Sangue randagio.

Non ho la pretesa , e a dir la verità neppure troppa voglia, di star qui a citare dati sull’immigrazione in Europa.
Dai quali si desume che l’Italia non ha mai fatto la parte del leone nell’accoglienza.
I dati sono arcinoti.
Li trovate rapidamente googlando.

In verità i paesi che accolgono profughi e immigrati in grande massa sono, per la metà, nel sud del mondo.
Ma, non li vediamo.
Non sappiamo.
E, in verità non ce ne fotte una beneamata minchia.

Pour cause, a volo d’uccello:

 

Secondo l’ONU le migrazioni sud-sud sono almeno equivalenti a quelle sud-nord.
Più della metà degli emigrati dell’Asia e dell’Africa si sono spostati entro il proprio continente.
Dei 16 milioni di rifugiati, nove su dieci si sono mossi entro il sud.

Vari esempi a caso.

Tre milioni di bengalesi in India.
Molte centinaia di migliaia di africani non puntano verso il mediterraneo , ma in Sudafrica.
Nel 2016 un sesto della popolazione del Qatar era indiana.
Cinque milioni di siriani sono adesso in Libano.
Eritrei e somali emigrano verso Gibuti.
Afghani vanno in Pakistan.
L’ Arabia Saudita è piena di indiani e filippini.
Si può proseguire molto a lungo.

 

Il Bangladesh, uno dei paesi più poveri del mondo ha aperto la sua frontiera ad un milione di profughi fuggiti dal Myanmar (Birmania).
Per inciso, (gli incisi sono importanti a volte), la celeberrima principessa Aung San Suu Kyi premio Nobel per la pace e oggi di fatto presidente del paese, non ha alzato ciglio per impedire le sanguinose persecuzioni contro la popolazione di religione musulmana e di etnia Rohingya.
Ricordo bene i peana innalzati alla sua graziosa figura dalla sinistra riformista di cui facevo parte. In particolare da quelli che dicevano di non esser mai stati comunisti.
Beh, almeno il Canada ha avuto la decenza di revocare alla principessa la cittadinanza onoraria.
La sinistra poi confluita nel PD nulla ha mai più detto in merito a questa figura di perseguitata.

Vabbé , chi mi legge ha già capito che ho colto l’occasione per sputare un rospo.

Lo stesso potrei fare per Sua Santità il Dalai Lama.

Potrei fare altri e persino più calzanti esempi.
A partire dall’esodo nella zona dei grandi laghi verso il Congo (RDC). E gli spostamenti volti alla sopravvivenza in tutta l’Africa sub shariana.

 

L’immigrazione , forzata o necessitata non riguarda solo l’occidente.
Solo che per noi “caucasici” vale solo quella che cerca di venire da noi e ha un colore di pelle diversa dalla nostra.

Non sappiamo e non vogliamo sapere che le tensioni, sociali e i pregiudizi etnici e razziali legati all’immigrazione sono diffusi anche in altri luoghi di questo “mondo piatto”.
Ci sono realtà significative.
Di cui nulla sappiamo.

A Singapore ci si è sollevati  contro i cinesi.
Nel Bhutan, dove pure s’è proclamato il FIL ( felicità interna lorda) a sostituto del PIL, la xenofobia impera contro i nepalesi.

Epperò, non c’è niente da fare : il “sangue è randagio” (per parafrasare a cazzo Ellroy che ha parafrasato a sua volta una poesia di Housman).

Il sangue è un vagabondo.

Va dove lo porta la necessità, il caso, il destino, il desiderio.
Sempre.

Concetto difficile per i diversamente pensanti gialloverdi.

Ma le cose stanno così.

 

L’emigrazione dall’Italia, seppur su un altro piano lo conferma.
Siamo ai primi posti nel mondo per tasso d’emigrazione.
Dopo il Messico e prima del Vietnam e dell’Afghanistan.
Nel 2017 sono emigrati 285.000 italiani, appena sotto il tasso degli anni ’50.
Sicuro che son tutti cervelli/cervelloni  in fuga?

Non lo so.

Non ho indagato a fondo.

Ma non ci credo.

Sono semplicemente  persone.

So solo che questa possibilità è alla portata di coloro che hanno un più alto tasso di consapevolezza che gli deriva anche( ma non esclusivamente)  dal livello culturale.

Ma vale per tutti, nell’emisfero nord e in quello sud : bianchi , neri , gialli o a pallini.

L’unica cosa che so , per certo, è  che il sangue tende ad imbastardirsi.
E so che questo è un fatto utile persino alla sopravvivenza della razza.
Quella umana.
Sangue che fluisce nelle vene del pianeta.
Fermarlo non si può.

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4 Risposte to “Sangue randagio.”

  1. Massimo di mascio Says:

    Da qualche tempo noto una attività in questo blog.
    Era ora, almeno per un autoesiliato da facebook.
    Felice di rileggerti, Mauro.

    Per restare in tema, sono abruzzese, figlio e nipote di transumanti, ( settembre andiam, è ora di migrare), mio padre, poi, ribelle, si affrancò da quel destino, ma per secoli, millenni, gli abruzzesi son scesi dalle montagne verso la marina e da li al tavoliere delle puglie.
    Dormendo sulla nuda terra, come tetto il cielo.
    Partivano il 21 settembre, tornavano il 24 giugno dell’anno dopo.
    Lasciavano mogli, figli ancora troppo piccoli, vecchi malati.
    Nel mio paese quelli che hanno dai 70 in su nascevano tra marzo e maggio.
    Poi basta.
    I foggiani, come scherno usavano dire: “ c’erano una volta, due cristiani ed un abruzzese “.
    Si migra da sempre, sapendo quanto è salato il pane altrui.
    Il sangue bastardo, ce lo hanno tutti, gli unici che non lo capiscono sono i fascisti e razzisti, qui da noi sembrano quelli dell’Illinois.
    Ciao!

  2. maurozani Says:

    Ciao Massimo.

  3. Andrea Says:

    Scusa tanto, Mauro… stai facendo testamento? Io sono pronto ad accettare tutto, ma la tua produzione è degna di un testamento spirituale! La cosa che apprezzo di più è la sincerità e il calore che metti nello scrivere, pur non condividendo nulla. Mi scuso per la ferita… anche tu me ne hai procurate tante. Io interverrei volentieri, ma c’è un abisso, che non è tanto ideologico, ma di formazione, di abito mentale. Ci potremo incontrare di nuovo “dall’altra parte”, quando verrà il momento per entrambi.

  4. Andrea Says:

    “Si toutes les cultures se valent, alors le cannibalisme est juste une question de goût ” Claude Levi-Strauss.

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