Mauro Zani

Mauro Zani. Bolognese. 22 novembre 1949. Nessun merito particolare. Ex politico di professione. Ex comunista del PCI , ex dirigente del PDS e poi dei DS. Deputato per tot legislature e , da ultimo MEP,  che vuol dire membro del parlamento europeo, il posto dove si va a finire quando cominci a star sui coglioni . Prima ancora , da giovane, segretario  della FGCI (non era la federazione gioco calcio)e poi del PCI e poi del PDS della federazione di Bologna. Poi segretario regionale del PDS e, dopo un decennio circa,dei DS, prima di Bologna e poi dell’Emilia Romagna. Anche   presidente della Provincia di Bologna. Bei tempi. Componente della segreteria nazionale PDS e DS per un sacco di tempo. Troppo. Con Occhetto , con D’Alema , e infine con Veltroni (prima versione). Mai stato comunque l’ano di qualcun altro:  non occhettiano , non dalemiano, non veltroniano, non fassiniano. Forse neppure zaniano. Alfine in pensione all’età di 59 anni tra il solllievo dei più. Salvo quelli (non molti e non pochi) che mi salutano ancora con stima se non con affetto quando m’incontrano. Figura di riferimento, mio padre: bracciante e operaio povero,partigiano comunista , mai militante , spirito libero, mangiapreti  per istinto. Onesto, buono e generoso, sempre.

24 Risposte to “Mauro Zani”

  1. Piero Locatelli Says:

    Bello questo blog. Nel 1999 me ne ero andato da qualche anno da Bologna in Toscana, ma ho sempre pensato che se Mauro Zani si candidava, mi sarebbe piaciuto tornare a dare una mano.
    Del partito di allora ricordo alcuni apprendisti stregoni che già cavalcavano alla grande la palla di neve.
    Assicuro comunque che in Toscana ho trovato anche di peggio.
    Comunque è presto per andare in pensione o fare le cene da combattenti e reduci della sezione universitaria.
    Se in italia comanda uno di settanta anni, a Bologna i sessantenni assennati potrebbero ben avere ancora qualcosa da dire.

  2. maurozani Says:

    Grazie. Qualcosa da dire? Mah. Non è semplicissimo. Il PD , almeno a Bologna, ma non solo , ha la testa altrove. Dove? Non mi è del tutto chiaro.Mi è invece molto chiaro che la sinistra in Italia per almeno un decennio è fuori gioco. Ciò non impedisce di pensare, scribacchiare, analizzare, ed eventualmente (ma con molta ritrosia) proporre. Insomma , giusto per tener oliati i neuroni che restano ai sessantenni.
    PS. questo è il mio stato d’animo attuale forse influenzato dal contesto bolognese. Magari cambia. Ma non ne sono molto sicuro.

  3. Pasquale Colombi Says:

    Finalmente trovo dove leggere opinioni interessanti per un ex come il sottoscritto. Nonostante seri problemi di salute e di lavoro non riesco ancora a staccare dall’interessarmi di politica e dal bisogno di sapere.
    Non lo faccio con lo spirito da reduce che ama ricordare e piangersi adosso, ma con il bisogno di trovare il coraggio per riprendere in un qualche modo a “fare qualcosa”. Se non altro per tentare di rendere meno grigio il futuro dei miei figli.
    In questa sitazione penosa fatico però ad intravedere una strada.
    Eppure deve esserci….dobbiamo cercarla.

  4. maurozani Says:

    Siamo in molti tra gli ex , caro Colombi. E tutti c’interroghiamo su cosa eventualmente fare in questa situazione. L’unica cosa che mi è venuta in mente è questa: continuare a pensare e scrivere, scambiare opinione, ascoltare proposte. Al momento non vedo molto altro.Tuttavia le situazioni in politica possono evolvere anche molto rapidamente. Non ci resta che sperarlo.
    Intanto in bocca al lupo, per salute e lavoro. a presto…

    • Piero Locatelli Says:

      “Che fare ?” , ardua questione.
      Direi per semplicità ripartire dai fondamentali.
      Buon senso, buon governo e investimenti pubblici strategici e soprattutto non calare le braghe verso lobby economiche locali che sono veramente poca cosa (culturalmente ed economicamente).
      Con un progetto di grande respiro, magari vintage, Bologna si può ancora vendere bene. Il buon governo non è passato di moda.
      La regia da affidare a qualche nonno di buon senso, che magari ha già dato, ma che abbia ancora da dare, ricordando che in fondo il vecchio PCI era un pò la SVP emiliana.

  5. maurozani Says:

    I fondamentali : esatto! Saggi consigli caro Piero. Saggi consigli che non saranno raccolti…..

  6. Stefano Baccolini Says:

    Caro Mauro, leggo il tuo ultimo commento su Repubblica e non posso che essere d’accordo con te. Cosa possiamo fare di concreto?

  7. maurozani Says:

    Caro Stefano, cerco di dirlo nei miei ultimi post. Tanto più in là non so andare.

  8. Francesco Pasquale Says:

    Gentile sig. Zani,
    sono arrivato al suo blog tramite un articolo de “La Repubblica”, ed anche se non la conosco mi viene da scriverle per l’affinita’ che ho immediatamente provato verso lo stile asciutto e ironico della sua presentazione.
    Io ho quasi 30 anni e sono appena tornato a Bologna dopo averne vissuti 5 studiando e lavorando all’estero (NL).
    Il fatto e’ che avrei un ingenuo sentimento di impegnarmi per la citta’ nei campi di mia competenza (urbanistica e architettura), ma il panorama politico e’ attualmente davvero desolante.
    Vorrei quindi chiederle cortesemente dove posso incontrare a suo giudizio persone come sembra sia lei (onesto, laico e di buona volonta’) con le quali tentare di imbastire un discorso civico per questa’ citta’ che comunque amo.
    Grazie dell’attenzione

    Francesco

  9. maurozani Says:

    Quasi trent’anni. E lo dice (quel quasi) come se fosse lì per invecchiare. In più è stato cinque anni in Olanda. Dunque parla bene almeno due lingue : l’inglese (of course) e l’olandese. Maledizione. La invidio. Però ha ragione il panorama politico (e non solo) è alquanto desolato e desolante. Purtroppo difficile darle qualche dritta in questo deserto dei tartari. Di fatto sono stato lontano anch’io da Bologna e ho l’impressione che una persona di buona volontà, dotato di competenze specifiche come lei,si trovi a mal partito senza collegamenti con le varie corporazioni. E’ proprio per ciò che sarebbe ora “d’imbastire un discorso civico”, ri-costruire un ambiente sociale e civile nel quale valga la pena incontrarsi, confrontarsi, contribuire. Manca una fluida trasversalità in questa città d’ambienti chiusi, non comunicanti.Mah. Speriamo che da questa brutta crisi ne esca una riflessione nuova. Come vede non posso esserle di molta utilità. Anche se tenersi in contatto è già un primo passo. Qualche idea verrà.

  10. Francesco Pasquale Says:

    Gentilissimo sig. Zani,
    (il superlativo e’ dovuto alla rapidita’ della sua risposta che non ho saputo eguagliare)
    devo contraddirla ma le sue parole mi sono state molto utili: preso atto che non si possa fare affidamento su nessun gruppo esistente, tantomeno le varie corporazioni di settore – in primis l’ordine professionale a cui sono coercitivamente costretto ad aderire come architetto – l’idea e’ stata quella di coinvolgere altri giovani professionisti, per lo piu’ miei coetanei e a volte compagni di avventura, al fine di redigere un documento sintetico che porti un po’ di idee fresche per lo sviluppo del nostro territorio. Niente manifesti o comandamenti incisi sulla pietra, semplicemente dieci temi affrontati attraverso un abstract teorico ed un progetto pragmatico sulla citta’ da dieci diversi progettisti, nella speranza di dimostrare che non si tratta di un singolo visionario ma di una generazione che pensa ed agisce in maniera differente ad uno standard consolidato al ribasso. A prescindere dall’impatto o visibilita’ che potra’ avere questa iniziativa credo che sara’ comunque importante per noi stessi farlo.
    P.S. Devo ammettere che ci aveva visto giusto in quel mio “quasi trent’anni”, per cui vorrei spiegarmi meglio. Il mio cruccio e’ che la vostra generazione, alla mia eta’, avesse gia’ realizzato molte piu’ cose, nel bene o nel male magari, ma eravate gia’ a sbattagliare al centro dell’arena, mentre la mia laurea, master, esperienze e premi internazionali, quattro lingue parlate e tutto quello che mi dice attirare la sua invidia, abbiano in realta’ il sapore di preziose vivande accumulate per un pasto che non verra’ mai consumato (e le garantisco che non e’ l’appetito a mancare).

    I miei migliori saluti

    Francesco

  11. claudio Says:

    Caro Mauro Zani, bisogna tornare in campo anche qui in Emilia-Romagna perchè il gruppo di potere imperniato su Vasco Errani non gliela fa più (a proposito gradirei un tuo commento sul fatto che da noi il Centro – Sinistra ha vinto con appena il 52 % mentre in Toscana e in Umbria con un minimo di rinnovamento hanno avuto tra il 57 e il 60 %).
    Si sarebbe detto una volta che hanno perso la spinta propulsiva e ,quindi, per evitare la rovina comune (Gramsci) bisogna dare una mano.
    Vedi io sono un comune militante del P.D. ma nel mio circolo e nel direttivo Comunale ho posto la domanda sul perchè del risultato così scarso ma non mi hanno saputo o voluto rispondere, anzi l’erraniano di turno ,nel mio caso Miro Fiammenghi, ha detto che va bene così. Non ci siamo caro Mauro ,organizziamoci quindi e vediamo se nel gruppo dirigente nazionale del P.D. si trova qualcuno disposto a fare autocritica sul modo di nascita del P.D. (magari anche solo nei fatti) perche a me pare da qualche timido segnale che così possa essere. Come sai ,molto meglio di me, se si vuole davvero cambiare e fare nascere in Italia un vero partito del Socialismo europeo bisogna trovare un interlocutore che sia davvero disposto a spendersi per fare nascere davvero il nuovo.
    Capisco perfettamente i tuoi motivi di risentimento ma ,in fondo , è già del tutto chiaro che tu avevi ragione nelle tue forti critiche al progetto e poi per uno che è stato capo dell’organizzazione di un grande partito , non ha già certo bisogno di contrattare un posticino alla tavola della ricca mensa ancora (per quanto ancora? inbandita in Emilia..
    Con Stima e simpatia Claudio

  12. claudio Says:

    ok

  13. maurozani Says:

    Caro Claudio, capisco benissimo il senso del tuo invito. A mia volta ti invito a notare che , in realtà, non ho mai del tutto abbandonato il campo. Discuto, critico , rifletto su queste pagine elettroniche. Ciò mi dà modo anche di riprendere molti contatti e di cercar di capire lo stato d’animo di tante persone e compagni. Per quanto riguarda il PD , non ho alcun risentimento.Sul filo di lana non vi ho aderito. Per mia scelta e dunque non ho nulla da rimproverare a nessuno. Non sono pentito. Solo alquanto rattristato per come continuano ad andare le cose. Non pretendo che si dica : Zani aveva ragione. Mi basterebbe capire che hanno capito. Eppure dopo una sconfitta elettorale e anche dopo l’evidente seria flessione in ER si elude, sostanzialmente, il problema.
    Non è un buon segno. Per contro a volte mi par di scorgere una certa attenzione persino alla mia serrata critica. E’ il caso ad esempio della risposta(indiretta) di Bonaccini alla mia idea “civica” su Bologna. Insomma non va buttata la spugna. Dal mio punto di vista però non vanno neppure accettate risposte di tipo trasformistico. O piccoli aggiustamenti d’immagine. Bisogna prender atto del fallimento di un progetto politico basato su di un’analisi sbagliata e stravecchia della società italiana.In ER si può tenere ancora per qualche tempo. Esattamente il tempo in cui l’attuale classe dirigente sarà ormai invecchiata,come me. Dopodichè un cambiamento sarà maturo. Si tratta di vedere in quale direzione. Dunque non bisognerebbe perder altro tempo. La stessa ricandidatura di Errani è stata errore politico e un rischio calcolato, necessitati dall’assenza di alternative persino sul piano degli uomini /donne. Ciò la dice lunga sullo stato dell’arte. Tuttavia, per ragioni intuibili, in ER il cambiamento positivo (posto che mai ci sarà) avverrà solo quando i barbari saranno dentro le porte. Non prima. A quel punto saranno altri a sinistra e nel PD a dover combattere casa per casa. E’ questo egoismo che non mi piace della nostra classe dirigente. Che in gran parte conosco come le mie tasche. Vabbè. Per quanto mi riguarda continuo a stare su questa modesta breccia. Salvo qualche iniziativa su Bologna, dato che non si può solo guardare e commentare.In seguito si vedrà.
    Grazie della stima,
    a presto Mauro zani

  14. antonella miriello Says:

    ci siamo già.
    barbari alle porte.
    tempo di cambiamento.
    alle centurie romane non è dato di stare a guardare, mauro, tu lo sai.
    vieni avanti!

  15. Chiara Galloni Says:

    Gentile Sig. Zani,
    fosse possibile le avrei scritto in privato, perché per inclinazione fatico a impormi pubblicamente. Preferirei scriverle che sono una semplice giovane operatrice culturale con alle spalle qualche bel progetto per la città, ma la ragione per cui la contatto mi costringe a presentarmi come la presidente della nuova associazione fondata da Alberto Ronchi.
    Pur conoscendola “di fama”, ho potuto imbattermi nel suo blog – da cui, da allora, assorbo avidamente – solo nel momento in cui lo stesso Alberto mi ha segnalato un suo post, in cui era, diciamo così, possibilista nei confronti di questo… questo cosa? non lo so neppure io. Etichettiamolo come movimento, come realtà emergente, come tavolo di riflessione, anche se restano tutti epiteti che gli accadimenti recenti hanno depotenziato e quindi tendo a schivarli.
    Quel che c’è di sicuro è che non perdiamo tempo a definirci, ma abbiamo una certa urgenza di dire qualcosa di concreto. Nello specifico, di partire da una base teorica forte, coerente (e di sinistra “per natura”, aggiungerei) per arrivare in fretta a una sua declinazione pratica, auspicabilmente ancor più coerente, che si avvale della cultura – in un’accezione più ampia della sua riconduzione al settore culturale – come strumento per intelleggere e indirizzare vari altri comparti della cosa pubblica.
    Detto in questi termini, mi appare già troppo altisonante e quasi mi imbarazza invitarla alla prima assemblea pubblica, che terremo lunedì 28 alle 18.30 presso La Scuderia di Piazza Verdi. Da quel che colgo dal blog, temo lei non sia solito partecipare a queste occasioni, quindi senza presunzione né aspettative, mi basterebbe saperla interessato agli sviluppi, sperando sia possibile, un giorno, confrontarsi sul merito. La ringrazio. cg

  16. maurozani Says:

    @Chiara Galloni.
    In effetti il mio “possibilismo” che confermo nasce da ciò che considero un’urgenza. Vitale. In questa città siamo a un punto di svolta. C’è un destino da ricostruire, un progetto da delineare su nuove basi. In questi giorni si torna a parlare per impulso degli industriali di “piano strategico”. I cittadini latitano. Non per colpa loro. Viviamo tempi in cui la delega nei confronti degli interessi economici e di una politica muta, assente e imbelle è ormai totale. Sintomo di una sostanziale passività e indifferenza subentrata ad una motivata e comprensibile estenuazione civile. Ci sarebbe bisogno di rimotivazioni, di un soprassalto di civismo di tipo nuovo. Interpretato da una sinistra consapevole e non settaria. In quest’ambito ci sarebbe molto da fare. La prima cosa è costruire una lobbie civica, per impulso di tutti coloro che si riconoscono(non importa in qual modo) nella sinistra bolognese, per bloccare e infine respingere il grumo d’interessi forti attorno a cui ruota il “piano strategico”: la camicia di forza di ferro-cemento da imporre dentro le mura di una città piccola. Vera e propria ipoteca sul futuro dei cittadini e dei contribuenti che saranno gravati per almeno una generazione da un carico debitorio tanto pesante quanto immotivato. Naturalmente (ci scommetto) su quel ferro e quel cemento che delinea un progetto trasportistico tardivo e demenziale, si cercherà di spargere un pò di Green Economy. Fumo negli occhi. Niente più. Dunque io sono interessato all’azione di tutti coloro che intendono mettersi di traverso rispetto ad un progetto che ignora del tutto il carattere metropolitano della città e che ignora, volutamente, la potenzialità insita nella costruzione di un sistema di trasporti metropolitano concepito nell’ambito del SFR. Costi molto minori, benefici molto maggiori. Tracciati in gran parte già esistenti.
    E poi altre cose ancora. In primo luogo un qualificato rilancio del sistema pubblico a tutti i livelli. Insomma è ora di andare controcorrente. Magari i risultati non si vedranno subito. Ma ne vale comunque la pena.
    Detto ciò confermo ciò che Lei intuisce. Mi tengo alla larga da occasioni di dibattito pubblico. Specie quando tali occasioni riguardano temi di governo locale. La ragione risiede nel sospetto (alcune volte diffuso ad arte)che il sottoscritto voglia riciclarsi in qualche modo nella politica bolognese. Ma non mancheranno occasioni per proseguire un confronto. In un modo o in un altro. Intanto continuo a farlo con questo blog. E’ poco, ma disturba alcuni pavidi manovratori. Per il momento mi basta.E alcune volte persin m’allieta.
    Dunque , a presto. In qualche modo.
    mauro zani

  17. Antonio Cuomo Says:

    Caro Mauro, é probabile che il mio nome non ti sia nuovo; ricordi ala Barontini di S. Ruffillo? ho saputo del tuo sito da Boghetta e mi piacerebbe contattarti p’ersonalmente, ciao Antonio

  18. maurozani Says:

    @Antonio.
    Ti lascio la mia mail: zanimauro@yahoo.it

  19. Sandro Frabetti Says:

    Ho trovato, per caso, alcuni scritti tuoiche, come da sempre ( da quando ti conosco e sono ormai quasi 50 anni) sparano contro tutto e tutti, dissertano su ogni cosa, ma purtroppo, con una mentalità che è sempre stata conservatrice, sempre a difesa di qualcosa, di uno “status quo,,. Non è una novità che nel PCI si sopravviveva e si faceva carriera solo quando si seguiva la pura ortodossia (come avviene nella Chiesa ). Come ho detto, ti conosco fin da quando eri segretario della FGCI. Mi ricordo una serata in cui ( forse ero ancora il segretario della sezione Polischi ) fu organizzata una riunione dei giovani. Era una serata fredda e tempestosa ed erano presenti non più di 5 iscritti. Tu, appena arrivato, vista la scarsa affluenza, hai salutato e te ne sei andato, ritenendo inutile che le tue preziose parole fossero scambiate con un così piccolo auditorio.
    Già da allora ero contrario che tanti giovani, appena usciti dalla scuola o dall’università, diventassero automaticamente dirigenti PCI o FGCI.
    Io ho finito l’Aldini-Valeriani 5 anni prima di te, ho lavorato come dirigente e titolare d’azienda per 45 anni. Sono stato, a soli 18 anni, il più giovane segretario di sezione del PCI in Italia.
    Ho avuto più volte l’occasione di ricoprire importanti incarichi nel PCI, ma ho sempre rifiutato. Nello stesso tempo ho riscontrato quante parole vuote sonostate dette da improvvisati dirigenti che non avevano mai lavorato.
    Ora più che mai sento dei brividi quando questi dinosauri vogliono disquisire su tante cose che conoscono solo per averle lette o sentite dire.
    Ho letto che sei andato a scaldare le ossa sulle tranquille spiaggie africane. Mi fa piacere (non auguro mai nessuna disgrazia), ma penso a quanti, dopo 40 anni di lavoro in fabbrica o in ufficio, possa toccare la fortuna e la sicurezza economica per fare altrettanto. Per me è una presa per il culo, come è stata tutta la tua carriera politica.
    L’ultima volta che ho assistito a un tuo intervento, eravamo circa a metà degli anni ’90, nell’aula magna di Santa Lucia, durante un incontro per l’Ulivo ( presenti R.Prodi, M.D’Alema e tutto lo staff nazionale e bolognese del “nascituro,, concepito da Prodi.
    Tu, come al solito hai Preso una posizione contraria, ma sopratutto, hai colto l’occasione per fare un intervento tutto incentrato contro Occhetto,
    presente,(come ho detto in sala c’era D’Alema e tu dovevi compiacerlo). Mi sono vergognato io per te, per la protervia dei toni, le assurdità delle argomentazioni.
    Ben venga perciò una tua lunghissima vacanza, con i nostri soldi di semplici lavoratori, il più lontano possibile e soprattutto un tuo silenzio. Persone come te hanno già dato : tacciano per sempre.

  20. maurozani Says:

    Capita a chi è stato in politica d’esser oggetto d’odio tenace e persino di aperta diffamazione tramite ricostruzioni soggettive e immaginifiche.
    Una sola cosa: io a differenza di Frabetti ho vissuto i miei primi 25 anni in politica con uno stipendio molto, molto inferiore al suo. Senza garanzie di poter farcerla.
    Questione di scelte di vita.
    Adesso Frabetti si fa vivo. Per la prima volta con il coraggio tipico dei vigliacchi che sparano nella schiena a chi , secondo lui è caduto in disgrazia.

  21. Alessandro Perini Says:

    Concordo con Claudio e mi aggiungo al suo invito.

  22. Stefano Pedrini Says:

    ciao Mauro spero stai bene, stavo pensando una cosa che potrebbe essere OT e ingenuo, ma mi sembra doveroso dirlo.
    I mezzi di produzione che i poveri imprenditori fallendi o famelici portano all’estero, uno per tutti OMSA, essendo probabilmente state scaricate dalle tasse, sono PAGATE DA NOI! Possibile che in parlamento non c’e’ nessuno che proponga UNA LEGGE PER VINCOLARE ALLO STATO ITALIANO I MEZZI DI PRODUZIONE che sono stati ammortizzati e quindi PAGATI DAL POPOLO? se non sia gia magari addirittura possibile costituirsi parte civile per lo stato italiano e richiedere il rientro dei macchinari o il ristorno delle cifre ammortizzate?

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