Connards.

Vidi Travaglio in Tv dire, col suo solito simpatico sorrisino di sufficienza, che la Banca D’Italia non ne ha mai azzeccata una. E che dunque la previsione al ribasso rispetto alla stima del governo gialloverde era la solita bufala avvalorata dai giornaloni..
Ieri anche il FMI ha stimato allo 0,6% la crescita del PIL italiano.

A questo punto devo spezzare una lancia in favore di Travaglio.
Infatti penso , come Romano Prodi, che queste stime siano tutte al rialzo.
E che quindi Banca d’Italia e FMI abbiano preso un granchio.
Ma nel senso esattamente opposto a quello indicato dall’economista Travaglio.

La verità, a me sembra va slumata nella cautela che organi ufficialmente deputati a fare stime macroeconomiche, osservano alla vigilia di una fase di stagnazione.
Cercano di non peggiorare la tendenza in atto già da tempo.
Fanno bene, anche se più di qualche responsabilità nelle politiche austeritarie e depressive ce l’hanno anche loro. Come ognuno sa o dovrebbe sapere.

Resta una situazione obiettiva che, (come sempre a naso) io definirei come recessione.

Alcune delle cause più recenti e contingenti le si trovano su tutti i media nelle analisi di economisti di varia tendenza.
Tra queste, francamente non credo proprio si debba mettere anche l’alto debito pubblico dell’Italia, come fa il FMI.
Solo resta evidente (dai dati) che il paese in cui viviamo sta affondando più rapidamente degli altri in Europa.

All’inizio della breve stagione renzista ebbi a scrivere, controcorrente, che si era dentro una lenta e anemica crisi economica dei paesi più sviluppati del mondo globalizzato e che per l’Italia si profilavano guai seri all’orizzonte.
Gli 80 euri non sarebbero certo bastati a rimediare ad un deficit strutturale di visione e di progetto: sociale, economico e produttivo.
Con i 780 euro promessi anche oggi dall’imbroglioncello stellato le cose non cambieranno di certo.

Andiamo a fari spenti nella notte.
Con un’aggravante.
Il tentativo populista di Renzi si è, adesso, potenziato al massimo grado.

“Interessante” la discussione che si è aperta sul grado di fascismo che permea la crème giallastroverdognola.

Salvini sarà fascista o fascistoide, ovvero solo un prototipo sovranista alla Orban?
Arduo dilemma.
In realtà di nessun rilievo.
Se uno parla come un fascista, si comporta come un fascista, vien da pensare che forse è un fascista.

Se un, turista terzomondista, spesato dal Fatto Quotidiano, torna dalle vacanze per dichiarare guerra alla Francia (ignorando la force de frappe), si comporta come un pagliaccio e forse lo è.

Insomma abbiamo un problema aggiuntivo in Italia.
Altri paesi cominciano seriamente a considerarci in blocco una manica di dementi.

A tal proposito immagino un paio di dialoghi , forse non lontanissimi dal vero. Comunque verosimili in modo inquietante.

Primo dialogo.

Tra il Conte devoto a Padre Pio ( che non fa più l’avvocato degli italiani, bensì si reincarna oggi in garante di un patto con gli italiani) e Juncker.

Conte- Guarda noi siam già stati su un balcone a proclamare il 2,4% quindi devi capire non possiamo tornare indietro.

Juncker- Ah, su un balcone? Dove a Piazza Venezia?

Conte- dai non dire così. Lo sai che siamo democratici, per la democrazia diretta. Uno vale uno.

Juncker- ma certo, scherzavo.

Conte- Ah , meno male.

Juncker- io voglio venirvi incontro, lo sai che sono da sempre un amico degli italiani. D’altro canto voi siete un grande paese fondatore che ha sempre avuto il più alto tasso di fiducia nella nostra Unione. E in più potete bilanciare l’asse franco -tedesco assicurando un equilibrio alla nostra UE. Avete un ruolo importante da svolgere.

Conte- Beh allora possiamo venirne a capo. Faccio un paio di telefonate…

Juncker- allora cosa ti dicono i tuoi vice?

Conte – dicono che quel virgola quattro è la nostra linea del Piave.

Juncker – capisco. Non ti dico nulla su Caporetto. Però anche tu devi capire che ho a che fare con quel mangiarane di Moscovici, che è pure astemio e socialista. La specie peggiore.

Conte- quindi cosa proponi?

Juncker – pensavo…pensavo. Ah trovato: vada per quel quattro.

Conte- dici davvero?

Juncker- ma certo. Solo lo mettiamo dopo uno zero.

 

Secondo dialogo.

( Moavero incontra il suo collega francese , Le Drieu. Si è trattato di un colloquio definito dal nostro ministro come “ franco, nel senso di estremamente aperto ed esplicito”) .

Esplicito.
Mai avevo sentito da un diplomatico un termine così:  “esplicito”!

 

Le Drieu- manica di connards ma come vi viene in mente?

Moavero- calma collega, con tutto il rispetto le cose in Europa anche in vista delle elezioni stanno cambiando.

Le Drieu- putain de têtes…

Moavero- ma che linguaggio collega!

Le Drieu- linguaggio? Ma vai a dirlo a ces enfoirés di Di Maio e Di Battista.

Moavero- riferirò. Se mi consenti caro collega con un modino più adatto a noi diplomatici.

Le Drieu- certo, digli solo, in italiano : “teste di cazzo” senza un accordo con noi, che peraltro avete postulato a lungo negli ultimi sette mesi, non combinerete un bel nulla in Africa anche se continuate a pagare le bande libiche.

 

Vabbé.
Magari le cose non sono andate così. Non troppo diversamente però.

Intanto, anche grazie alla dabbenaggine dei giallo verdastri oggi ad Aquisgrana, dov’è sepolto Carlo Magno, si firma un nuovo trattato franco- tedesco.

Tornano i franchi a comandare sull’Europa?

Certo l’Italia conta come il due di coppe quando briscola è bastone.
In più la Germania decide di ritirarsi dalla missione Sophia che dirigeva le navi soccorso dei migranti verso l’Italia anche se solo in funzione di lotta ai trafficanti di carne umana.
Per la serie : se voi chiudete i porti per quale strana ragione dovremmo spendere i nostri soldi, per quanto pochi?

Insomma queste ed altre ancora sono le ragioni della maggiore vulnerabilità dell’Italia nel caos incombente in Europa.
Resta che noi stiamo dando un contributo e fornendo un alibi allo scioglimento dell’Unione, non alla sua radicale riforma politica.

PS. Il resto più avanti.

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11 Risposte to “Connards.”

  1. maurozani Says:

    Uella, siamo a cento. Forse ri-decolla.

  2. Alessio Says:

    Caro Zani mi sa che stavolta non vedi giusto. Non tornano i franchi a comandare in Europa, quell ‘ accordo è la morte, o meglio il certificato di morte della Ue perché il decesso è già avvenuto da tempo. Alla faccia di tutto l’ ‘ euripeismo idiota che da 30 anni dilaga in Italia. I più forti si mettono assieme, gli altri, tutti gli altri, potranno solo obbedire. Non importa se siano dei simil fascisti (Orban), simil comunisti(Tsipras) o degli sprovveduti (Di Maio) o di qualunque altro colore politico. Gli unici che resistono, al solito, sono gli inglesi. Resistettero all’ Europa unita sotto il tallone di Napoleone e sotto quello di Hitler, entrambe le volte in compagnia dei russi. E anche stavolta è così. A proposito di Russia. Il ministro degli esteri tedesco è volato in Russia per discutere della questione Ucraina col suo omologo russo. Lui, non il commissario europeo Mogherini. Non risulta che la Germania confini con la Russia, nemmeno con l’ Ucraina. Ma questa è la plastica realtà dei fatti. L’ Ucraina sostenuta dalla Ue, guidata dal filo nazista Poroshenko, è di fatto un protettorato tedesco, come già fu alla fine della prima guerra mondiale e durante la seconda. L’ Ucraina è una sorta di cuscinetto tra Russia e Unione Europea e a nome dell’ Europa tratta il ministro tedesco. Più chiaro non si puó. Ma si parlava del trattato franco-tedesco. È vero che è un patto tra i forti che schiacceranno i deboli, ma tra diversamente forti. La Francia è un Paese indebitato, sia come Stato che come privati, e i capitali che li sostengono sono tedeschi. Macron è stata la candidatura delle èlites, (industriali, banchieri, etc) per cercare una rincorsa alla Germania attraverso una brutale riduzione del costo del lavoro e allo stesso tempo la defiscalizzazione dei grandi patrimoni (cioè i loro) e una politica di privatizzazioni che mettesse al sicuro, sotto il confortevole regime dei monopoli trasformati da pubblici a privati, i loro affari (sulla falsa riga di quanto fatto in Italia nei primi anni ’90 dai Governi Ciampi e Prodi…). Tutto ciò, anche perchè il sistema francese permette l’ elezione alla presidenza anche con infime minoranze, (Macron ebbe il 18% al primo turno) ha portato ad un grande malessere popolare che è sfociato nel fenomeno dei gillet gialli. Macron ha ben pensato prima di lisciare il pelo ai manifestanti (non prima di averne ordinato una brutale repressione, comunque fallita) promettendo una sospensione per 6 mesi dell’ aumento delle accise sulla benzina. Pareva brutto farla fino al giorno esatto delle elezioni europee… Ma la piazza non si è calmata e così si corre a firmare la resa alla Germania. In realtà il problema è reale, la Francia è indebitata con l’ estero (specie con la Germania) e questo è un dato di realtà con qualunque governo ci sia o ci sarà a Parigi. Dunque la resa di Macron, con un trattato fatto appositamente per legare come una corda al collo anche i suoi successori, pure che fossero la Le Pen, Melanchon o i gillet gialli. Una mossa delle èlites per restare nel sistema marcio creato a Maastricht sulle macerie del comunismo internazionale. L’ unica alternativa sarebbe e sarà un’ uscita dall’ euro e la rottura dei trattati europei della Francia col conseguente collasso sistemico della Ue. Da realizzare prima che la presa tedesca sia troppo forte e diventi irreversibile, cioè si estenda anche allo strumento militare francese, oggi l’ unica cosa che permette alla Francia di continuare ad avere un ruolo e di potersi sedere al tavolo coi tedeschi in posizione non di parità, ma nemmeno col cappello in mano. E noi? Noi dovremmo prendere finalmente atto che la favola euroepista va presa per quella che è: una favola appunto. E senza lieto fine (per noi). Invece il dibattito pubblico italiano è sul niente, mentre addirittura il “nuovo” salvatore della malandata barca Pd si presenta come “siamo europei”. Ma il mondo è grande, ci sono gli USA e l’ Inghilterra, la Cina e la Russia, etc. Non è un destino inevitabile diventare una colonia del Quarto Reich

    • ilario Says:

      Veramente, se non ricordo male, Macron ha ottenuto il 24% al primo turno e il 66% al secondo, con oltre 20 milioni di voti. I demagoghi irresponsabili, i fanatici d’alta classe che governano l’Italia insieme, di voti ne hanno ottenuti poco più di 15. Anche se il sistema elettorale è diverso è una bella differenza. Inoltre, dal 2011, si sono succeduti nel nostro Paese 5 governi, di cui nessuno eletto dagli aventi diritto. Ulteriore aggravante. Il resto si può anche condividere, tanto in mancanza di una continua disponibilità di informazioni affidabili si naviga a vista.

  3. maurozani Says:

    Alessio non mi dici nulla che io non sappia già da molto tempo. Non so chi altri oltre a me usò (anni addietro) la definizione di Quarto Reich economico.(vedi archivio del blog). Non so chi altri prima di me disse in Parlamento che l’allargamento dell’Europa, senza una sua vera costruzione politica si sarebbe tradotto in un boomerang. (cerca su atti parlamentari). Ergo tornano i franchi a governare l’Europa. Perché, come sai, i franchi erano indifferentemente tanto gli attuali germanici che gli attuali francesi. Ricordati della capitale di Carlo Magno, l’Aquisgrana che oggi ritorna.Forse che parlava francese Carlo? No parlava solo franco e non era in grado di scrivere, neppure in latinorum. Quindi , purtroppo non sbaglio.

    • Alessio Says:

      Caro Zani sbagli. Non c’ è niente di più politico di un’ unione monetaria, un’ unione monetaria è gi una costruzione politica. Chi dice che ci vorrebbe un’ Europa politica e non solo della moneta non comprende la realtà è la natura delle cose. Tramite la moneta unica si modificano e realizzano rapporti di forza, tramite la moneta unica si riesce a sovraordinare un’ istituzione non democratica come la Bce, non eletta da nessuno, ai Parlamenti e ai Governi. Capiamoci bene, il famoso report dell’ ufficio studi della sede londinese della JpMorgan, reso pubblico in Italia in occasione del referendum del 4 dicembre 2016, ha perfettamente ragione. Le Costituzioni europee contengono forti elementi di socialismo (per qualcuno, come JpMorgan, troppi) in quanto scritte in un determinato momento storico e cioè alla fine della seconda guerra mondiale, sulle macerie del fascismo. I valori in esse contenuti non sono degli assoluti, ma “solo” i valori prevalenti e maggioritari in un certo momento storico. E se le Costituzioni europee sono state scritte sulle macerie del fascismo i trattati europei sono stati scritti alla fine della guerra fredda sulle macerie del comunismo internazionale. Dunque i valori in essi contenuti sono antitetici a quelli del nostro dettato costituzionale. Di più, sono eversivi di quei valori. Ma una costituzione o un trattato sono solo pezzi di carta, l’ attuazione di quanto in essi previsto è un’ altra cosa. La nostra Costituzione è stata ed è ancora in parte inattutata. I trattati europei invece possono essere interamente realizzati tramite l’ euro. Un Governo potrebbe decidere di non accettare più certi diktat, di cambiare strada e politica. Ma questo è stato volutamente reso impossibile. Come? Creando una banca centrale indipendente dai governi, che altro non significa che avere governi dipendenti dalla Banca Centrale. Qualunque governo di qualunque colore è maggioanza politica. Perciò che a Palazzo Chigi ci stia Matteo Salvini o Mauro Zani alla fine cambia poco o nulla. Se le politiche decise da un Governo, espressione di un Parlamento liberamente eletto dai cittadini, non vanno bene al presidente della Bce questi ha gli strumenti per piegare qualsiasi governo, paralizzando il sistema finanziario e bancario, uccidendo i Governi ad alto debito pubblico non sottoscrivendo più i loro titoli. Bloccare il sistema bancario, tramite il blocco della liquidità significa ad esempio bloccare le importazioni e il commercio estero, sia esso il gas con cui scaldiamo le case o i farmaci con cui curiamo i malati. Sono le cose con cui è stata minacciata la Grecia, il motivo che ha spinto Tsipras a firmare la resa incondizionata solo una settimana dopo la vittoria nel referendum. E tra l’ altro a condizioni molte peggiori di quelle respinte col referendum. Ma si sa, “Vae victis” diceva Brenno. Così si puó modificare il Governo italiano nel 2011, etc. Questo sistema, quello dell’ euro, è stato creato per evitare che tramite le elezioni gli interessi dominanti possano perdere. Dunque le previsioni dei trattati europei sono esigibili ed inevitabili. E quali sono? La stabilità dei prezzi, cioè bassa inflazione da ottenere tramite un certo livello di disoccupazione. E poi la libera circolazione dei capitali che possono girare per l’ Europa a cercare le migliori condizioni: salari più bassi, diritti del lavoratori più bassi, tutela dell’ ambiente inferiore, leggi contro l’ evasione, il riciclaggio e la corruzione più blande, etc. Una sorta di gigantesco caporalato su base continentale dove il grande capitale gira protetto pure dal rischio di cambio. Stabilità dei prezzi, libera circolazione di capitali, di persone (per alzare l’ offerta di mano d’ opera e farne crollare il prezzo), forte concorrenza, divieto di intervento pubblico. Ecco quest’ ultimo serve alle aziende più grosse per comprarsi a 2 lire quelle più piccole, magari dopo averle ammazzate con concorrenza sleale. Chi pensa che tutto questo non vada bene o voglia uscire da quella mostruosità chiamata Ue viene strozzato tramite la Bce che può chiudere la liquidità con gli effetti sopra descritti. È il mondo del “pilota automatico” di cui parlava Draghi. Insomma, fate pure le elezioni, votate, dite, ma alla fine non si può uscire dalla gabbia costruita a Maastricht perchè entra in vigore il pilota automatico, ciòè il controllo politico tramite la Bce. La democrazia separata dal potere reale e dunque ridotta a teatrino e ad occuparsi di cose sciocche o di scarsa importanza, come diritti civili o pseudo tali(tipo Zapatero), droghe libere o qualche ringhio salviniano, tutta roba con cui distrarre i cittadini non avendo più la libertà di bilancio e dunque la capacità di realizzare le vere cose della politica. C’ è qualcosa di tremendamente sbagliato se avere un Governo Salvini o un Governo Zani è sostanzialmente uguale. Ma dentro il sistema dell’ euro questo è inevitabile, esattamente come volevano i costituenti europei mentre, sulle macerie del comunismo, erigevano la Ue

  4. maurozani Says:

    Resta che coloro, che hanno adesso grande consenso popolare in Italia sono delle teste di cazzo. Gente pericolosa per la loro ignoranza e anche per la destrezza, da briganti di strada, con la quale prendono per il culo i cittadini. Personalmente sospetto da tempo , a naso, (ho un grande naso, almeno in senso fisico) una connection con ambienti USA al di là delle simpatie per l’autocrate russo. Quest’ultimo è uno in grado di far nozze coi fichi secchi. Chapeau.

  5. gianni guagliumi Says:

    Non sono mai stato un grande estimatore del “ducetto” di Rignano, tuttavia noto che gli 80 euro, che non hanno peraltro contribuito più di tanto al rilancio dell’economia italiana, non sono stati toccati nemmeno dai gialloverdi, il che vuol dire che la misura è servita, almeno come mini sgravio fiscale, per i dipendenti con i salari più deboli.
    Quanto a Carlo Magno e suoi alleati rammento che, se qualcuno degli attuali governanti del cambiamento avesse fatto tesoro della diplomazia della Chiesa dei primi secoli, non saremmo nelle attuali condizioni. A Nonantola, 15 km da casa mia, è conservata una pergamena con il sigillo originale del re dei Franchi che aveva incaricato gli abati della celebre abbazia come ambasciatori presso l’Impero d’Oriente. Ma la storia, per conoscerla, occorre studiarla…

  6. maurozani Says:

    Alessio, non pensare che io non condivida la sostanza del tuo ragionamento/analisi. Altre volte ho spiegato che s’iniziò la costruzione europea partendo dal tetto. La moneta unica. Così come scrissi , nel mio piccolo, contro il fiscal compact , il pareggio di bilancio in costituzione etc. Si poteva, a mio avviso ancora reagire. Adesso mi pare tardi. Resta che il sovranismo/nazionalismo è solo l’altra faccia del dominio imposto dalla moneta unica. Naturalmente io poi penso che la politica può sempre e comunque fare e disfare se e quando avesse un largo, partecipato e consapevole consenso. Non avverrà a breve. Ma non ci rinuncerei. Nonostante tutto.

  7. Alessio Says:

    Zani , la moneta unica non era e non è il tetto: erano e sono le fondamenta, delle solidissime fondamenta. Non si tratta di essere contro il fiscal compact, il pareggio di bilancio e tutto il resto. Bisognava far sì che anche volendo quelle cose non fosse possibile imporcele. E invece nel mondo dell’ euro è possibile farlo e per noi impossibile resistere. Come ebbe a dire Hans Tietmeyer nel 1998, allora governatore della Bundesbank e capo delegazione tedesca nella trattativa per l’ istituzione dell’ euro, uomo di cui Ciampi nei suoi diari ricorda la brutalità verso l’ Italia nelle trattative, con l’ introduzione dell’ euro i governanti europei avevano avuto la saggezza di sostituire “il plebiscito quotidiano dei mercati” al “plebiscito delle urne”. La moneta unica è la solidissima base dell’ Europa unita, e la Banca Centrale Indipendente il modo con cui si è realizzata la scissione del potere reale dalla politica e dunque dalle istituzione democratiche. Un sistema con cui certi poteri e certi interessi economici non possono perdere mai, vincono sempre, e sempre mantengono il potere reale, indipendentemente che vincano Mauro Zani o Matteo Salvini, la sinistra o la destra, i laici o i cattolici.

  8. maurozani Says:

    Camicia di forza. Certo. Ma non son sicuro che la politica non possa , volendolo, lacerarla. Solo bisognerebbe che da sinistra si smettesse con la retorica europeista. Tipo gli stati uniti d’Europa. Chiarendo che se una Unione non è possibile , resta un’altra strada, quella di una confederazione a più strati. Insomma non vedo altra possibilità se non quella di una riforma dei trattati. Ma anche in questo caso mi è purtroppo difficile immaginare una diversa costituzione della BCE, se non la pressione di rapporti di forza di volta in volta mutevoli…Insomma è un rompicapo. Almeno per me.

    • Alessio Says:

      Lacerarla? Hai presente i gialloverdi? Contro una commissione debole, se non altro perché a fine corsa, non hanno potuto più di tanto nonostante i proclami roboanti. Per incapacità di Salvini e Di Maio? No, perché dietro la Commissione Europea c’ è la Bce. Vedi, se domani mattina ci fossi tu a Palazzo Chigi e pensassi di fare veramente qualcosa di concreto, cioè non riforme a costo zero tipo matrimoni gay, cannabis libera, divieto alla vivisezione dei cuccioli e sciocchezze varie, ti troveresti di fronte a qualcuno che ha la forza di bloccare le importazioni (petrolio, medicinali, etc) , la distribuzione di contante, la possibilità di pagare gli stipendi persino a militari, poliziotti e medici, etc semplicemente schiacciando un pulsante a Francoforte. E poi avresti contro un fuoco mediatico totale, da giornali, tv, radio. Un fuoco fatto da giornalisti lautamente pagati, da professori universitari che dalla loro posizione di tecnici fintamente imparziali ma lautamente retribuiti per spiegare ai cittadini che tu sei uno stronzo che sta sbagliando tutto, da economisti che ricevono regolare bonifico per dire che sei il male assoluto .E poi c’ è tutta la
      grande industria del nord, quella felicemente europeista perché la Ue e l’ euro sono il sistema tramite il quale hanno ottenuto salari inferiori ai 780 euro mensili e oggi digrignano i denti contro il reddito di cittadinanza, dimostrandosi pure ignoranti perché è una cosa che toccherà poche persone stante i paletti della legge. Sono destinati ad essere una nuova repubblichina di Salò, niente più che subappaltatori a 2 soldi dei tedeschi, in concorrenza con l’ est Europa ma nella loro grettezza non lo capiscono (che vuoi mai che capisca gente come Calearo, ex capolista in Veneto del Pd veltroniano?). Ecco, questi sono i rapporti di forza. L’ unico che propose un piano realistico fu Savona, ma ben prima delle elezioni del 2018 (c’ è il video su youtube). Ma a sinistra si è persa ogni traccia di cambiamento

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