Archive for giugno 2018

SCUSE.

giugno 4, 2018

Chiedo scusa a ben 16 persone che hanno commentato vari post e che ho visto solo ora.
Ovviamente approvandoli con un ritardo che sarà parso maleducato.
Non era mia intenzione.
Cercherò di evitare in futuro questo genere di distrazioni.

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Gattopardi e altre bestie nere.

giugno 3, 2018

Adesso più o meno tutti s’acconciano ad attendere le prime mosse del nuovo governo. Chi per dargli addosso a ragion veduta e chi per sostenerlo a spada tratta.
Io sono contro come noto.

Ritengo che la formidabile operazione politica sfociata nel  governo Di Maio /Salvini s’inserisca perfettamente nell’alveo della solita  strategia di destabilizzazione volta alla stabilizzazione.
Quella che un tempo veniva perseguita anche tramite la strategia della tensione e che oggi prosegue con altri moderni mezzi, assai più sofisticati e per fortuna senza sangue innocente nelle strade e nelle piazze.
Si può dire anche in un altro modo , che tuttavia non contraddice quanto ho appena scritto, anzi lo integra felicemente.
La solita vecchia faccenda: cambiare tutto affinché nulla cambi davvero: tale è il governo del cambiamento.
Un’enorme depistaggio messo in opera da un’alleanza( destinata a durare fino in prossimità delle elezioni europee), che tramite il “contratto” perfeziona una tregua d’armi tra il partito personale di Di Maio e la Lega di Salvini.

Da una parte ci sono i neo democristiani – non a caso sostenuti da un vecchio arnese come Scotti , fondatore di Università e approdato al gioco d’azzardo tramite il Bingo, e dai radicali e liberali raccolti attorno al Fatto Quotidiano ma , aggiungo anche da Savona l’uomo di Impregilo e molte altre faccende. Non è tutto oro quel che riluce. Ci sono anche altri …materiali farlocchi.

Dall’altra parte c’è lo schieramento vecchio e nuovo di centrodestra, compresi i fascisti di Fratelli D’Italia e di Casa Pound che Salvini ha adunato nella sua nuova Lega nazionale.

Naturalmente so che ai nuovisti della sinistra radicale e anche a una piccola parte del PD , il M5S sembra un movimento col quale fare i conti partendo dalle cause che lo hanno originato.

Il fatto è che s’arriva tardi.

Non c’è più movimento c’è solo un partito autoritario che ha già neutralizzato in poche mosse le sue componenti progressiste mettendo a riposo il vecchio Guru che può ormai solo dare rabbiosi calci al vento.
A casaccio.

Ho già fatto notare che nell’indifferenza più assoluta, anche dei media , la grande svolta negli stellati si è prodotta con il regolamento, o statuto (o quel che cavolo è) dei gruppi parlamentari : il capo politico (nominato da chi e come?) decide da solo i capigruppo, cosa che non può accadere in un partito minimamente democratico. E non mi si venga a parlare delle votazioni on line, Rosseau etc, trattasi di miserabile finzione.

Robaccia per gonzi.

Sveglia! Tutto proviene dall’alto non dal basso.
Tutto è oscuro.
Altro che trasparenza.
Tutta la linea originaria del movimento è stata letteralmente rivoltata come un guanto da Di Maio all’inseguimento della legittimazione dei “poteri forti”, interni e internazionali che s’intendeva aspramente combattere.
Anche un cieco lo può vedere.
Nei fatti.
Bastano, L’euro, L’Europa, la Nato, il reddito universale di cittadinanza , la riforma fiscale alla rovescio , l’assurda proposta di abbattere il 40% del debito in dieci anni,
Insomma dovrebbe bastare e avanzare tutto il cumulo di detti e contraddetti, per capire che siamo in presenza di una rinascita di una DC 2.0, con però una evidente torsione autoritaria verso una repubblica presidenziale senza contrappesi.

Lo dimostra a iosa il, solo apparentemente assurdo, braccio di ferro col quale s’è voluto sfidare il Presidente della Repubblica.
Il Presidente ha fatto argine all’attuale Costituzione nel solo modo che aveva a disposizione. Permettendo la nascita del governo tra i due migliori perdenti e contando sulla loro smania di potere.
Ma , indubbiamente ha dovuto lasciare sul campo una metodologia “innovativa” che costituisce un precedente al limite dell’eversione.
E’ ovvio a cosa mi riferisco: all’inaugurazione di una trattativa tra due capi partito e la presidenza della Repubblica e alla indicazione di un Presidente del Consiglio fantoccio.

Non poteva fare diversamente a rischio di divenire un presidente dimezzato con una bocciatura unanime di Cottarelli in Parlamento.
A suo , imperituro merito va la freddezza e la capacità di reazione in una situazione assolutamente inedita al limite del golpe bianco.
Io che non ho quella freddezza e che non a caso son pensionato, avrei fatto un gran casino, forse facendoli prendere a calci in culo dai corazzieri.

Celie (e tentazioni) a parte, Mattarella alla fine ha preso d’infilata i due strateghi.
Appena ha chiarito che stava preparando elezioni per il 29 luglio i due rivoluzionari son corsi a fare il governo politico in dieci secondi netti e si son presentati con tutti i ministri al completo in giacca e cravatta alla sfilata del 2 giugno. Ah c’era anche il “capo “del governo, che nessuno ha notato, né mai noterà.

La figuraccia più grande l’ha fatta il “capo politico” cioè il segretario del M5S
Mi domando come possa esser credibile un ometto (che a differenza di Salvini, più sveglio) ha annunciato la messa in stato d’accusa del Presidente dovendo poi andare a chiedergli scusa col capo cosparso di cenere il giorno dopo.

Un tale che cambia idea ad horas non può esser considerato affidabile da nessuno che abbia un pochino, solo un pochino, di sale in zucca.

Comunque adesso nel governo di tregua , che dunque nulla può davvero cambiare,se non far volare qualche vecchio straccio, ognuno tesse la sua tela.

Salvini costruirà una nuova e più grande destra (dato che il vecchio centro destra è morto) e Di Maio cercherà di far appello al corpaccione moderato di centro che è sempre stato maggioritario in Italia. Dovrà per questo contare su appoggi internazionali molto autorevoli.
Forse non basterà in questa nuova epoca.
Non è bastato nei nuovi tempi a Berlusconi, non è bastato a Renzi, credo non basterà a Di Maio che ha voluto emulare quest’ultimo sfidandolo con successo.
Temo che la continuità Berlusconi/Renzi/ Di Maio, le loro evidenti affinità elettive consistenti nell’assenza di valori e ideologie, e nella smania di potere per il potere, alla fine potrebbe premiare la nuova destra.

Di quanto a destra potrà ancora spostarsi Di Maio col supporto dell’infingardo Dibba per competere con Salvini?
Se scioglie del tutto la perfida, ingannevole , “felice”ambiguità del suo partito forse gli elettori di sinistra capiranno.

Quando e se capiranno (non è scontato) allora forse ripartirà l’unica dialettica, necessariamente frontale e democratica, possibile e realistica nel nostro tempo : quella tra destra e sinistra.
Portando allo scoperto la bugia del terzo millennio: non c’è più né destra , né sinistra solo cittadini e popolo, uno vale uno e tutti individualmente presi e opportunamente trattati non valgono un cazzo.

Svelata questa bugia si potrebbe ripartire.