America First.

Mi par chiaro che quando si danno gli otto giorni (per indire elezioni) ad un governo appena eletto, lo si è già licenziato.
Se Maduro si oppone deve accettare l’esilio che gli è già stato offerto, oppure è guerra civile.
Una guerra che perderà. Nel sangue. Anche suo.
Perché non è cambiato nulla.
Nel cortile di casa degli USA si fa quel che vogliono i padroni e i loro partner europei.
Da sempre.
L’eccezione di Cuba ha potuto esistere solo grazie al fatto che Castro non era Maduro e che era in vigore la guerra fredda.

Sarebbe utile che si accettasse la mediazione proposta dal Messico: aprire un dialogo serrato tra le parti in causa per cercare una soluzione, entro la quale , certo dovranno prevedersi nuove elezioni.
Ma se ti danno gli otto giorni è difficile per chiunque chinare la testa e offrire il culo.

D’altro canto Maduro è già morto.
Quando a torto o ragione un popolo insorge, beh ha ragione il popolo.
Letale contare sull’esercito.
Sveglia Maduro!
Ricordo antiche discussioni prima del golpe di Pinochet, (il bastardo che morì nel suo letto, come Franco) : l’esercito cileno era universalmente considerato, da un secolo, lealista.

Ma ciò che fa davvero la differenza oggi , è la formidabile , solita e puntuale ripartenza del tam-tam sui diritti umani.

Eh, già gli USA son esperti nel campo.
Gli esempi sono innumerevoli.

Afghanistan: i massacri dei talebani e dei civili operati dalle bande di assassini a pagamento dell’ Alleanza del Nord, sponsorizzata e armata dal braccio operativo della CIA.
Migliaia di persone poste a crepare chiusi, e disposti letteralmente uno sull’altro a strati, in container e poi debitamente interrati in un’enorme fossa comune.

Iraq: Abu Ghraib. Basta la parola.

Prima ancora la Bolivia. Con il filo americano Barrientos che gettava i dissidenti dagli elicotteri.

Saltiamo la Somalia, la Colombia, l’Argentina e il Brasile per brevità. E non parliamo dell’Africa. Sarebbe lungo. Solo una cosa: “quel lavoro l’abbiamo organizzato noi”. (Agente CIA a proposito dell’assassinio di Patrice Lumumba). Per la serie : non solo belgi.

Paleolitico, certo.

Recentemente. L’Egitto a noi vicino.

Classico esempio di difesa dei diritti umani: Regeni.

Al Sisi il carnefice del golpe militare dopo la vittoria elettorale (mai contestata) dei Fratelli Musulmani è colui che riceve l’80% degli armamenti dagli USA.
Esiste negli Stati Uniti  una clausola (coup cause) che prevede la sospensione di aiuti diretti a qualunque paese nel quale un capo di governo regolarmente eletto venga deposto con un colpo di stato militare.

Cosa veramente lodevole.
Grande paese gli USA, con la sua statua della Libertà!

Peccato che fu comunicato ai deputati e al congresso (presidente Obama) che il colpo di stato in Egitto non sarebbe stato definito in tal modo.

Semplice no?

E avanti coi diritti umani, al netto della condanna a morte per pubblica impiccagione di un centinaio di persone e della scomparsa dalla sera alla mattina di alcune migliaia di persone mai più ritrovate.

Avanti coi diritti umani.
Dato che erano e sono in gioco dollari per più di un miliardo di aiuti militari e il buon vicinato con Israele e l’alleanza con l’Arabia saudita , noto paese campione dei diritti umani anch’esso.
Basti pensare ai massacri in Yemen che, nel silenzio assoluto dei media occidentali, proseguono senza sosta. Con l’aiuto delle efficienti bombe d’aereo esportate a centinaia di tonnellate dall’Italia.

Made in Italy, mica cazzi!

 

Crisi umanitaria?

Macché: lotta al terrorismo. Anche se, in tutto l’occidente, non si è mai saputo di un attentato terroristico di matrice sciita.

Insomma, con la retorica infingarda dei diritti umani si può fare di tutto.
Anche rientrare in dominio del mare di petrolio venezuelano.

La storia è tutta qui.
Nient’altro.

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3 Risposte to “America First.”

  1. ilario Says:

    Certo! “Da quando hanno introdotto i diritti umani si fa una vita da cani.” (K.Kraus)

  2. Remo Tedeschi Says:

    questo da un lato, dall’altro… tranquilli .. c’è Putin

  3. maurozani Says:

    Ma come no. Putin c’è sempre, ovunque…

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