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Opinione…

febbraio 19, 2019

Salvini, con scaltro calcolo elettorale, mostrò d’impeto il petto scoprendosi il culo. Gli è stato fatto notare e s’è affrettato a coprirselo.
E, non a caso.
La principessa del foro, oggi ministro leghista, innalzata ai gradi più alti della professione grazie al ruolo svolto nella difesa di Andreotti deve aver ben valutato il caso di specie.
Ora, molti ed io tra questi , pensano che il disegno politico di Salvini (lui ce l’ha , bene o male in testa a differenza a differenza dei grillini che procedono a fari spenti nella nebbia inoltrandosi in tunnel inesistenti ) debba essere contrastato frontalmente dalla politica.
La storia recente insegna che la via giudiziaria al socialismo,posto che di ciò si tratti,
è scelta quanto mai insidiosa e improduttiva quanto ai risultati.

Tuttavia, non sono d’accordo con quanti si scagliano contro i magistrati e in particolare contro il Tribunale dei Ministri.
Scorgo una sottovalutazione netta dell’evento relativo alla nave Diciotti.

Riassumo, per spiegarmi meglio.

Il caso Diciotti è un unicum a quanto mi è dato conoscere nella ancor giovane storia della Repubblica italiana.
Coinvolge principi e cardini costituzionali che hanno le loro radici nello stato di diritto, il primo dei quali riguarda l’autonomia di uno dei poteri dello Stato, così come fu sancito dai costituenti.
Ovvio per me che troppo spesso vi è stato un uso politico della magistratura da parte della politica.
Reso sempre possibile in potenza dato che i magistrati sono anche, ci mancherebbe altro, cittadini elettori, pensanti e simpatizzanti.
Votano e poi magari, (non è caso raro), si candidano anche al parlamento e per ogni dove.
Altrettanto scontato (sempre per me) che chi ha fatto il magistrato dovrebbe, anche alla luce degli eccessi commessi all’epoca del primo populismo di Mani Pulite contro la casta, astenersi in maniera ben più stringente dal passare da un potere all’altro.
Se scegli di far parte di un potere costituzionalmente tutelato con il seguito di guarentigie che ciò comporta, non dovresti ad un certo punto andare a far parte di un altro potere i cui esponenti furono magari oggetto di tue inchieste e /o giudizi in sede penale.
Ne va della credibilità dell’intera magistratura.
Ogni cittadino inquisito deve avere la certezza di esser giudicato con imparzialità e neutralità politica di fronte ad un giudice che, pur possedendole, non abbia mai esibito pubblicamente le proprie convinzioni. Ma qui so d’esser netta minoranza a sinistra.

Questo lungo inciso serve solo a chiarire che quel che segue non è affatto dettato da una fiducia acritica nei confronti di una magistratura sempre “buona” per definizione.

A maggior ragione non penso affatto che il Tribunale dei ministri sul caso Salvini abbia assunto un approccio da opposizione politica.
Adesso non starò a farla lunga sull’obbligatorietà dell’azione penale, perché poi è a volte, in passato è apparsa tale per alcuni e non per altri.

Basti dire che Salvini  ha impedito lo sbarco da una nave della guardia costiera italiana e lo ha impedito a coloro che su quella nave erano già a tutti gli effetti su suolo nazionale tenendoli in suo esclusivo, personale, potere fino a che gli è parso utile, mettendosi sotto i piedi ogni altra considerazione attinente a norme , ruoli, poteri, leggi del mare, diritti umani primari.
Per la serie : faccio come mi pare a prescindere, per l’ottima ragione che quando avrò vinto, il popolo assieme ai suoi ormai numerosi corifei, si dimenticherà ogni abuso di potere.

Per dare una lezione politica alla UE in vista delle elezioni me ne frego di tutto il resto.
Tale considerazione ha mosso il calcolo costi/ benefici del ministro dell’interno. Altro che TAV.
Ed è tutto il “resto” invece quello che conta. Tutto il resto è ciò che tiene unito un intero paese; ciò  che contribuisce a stabilire coesione civile  e credibilità delle istituzioni tipiche di un regime democratico, la cui evidente crisi non dovrebbe esser approfondita e sfruttata per la ragione di una sola parte.

Se lo si fa non è solo per necessità contingenti, ma anche perché si persegue l’avvento di un altro regime politico. Quale che sia.

In tale circostanza la magistratura deve obbligatoriamente intervenire a tutela rigorosa di regole, norme e principi individuando precise ipotesi di reato, com’è nel suo mandato costituzionale.

Ai miei occhi tali fattispecie di reato sono sono del tutto evidenti e assai gravi.
Individuare , salvo prova contraria in un processo, i reati di sequestro di persona e di abuso di potere a me non sembra affatto un prender parte politica contro Salvini.

Anzi, mi pare cosa del tutto meritoria, necessaria, persino urgente.
E, in fondo importa poco se contravvenendo alla propria supposta e sbandierata natura i grillini lo hanno salvato.
Importa che c’è ancora un giudice da qualche parte in Italia disposto a mettersi di traverso anche quando (a differenza di Mani Pulite dove la fine di quei politici era resa prossima e evidente dalla fine della guerra fredda) ci si trova di fronte all’ascesa di un nuovo potere politico, che appare forte , aggressivo e reso sempre più arrogante dal consenso del “popolo”.

A me questa sembra una buona notizia anche tenendo in conto che non poche volte ci son stati magistrati appecoronati al potere politico quand’esso era forte.
Stavolta chi era in dovere di farlo non ha rinunciato a cercar d’assolvere al proprio dovere.

Meno chiara francamente, è la coincidenza tra la votazione rousseiana e l’arresto dei genitori di Renzi.

Non ho nulla da eccepire nel merito (comunque non spetta a me) ma certo ci si è mossi con una tempestività che può indurre ad ogni sorta di sospetto e lo si è fatto non contro un potente ma contro un morto che cammina. Anche se lui non lo sa.
Ma com’è noto le anime dei morti continuano ad aggirarsi per un certo tempo nei paraggi prima di prendere atto dell’evento senza ritorno che li ha irrimediabilmente coinvolti.

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