tax e reddito di cittadinanza) sui punti di sintesi di un programma concordato.