Gattopardi e altre bestie nere.

Adesso più o meno tutti s’acconciano ad attendere le prime mosse del nuovo governo. Chi per dargli addosso a ragion veduta e chi per sostenerlo a spada tratta.
Io sono contro come noto.

Ritengo che la formidabile operazione politica sfociata nel  governo Di Maio /Salvini s’inserisca perfettamente nell’alveo della solita  strategia di destabilizzazione volta alla stabilizzazione.
Quella che un tempo veniva perseguita anche tramite la strategia della tensione e che oggi prosegue con altri moderni mezzi, assai più sofisticati e per fortuna senza sangue innocente nelle strade e nelle piazze.
Si può dire anche in un altro modo , che tuttavia non contraddice quanto ho appena scritto, anzi lo integra felicemente.
La solita vecchia faccenda: cambiare tutto affinché nulla cambi davvero: tale è il governo del cambiamento.
Un’enorme depistaggio messo in opera da un’alleanza( destinata a durare fino in prossimità delle elezioni europee), che tramite il “contratto” perfeziona una tregua d’armi tra il partito personale di Di Maio e la Lega di Salvini.

Da una parte ci sono i neo democristiani – non a caso sostenuti da un vecchio arnese come Scotti , fondatore di Università e approdato al gioco d’azzardo tramite il Bingo, e dai radicali e liberali raccolti attorno al Fatto Quotidiano ma , aggiungo anche da Savona l’uomo di Impregilo e molte altre faccende. Non è tutto oro quel che riluce. Ci sono anche altri …materiali farlocchi.

Dall’altra parte c’è lo schieramento vecchio e nuovo di centrodestra, compresi i fascisti di Fratelli D’Italia e di Casa Pound che Salvini ha adunato nella sua nuova Lega nazionale.

Naturalmente so che ai nuovisti della sinistra radicale e anche a una piccola parte del PD , il M5S sembra un movimento col quale fare i conti partendo dalle cause che lo hanno originato.

Il fatto è che s’arriva tardi.

Non c’è più movimento c’è solo un partito autoritario che ha già neutralizzato in poche mosse le sue componenti progressiste mettendo a riposo il vecchio Guru che può ormai solo dare rabbiosi calci al vento.
A casaccio.

Ho già fatto notare che nell’indifferenza più assoluta, anche dei media , la grande svolta negli stellati si è prodotta con il regolamento, o statuto (o quel che cavolo è) dei gruppi parlamentari : il capo politico (nominato da chi e come?) decide da solo i capigruppo, cosa che non può accadere in un partito minimamente democratico. E non mi si venga a parlare delle votazioni on line, Rosseau etc, trattasi di miserabile finzione.

Robaccia per gonzi.

Sveglia! Tutto proviene dall’alto non dal basso.
Tutto è oscuro.
Altro che trasparenza.
Tutta la linea originaria del movimento è stata letteralmente rivoltata come un guanto da Di Maio all’inseguimento della legittimazione dei “poteri forti”, interni e internazionali che s’intendeva aspramente combattere.
Anche un cieco lo può vedere.
Nei fatti.
Bastano, L’euro, L’Europa, la Nato, il reddito universale di cittadinanza , la riforma fiscale alla rovescio , l’assurda proposta di abbattere il 40% del debito in dieci anni,
Insomma dovrebbe bastare e avanzare tutto il cumulo di detti e contraddetti, per capire che siamo in presenza di una rinascita di una DC 2.0, con però una evidente torsione autoritaria verso una repubblica presidenziale senza contrappesi.

Lo dimostra a iosa il, solo apparentemente assurdo, braccio di ferro col quale s’è voluto sfidare il Presidente della Repubblica.
Il Presidente ha fatto argine all’attuale Costituzione nel solo modo che aveva a disposizione. Permettendo la nascita del governo tra i due migliori perdenti e contando sulla loro smania di potere.
Ma , indubbiamente ha dovuto lasciare sul campo una metodologia “innovativa” che costituisce un precedente al limite dell’eversione.
E’ ovvio a cosa mi riferisco: all’inaugurazione di una trattativa tra due capi partito e la presidenza della Repubblica e alla indicazione di un Presidente del Consiglio fantoccio.

Non poteva fare diversamente a rischio di divenire un presidente dimezzato con una bocciatura unanime di Cottarelli in Parlamento.
A suo , imperituro merito va la freddezza e la capacità di reazione in una situazione assolutamente inedita al limite del golpe bianco.
Io che non ho quella freddezza e che non a caso son pensionato, avrei fatto un gran casino, forse facendoli prendere a calci in culo dai corazzieri.

Celie (e tentazioni) a parte, Mattarella alla fine ha preso d’infilata i due strateghi.
Appena ha chiarito che stava preparando elezioni per il 29 luglio i due rivoluzionari son corsi a fare il governo politico in dieci secondi netti e si son presentati con tutti i ministri al completo in giacca e cravatta alla sfilata del 2 giugno. Ah c’era anche il “capo “del governo, che nessuno ha notato, né mai noterà.

La figuraccia più grande l’ha fatta il “capo politico” cioè il segretario del M5S
Mi domando come possa esser credibile un ometto (che a differenza di Salvini, più sveglio) ha annunciato la messa in stato d’accusa del Presidente dovendo poi andare a chiedergli scusa col capo cosparso di cenere il giorno dopo.

Un tale che cambia idea ad horas non può esser considerato affidabile da nessuno che abbia un pochino, solo un pochino, di sale in zucca.

Comunque adesso nel governo di tregua , che dunque nulla può davvero cambiare,se non far volare qualche vecchio straccio, ognuno tesse la sua tela.

Salvini costruirà una nuova e più grande destra (dato che il vecchio centro destra è morto) e Di Maio cercherà di far appello al corpaccione moderato di centro che è sempre stato maggioritario in Italia. Dovrà per questo contare su appoggi internazionali molto autorevoli.
Forse non basterà in questa nuova epoca.
Non è bastato nei nuovi tempi a Berlusconi, non è bastato a Renzi, credo non basterà a Di Maio che ha voluto emulare quest’ultimo sfidandolo con successo.
Temo che la continuità Berlusconi/Renzi/ Di Maio, le loro evidenti affinità elettive consistenti nell’assenza di valori e ideologie, e nella smania di potere per il potere, alla fine potrebbe premiare la nuova destra.

Di quanto a destra potrà ancora spostarsi Di Maio col supporto dell’infingardo Dibba per competere con Salvini?
Se scioglie del tutto la perfida, ingannevole , “felice”ambiguità del suo partito forse gli elettori di sinistra capiranno.

Quando e se capiranno (non è scontato) allora forse ripartirà l’unica dialettica, necessariamente frontale e democratica, possibile e realistica nel nostro tempo : quella tra destra e sinistra.
Portando allo scoperto la bugia del terzo millennio: non c’è più né destra , né sinistra solo cittadini e popolo, uno vale uno e tutti individualmente presi e opportunamente trattati non valgono un cazzo.

Svelata questa bugia si potrebbe ripartire.

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12 Risposte to “Gattopardi e altre bestie nere.”

  1. Alessio Says:

    Beh Zani, condivido quasi tutto. Quasi. Il fatto che dietro le quinte ci sia anche uno come Scotti, a me rassicura. Se penso a come e soprattutto perché nel 1992 fu fatto fuori dal ministero dell’ Interno per far posto a Mancino, e di come poi una parte della DC si inventò l’ incompatibilità tra incarichi di Governo e seggio parlamentare per costringerlo a mollare pure la Farnesina, dove a sorpresa fu dirottato da Amato e Scalfaro dopo avergli tolto il Viminale, beh sono abbastanza rassicurato. Il presidente Mattarella ha giocato una grandissima partita, li ha minacciati con Cottarelli, sapendo che con un rifiuto si andava dritti ad elezioni anticipate dove, lo stuolo di paraculi che affolla il Parlamento, di tutti i partiti, non voleva tornare per non perdere la poltrona appena conquistata. Penosi quelli di LeU, che si sono affrettati a offrire i loro pochi e inutili voti a Cottarelli, ancora prima che questi presentasse programma e ministri. A parte Fassina, che non avrebbe mai votato la fiducia a Cottarelli gli altri hanno rivelato la loro vera natura e il loro valore. Mattarella ha però esageratamente forzato su Savona. Non sta al Presidente della Repubblica decidere la linea economica e la politica estera. Lui ha scelto di ritenere più importante la sostanza della forma, é andato oltre il dettato costituzionale per evitare la rappresaglia sull’ Italia dei tedeschi e dei mercati, cosa che era già partita dimezzando gli acquisti giornalieri dei titoli del debito pubblico da parte della BCE, cosa che ha provocato l’ impennata dello spread. In Mattarella ha prevalso la legittimità dei fini sulla legalità dei mezzi. E tutto sommato alla fine Savona é ministro, segno forse che la volontà antieuropeista dell’ attuale maggioranza é solo momentaneamente rientrata. Non mi piace sto Governo, ma é presto per dare giudizi. Ed in ogni caso é comunque migliore degli orridi esecutivi di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. La partita é appena cominciata, vedremo. Intanto a sinistra non si muove nulla, silenzio di tomba

  2. dbuzzetti Says:

    Alessio, vorrei capire chi c’è dietro “Tarzan” Scotti sul piano internazionale. La sua Link University era nata come Università di Malta in Italia e poi si è trasformata in quella attuale che ha sede in un edificio di proprietà del Vaticano—allora c’era Wojtyla. Non ho precise informazioni come vorrei, ma comunque la cosa non è chiara. Nella lista di ministri fatta circolare da Di Maio prima delle elezioni c’erano tre signore della Link, agli esteri, alla difesa e agli interni e scusaste se è poco. È restata solo quella della difesa, il che è già molto. Tutto questo conferma che i 5Stelle sono eterodiretti a livello internazionale. Qualcuno, oltre a Grillo e Casaleggio, che già sanno, deve aver telefonato a Di Maio dopo la mossa dell’impeachment. E su tutto questo ha ragione Mauro. Lo dimostra anche l’intervento di Bannon sulla Lega per spingerli ad allearsi coi 5Stelle proprio in base al principio del superamento del “paradigma destra/sinistra”, la chiave di volta di tutta l’operazione di destabilizzazione e di occultamento del conflitto reale,una mossa che però è riuscita a canalizzava tutto il malcontento e il disagio sociale nell’obiettivo delll’antipolitica cioè, sempre d’accordo con Mauro, nella destabilizzazione.
    Quanto a Mattarella, smettiamola con questa storia della mossa anticostituzionale. Anche qui ha ragione Mauro: la Costituzione, nella logica del bilanciamento dei poteri affida al Presidente del Consiglio incaricato la proposta e al capo dello stato il potere di nomina dei ministri. Il che significa che si devono mettere d’accordo. Punto. La discrezionalità del capo dello stato in questa prerogativa non è ulteriormente normata e quindi tutta questa materia è questione di interpretazione. Flores d’Arcais, improvvisatosi costituzionalista, ha invocato l’articolo 54, che si riferisce a comportamenti disdicevoli, e l’articolo 95 che affida al Presidente del Consiglio la direzione “politica generale” generale del governo e il mantenimento dell’ “unità di indirizzo politico ed amministrativo” del governo. Ma l’articolo si riferisce al governo e ai ministri in carica e non alle proposte di nomina dei ministri. La sua decisione, quindi, era del tutto legittima. Altra questione il giudizio politico sulla sua opportunità.

    • Alessio Says:

      Guarda, sulla eterodirezione dall’ estero é una storia lunga, una cosa che esiste fin dall’ unità d’ Italia, basti pensare alla Marina Militare inglese che coprí lo sbarco di Garibaldi in Sicilia mettendonle sue navi di traverso, in modo che se le difese dei Borbone avessero provato a cannoneggiarli avrebbero rischiato di colpire gli stessi inglesi, con le ovvie conseguenze del caso. La cosa si é particolarmente aggravata a seguito della sconfitta nella seconda guerra mondiale, l’ occupazione alleata e la guerra fredda, con l’ intervento anche dei sovietici. Così come é storia l’ intervento USA, appena finita la guerra fredda, per liquidare la classe dirigente, in particolare Andreotti e Craxi. Parliamo di Tangentopoli, delle inchieste di mafia e di una serie infinita di inchieste meno note attivate in Italia (tra cui quella per associazione camorristica in cui fu coinvolto Scotti, inchiesta da cui fu prosciolto con formula piena). In tempi più recenti vorrei ricordare Ugo Sposetti che dichiarò, mai smentito, che dietro a Renzi c’ era la destra USA e lo Stato di Israele. E ancora D’ Alema, ex presidente del Consiglio, ex ministro degli Esteri ed ex presidente del Copasir che parlò durante un incontro, ripreso dalla giornalista del Corriere della Sera Maria Giovanna Maglie, di Renzi, allora presidente del Consiglio, come di “un agente del Mossad. Deve essere sconfitto”. Mai smentito, D’ Alema fece una parziale rettifica affermando che lui aveva semplicemente detto che tra Renzi e il primo ministro israeliano Nethanyau c’ era un pieno allineamento politico. E ancora, Emma Bonino ha fatto una campagna elettorale sontuosa, come mai sono riusciti i Radicali, fatta persino di megamanifesti alla stazione Termini e alla stazione di Milano centrale. Una campagna elettorale costosissina. Si é insinuato che prendesse soldi dal finanziere americano Soros. Lei ha risposto che era tutto in regola e che avrebbe comunicato i nomi dei finanziatori della sua lista (+ Europa) dopo le elezioni. A 3 mesi dalle elezioni stiamo ancora aspettando per la verità…Sui leganil tra M5S e un certo mondo straniero sappiamo che il socio di Casaleggio, Enrico Sassoon, era membro della Camera di Commercio americana in Italia. E che il dominio beppegrillo.it ha un gestore tecnico che ha la sede allo stesso indirizzo della sede legale della Olivetti a Ivrea. La Lega si sa che ha rapporti con Rossotrudnicestvo, il Centro Russo di Scienza e Cultura, diretta emanazione del ministero degli Esteri russo. In cosa consistano questi rapporti, se “solo” politico-diplomatici o anche finanziari, non é dato sapere. E la lista sarebbe ancora lunga. Di quello che dice Flores d’ Arcais mi interessa un po’ meno di nulla. Ci sono svariati costituzionalisti, veri, non come Flores d’ Arcais, che hanno censurato l’ operato del Presidente. Da Mortati a Onida a Carlassare, etc.

      • Alessio Says:

        In ogni caso, e ci tengo a specificarlo, ho una fede assoluta nella caratura di democratico del presidente Mattarella. La sua storia parla per lui. Non é stato sempre così in passato per l’ inquilino del Quirinale. Nella sua gestione della crisi di Governo ho parlato di legittimità dei fini che ha prevalso sulla legalità dei mezzi. É una valutazione che é, deve essere, assolutamente politica non giuridica.

      • dbuzzetti Says:

        Non tutto ciò che ricordi mi era noto e ti ringrazio. Il mio interrogativo però era più specifico e riguardava il rapporto Scotti/M5S: vorrei capire chi c’è dietro Scotti per capire chi c’è con buona probabilità dietro i 5Stelle. Quanto alla Russia, che Soros abbia chiesto conto a Salvini dei sui rapporti con Putin non mi stupisce, visto che è uno dei finanziatori antirussi, come si sa, della rivolta ucraina. (Cosiglierei comunque a tutti, sulla questione russa, la lettura dell’intervista a Putin di Oliver Stone.)

  3. Giovanni Says:

    Ieri o l’altro ieri é internenuto Soros,preoccupato dalla linea filo Putin del nuovo governo populista
    Si ,proprio Soros,,quel filantropo-speculatore che affosso la lira nel 1992 con l’aiuto di Ciampi
    La Banca d’Italia bruciò 43 miliardi di euro ( si trattava in realtà di lire ma per semplicità é il caso di fare la conversione nell’attuale moneta)e Soros guadagno sulla pelle degli italiani 12,5 miliardi di euro con il fondo Quantum
    Per riparare il danno entrò in azione Amato:prelievo forzoso sui conti correnti,privatizzazione delle grandi banche italiane e delle casse di risparmio,privatizzazione di Eni,Enel e Telecom ecc

  4. maurozani Says:

    Che dietro le quinte ci sia Scotti (ma non sappiamo con certezza “quanto” ci sia,) a me non rassicura, Alessio.
    Uno che per primo s’è gettato sul business del Bingo, con (per la verità) anche qualche faccendiere di “sinistra”, a me preoccupa. Preoccupa anche che la sua Università privata sia una roba indecifrabile. Colma di spioni di vario tipo comunque. Pare, dicono. Quanto a Mattarella penso non abbia voluto mettere in chiaro che uno come Savona, prescritto per l’affaire Impregilo (taroccamento del bilancio), non aveva le qualità per reggere l’economia.
    Che poi sia ministro senza portafoglio invece mi rassicura.
    Sono in grado di garantire che il Ministro degli affari europei (o come si chiama adesso) non conta nulla.
    Aggiungo che a Mattarella si può fare solo l’appunto che ho fatto. Avere accettato una trattativa, di fatto extra istituzionale, con due capipartito. Tuttavia se non l’avesse fatto si sarebbero sollevate le piazze di quei coglioni , sì coglioni, che si son fatti prendere per il culo da Gigino. E a me non importa nulla che siano stati parecchi milioni di italiani.E’ già successo che costoro abbiano votato per Berlusconi e per Renzi.
    Ciò non significa che non ci debba interrogare sul perché l’hanno fatto. Per me la risposta è semplice: l’assenza di una sinistra degna di questo nome. E la capacità di manovra del “sistema”.

    • Alessio Says:

      Su Scotti. Che dire? Oh, é sempre un democristiano, nel bene e nel male. Ma é un uomo di Stato e uno che ha pagato un prezzo altissimo in un certo momento storico. Fu, da ministro dell’ Interno, l’ autore della più dura normativa antimafia, tutt’ ora in vigore. Casualmente non fu riconfermato al ministero dell’ Interno ma dirottato al Viminale. E sempre casualmente la DC si inventò con la scusa della moralità il divieto del doppio incarico parlamentare- ministro: o l’ uno o l’ altro. E quasi incredibilmente, allora, Scotti lasciò la Farnesina per restare a fare il semplice deputato. E fu la sua fortuna…perché immediatamente dopo fi messo sotto inchiesta e senza l’ immunità, che spetta al parlamentare ma non al ministro, lo avrebbero cacciato dentro. Custodia cautelare in carcere intendo. Perché alla fine, dopo anni di gogna e la conseguente esclusione dalla politica attica, fu prosciolto (prosciolto, non prescritto). Al suo posto ci misero Mancino e….meglio tacere. Xomuqnuenmoltonanni dopo il quasi ottantenne Scotti fu nominato sottosegretario agli Esteri nel Governo Berlusconi. Quando scoppiò la guerra in Georgia, ad agosto, si riunirono d’ urgenza tutti i ministri degli esteri europei a Parigi. Tutti in vacanza, tutti corsero a Parigi. Tutti? No, l’ italiano Frattini era alle Maldive con la sua nuova fiamma, una di quasi 20 anni più giovane, e non andò. Si fece intervistare da Emilio Fede al Tg4,in camicia a fiori e occhialoni da sole per dire che teneva tutto (???) sotto controllo. E di tutti i 4 sottosegretari agli Esteri chi alzò il culo dalla sabbia, si mise la giacca e la cravatta e nella calura agostaba andò a Parigi a rappresentare l’ Italia? Il quasi ottantenne Scotti. Ecco, io lo giudico da queste cose. Politico vero, uomo di Stato, democristiano doc. Mi é capitato di ascoltare alcuni convegni della sua università (sono in rete), in alcuni interveniva anche lui. Parlando di Europa spiegava ad esempio che il mondo di Maastricht non esisteva piú. Allora, spiegava, si ipotizzavano crescite robuste, che poi invece non ci sarebbero piú state. Al che aerviva riscrivere i trattati e gli assurdi vincoli (il 3% deficit/pil, etc) a cui si sono impiccati moltinPaesi europei. Oggi servirebbero soluzioni nuove, fantasiose, pwr uscire dall’ impasse. Comunque guardatelo se ne avete voglia. Le sale Bingo? Un affare che coinvolse molte ex Case del Popolo, riconvertite a sale giochi. Siamo passati in un amen dal proibizionismo allo Stato biscazziere. Ma Scotti non c’ era più quando questo accadde

  5. Giovanni Says:

    Chi non ricorda il famoso “Lodo Scotti” per disinnescare la spirale dell’inflazione
    Nel 1983 l’inflazione erodeva i salari nella misura del il 23% annuo :la rincorsa salari indici istat gonfiava in modo esponenziale il debito pubblico

  6. dbuzzetti Says:

    E chi non ricorda il coinvolgimento di Scotti nello scandalo per i fondi neri del SISDE ? Quando era ministro degli interni si è dovuto per forza occupare dei servizi di sicurezza ed è proprio la continuità vera o presunta di questi suoi legami che è entrata qui in discussione.

  7. Giovanni Says:

    Un tiro “Mancino”

  8. Giovanni Says:

    Il problema dei profughi esiste anche per Edorgan. Il neocolianismo ,e le guerre sono il fattori scatenanti di un disastro umanitario di cui non si conosce l’esito finale per l’Europa
    Usa,UK e Francia sono i responsabili

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