Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Follia.

ottobre 11, 2017

Nell’attuale momento storico dove s’è ormai imposto un pieno totalitarismo liberista, come forma di dittatura sulla politica, è, a mio avviso vano e sterile cercare di manovrare all’interno delle coordinate dettate , esplicitamente o implicitamente, dalla sua inesorabile logica.

Insomma continuare a giocare con carte truccate porta alla sconfitta “reale” sul piano dei valori e dei principi sociali fondamentali per una forza di sinistra, anche quando si dovesse formalmente vincere.

Dato che la contrapposizione culturale, teorica e pratica non si è avuta ,fino ad ora, restano solo due strade.

Quella del PD che segue come l’intendenza i dettami della dittatura liberal/liberista entro un progetto di trasformismo denominato centro-sinistra e quella di chi guarda con speranza e comunque ardimentosamente, pericolosamente verso “nuove vie della seta” per la sinistra, nell’unico modo possibile.

Ripartire daccapo.
Forse dal livello zero
Ritentare ancora.

E’ quest’ultima una posizione ultra minoritaria che impone di fermarsi, prendere fiato e cercar di ripartire su basi diverse, radicalmente diverse, rispetto all’esperienza della sinistra comunista e socialdemocratica del novecento.

Per questo, al netto di qualche simpatia per i tentativi in atto a sinistra (del PD naturalmente) faccio fatica a ragionare in termini di razionalità politica a corto respiro.

Non so bene a cosa serva.

Non vedo dove porti una manovra classica entro le attuali coordinate.

Chi vuole ottenere peso politico ed elettorale per fare pressione sul PD e togliere dal campo Renzi e il suo arruffato trasformismo come condizione per ricostruire un centro-sinistra mi sembra rimanere del tutto interno alla realtà, sociale, politica psicologica plasmata da trent’anni di liberismo.

Alla fine anche se quest’operazione , dovesse andare (molto parzialmente) in porto, del ché è lecito dubitare, non farebbe altro che consolidare gli imperativi ideologici dell’attuale dominio dei poteri globali (per dirla sbrigativamente).

Tante volte ho detto a coloro che si ostinano ad intervenire su questa sottospecie di intermittente blog che c’è da intraprendere una traversata nel deserto.

Necessariamente minoritaria ma non per questo priva di una sua interna e forte verità.

Il coraggio di osare lasciandosi alle spalle il bagaglio di un passato che non passa , guardando oltre ogni attuale contingenza.

Oltre i limiti imposti da sistemi politici resi obsoleti da ormai tanto tempo.

L’efficacia politica oggi mi sembra risiedere in un immersione, senza zattere di salvataggio, nei problemi sociali del nostro tempo con il coraggio di cercare di erodere i miti e gli idoli che sono stati imposti come diffuso senso comune.

Via e fuori dal senso comune è la prima condizione per ritentare la scalata verso una società di liberi ed uguali.

Anche continuando a sbagliare.

Ma ritentare occorre.

Cosa vuol dire in termini pratici?

Di prassi politica?

Secondo il mio , sempre provvisorio, parere converrebbe operare sul medio lungo periodo.

Esempio, entro questa visione, da qui alle elezioni non c’è tempo né per seminare né per raccogliere.

L’uva è del tutto acerba.

Conviene, converrebbe puntare più in alto.

Persino saltare un giro dando forza eclatante al “partito” delle schede bianche.

Condizione forse per presentare una lista civica nazionale, un’alleanza tra cittadini, al prossimo giro di boa elettorale che , con ogni evidenza, ci sarà nel giro di non molto tempo.

E farlo, necessariamente con i protagonisti, la classe dirigente, che potrà formarsi nel frattempo.

E da lì ripartire dividendo la destra dalla sinistra in modo netto, alfine democratico in senso pieno e “reale”, per ricostituire l’autorità della politica basata sull’autorevolezza degli attori sociali.
E tra questi il ruolo , finalmente e politicamente centrale e trainante della classe sociale maggioritaria dopo la proletarizzazione della classe media.

E’ un modo per non rassegnarsi.

Per dirla in gergo mercatista :votiamo scheda bianca perché sul mercato della politica non c’è alcuna nuova offerta all’altezza delle prove ardue del presente e del futuro.

E intanto stiamo ventre a terra sui cosiddetti territori con un attivismo centrato su piccoli parziali successi che possano aggregare dal “basso” per far crescere idee nuove , proposte politiche non ancora elaborate.

Follia?

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Trafficanti di politica…3

agosto 10, 2017

Prosegue la campagna elettorale sulla migrante pelle nera.

Di Maio dice che con loro al governo si realizzerà l’obiettivo di : “sbarchi zero”.

Ottimo ed abbondante diranno (forse) gli elettori.
A partire da quelli siciliani.

Brutta gente i grillini.

C’è un cuore di tenebra , reazionario, ultraliberista e neocoloniale, nel corpaccione popolare dei seguaci di Grillo.

Mica facile contrastare le pulsioni (comprensibili) xenofobe e razziste.

Il lavoro e il reddito mancano.
Il futuro non esiste.

Facile cavalcare il riflesso condizionato di tante , troppe persone, alla canna del gas.

E allora son arrivate, a seguire, le contromisure del PD.

Protagonista assoluto: Minniti.

Sponsorizzato dal Quirinale.

Del Rio è già stato archiviato dalla CEI e da papa Francesco che resta pur sempre un gesuita.

Dunque realista.

Qualche cartuccella dev’essere comunque arrivata in Vaticano al seguito della visita del gran capo del Viminale.

Non esistono coincidenze in politica.

A mia memoria mai i pretoni assisi sul trono di Pietro avevano sconfessato così platealmente le ONG, in blocco.

Non so se a Renzi fischiano le orecchie o se ad ognuno sia assegnata la sua parte in questa cinica commedia che prevede di dare ai libici il ruolo di carnefici.

I quali peraltro lo assolvono ben volentieri, quando ben pagati dal governo italiano.
Com’è appunto il caso in ispecie.

Berlusconi docet ed applaude.

Non scorgo , ad occhio , differenze etiche (e non solo) tra scafisti e guardia costiera libica che non sarebbe esistita senza le nostre quattro motovedette.

Tralascio il retroterra d’analisi che fa dire all’inviato dell’ONU che bisogna fare i conti anche con la Cirenaica e il generale di Tobruch.

Tobruch dovrebbe ricordare qualcosa agli italiani.

Vabbè, lasciamo perdere.

L’offensiva del Viminale ben supportata e preparata nei dettagli dai servizi italiani (che son bravi a differenza di ciò che si pensava un tempo) sta conseguendo un primo importante successo grazie anche all’aiuto dell’ONG, prima firmataria del Codice di condotta, che ha a lungo ospitato i collaboratori dell’AISE.

Adesso la pressione sembra spostarsi sulla Spagna.

E c’è gente che , stando alle cronache, cerca addirittura di lasciare lo Yemen per andare in Somalia.

Buttati ai pesci nel golfo di Aden.

Bisogna essere proprio disperati per passare dallo Yemen alla Somalia.

A parte ciò la battaglia in corso è di quelle che possono fare la fortuna di un “politico puro”.

Stante l’attuale legge elettorale mi sembra ovvio che puntare sul consenso della destra , più o meno moderata , può fare la differenza.

Si può anche diventare Presidente del Consiglio.
In un governo di larga intesa.

Che non si potrebbe fare con Renzi.
Il quale mi par già cotto e mangiato.

Chissà se nel cosiddetto Mpd, (i masochisti che si mettono sotto l’ala di Macario la qual cosa di per sé fa morir dal ridere), si riesce a capire che con un’eventuale successo di quest’operazione si rappattumerebbe anche ciò che resta del PD.

I militonti residui sarebbero più a loro agio, con un Capo che viene dal PCI.

D’altra parte il lavoro sporco è sempre stato affidato alla “sinistra”.

Dal Kosovo in poi.

In quest’ambito la destra grillesca anche se vince in Sicilia (probabile) a maggior ragione malleverà, inevitabilmente, la grande coalizione dopo le politiche.

Col nemico alle porte ci vuol un uomo forte.

PS. Sull’uomo forte , per ragioni anche autobiografiche, non intendo discettare.
Ci sarà tempo.
Nel caso.

Trafficanti …di politica 2.

agosto 5, 2017

La novità odierna riguarda il coinvolgimento di Medici senza frontiere nelle inchieste in corso.

Guarda caso MSF non ha aderito al codice di condotta dettato dal Viminale.

 

E guarda caso Gino Strada (che finanzio tutti gli anni) s’è tolto dal mare non appena ha annusato brutto vento.  Lo capisco è più scafato dei ragazzi tedeschi e meno forte di MSF.

 

Intanto in Libia cominciano a bruciare bandiere italiane. A dimostrazione del solido accordo raggiunto.

Mah.

Penso che le cose stiano andando nella direzione voluta.

Con un esito che si preannuncia disastroso.

Premetto che per me è sempre stato chiaro che lo stazionamento di navi delle ONG al limite delle acque territoriali libiche ha obiettivamente incentivato l’esodo.

Così come mi è chiaro che dopo Mare Nostrum abolito dal governo Renzi le ONG hanno colmato lodevolmente un vuoto operativo. Dato che Frontex  è pura cazzata.

Si potrebbe persino dire , e non senza qualche ragione, di fronte al menefreghismo europeo (che la voce grossa dell’Italia non ha minimamente intaccato) , che le ONG hanno cercato di aprire quel corridoio umanitario che nessuno vuole aprire.

In quest’ambito, mentre aveva già preso il mare anche una nave neofascista poi fermata a Famagosta, non escludo affatto che i ragazzi della Juventa possono aver parlato con qualche scafista.

La situazione è più complicata di come appare.
Se ti chiamano in mare tu rispondi.
Mi sembra logico, del tutto normale.

Altra cosa è divenire complici di trafficanti di esseri umani.
C’è una differenza stellare.
La magistratura credo lo sappia bene.
E lo si vedrà a suo tempo.

Ma contano gli imput politici.

Nel cul de sac in cui ci si è cacciati firmando quell’accordo a Dublino e dopo aver liquidato Mare Nostrum incalza la campagna elettorale.

Non si può, anche alla vigilia delle decisive elezioni siciliane, lasciare il Di Maio scorrazzare su è giù per l’Italia a denunciare i tassisti del mare.

Bisogna batterlo sul suo stesso merdoso terreno.

Lui e Salvini.

Ergo:

-signori miei che vogliamo fare? Dice uno.

-Stiamo già adottando contromisure . Dice un altro.

Contromisure.

Colpire l’anello più debole ed esposto della catena.

Semplice : sputtaniamo le ONG.

E così l’intelligence si mette al lavoro col contributo delle ONG amiche del governo.
Ho scritto, qui non a caso, che non tutte le ONG son degne di stima.

Detto e fatto. Comunque.

Del resto c’è il clima giusto.

Persino l’acuto Travaglio comincia a sproloquiare di Far West nel mediterraneo dopo aver spiegato in una delle sue quotidiane articolesse (che minacciano di assomigliare sempre più alle domenicali omelie di Scalfari) che non c’è nessuno attacco al ruolo del Parlamento in corso in Italia.

Grillo docet.

Regole , ragazzi.

Il Parlamento deve divenire un fedele esecutore e le ONG debbono venir meno ad uno dei loro principi fondanti e costitutivi: la neutralità.

In conclusione se non si è in grado di affrontare e , alla lunga , risolvere un problema, beh, basta abolirlo. O , almeno renderlo meno visibile.

Dopo averci presi per il culo per decenni con la retorica pelosa e sanguinosa dei diritti umani adesso s’istituisce de facto il reato umanitario.

Vadano ai pesci.
Lontano dagli occhi lontano dal cuore.

Trafficanti…di politica

agosto 3, 2017

Sul piano dell’azione politica immediata non v’è dubbio sulla estrema complessità della vicenda ,umana , sociale e geopolitica dell’immigrazione.

Pochi , penso possono ergersi a maestri di certezze.

La mia idea , va da sé – per voi che mi leggete da ormai quasi un decennio- è nota.

Non è in alcun modo possibile , anche solo nel medio periodo, governare il fenomeno in atto senza rimuovere le cause di fondo che lo originano.

L’avete voluta la globalizzazione?

Bene .

Allora vanno gestite le conseguenze a tutti i livelli.

Quelle negative: il dominio dell’apolide, feroce capitale finanziario.

Quelle “positive” relative alla possibilità per tante persone di sopravvivere anche solo sui marciapiedi e agli incroci semaforici delle contrade europee.

Troppo crudo?
Macché.

Chi ha avuto occasione di girare almeno un poco per l’Africa sa, o dovrebbe sapere, che in tante aree, non c’è più alcuna possibilità di vita.

Poi certo non tutti i paesi africani sono uguali.

Un conto è vivere in Etiopia o magari in Sud Africa (per quanto non sia così semplice) altro conto è morire di fame e malattia prima dei 40 anni, in Niger o in Mali, o in Somalia e persino nella stessa Nigeria e anche in Costa d’Avorio e paesi limitrofi.

Tornando in Africa all’inizio del terzo millennio, dopo 25 anni dalla prima volta, ho potuto toccare con mano l’estremo , radicale peggioramento della condizione umana.

E’ tutta roba che ci torna in casa.

E data la nostra posizione geografica , che non siamo mai stati in grado di utilizzare nella geopolitica afferente al teatro del mediterraneo, adesso siamo nella merda.

La nuova politica verso l’immigrazione ideata dal Viminale   è chiara.
Per me , almeno.

Galleggiare nella merda.

Si tratta di disincentivare , a prescindere, l’immigrazione verso l’Italia attraverso la Libia.

Da qui il codice di condotta Minniti (uno che ha capito la politica a differenza di me) col quale si cerca di rendere la vita difficile alle ONG che non lo hanno accettato. O firmate -dice Minniti – oppure non entrate nei nostri porti.

Una guerra a bassa intensità contro le ONG (non tutte uguali e non per tutte nutro particolare simpatia) prima ancora che contro i trafficanti di esseri umani.

I quali essendo collusi con le cosiddette autorità libiche cioè con quel corrotto che s’è installato a Tripoli senza alcuna legittimità se ne fotteranno allegramente.

Magari si candideranno a gestire (ci scommetto) gli Hotspot, elegante eufemismo
europeo che sta per campi di concentramento libici cui annientare , poco alla volta, chi riesce ad attraversare il grande deserto che li separa dal mediterraneo.

E’ esattamente ciò che si vuole.
Prima c’era Gheddafi che s’incaricava del lavoro sporco.
E’ morto, in diretta, con un manico di scopa piantato nel culo.
Col contributo, passivo, anche italiano.

Adesso , dopo aver incontrato anche i Tuareg , i predoni del deserto,commercianti di schiavi da sempre, si avvia come dice Gentiloni “un’operazione di supporto alle autorità di Tripoli” facendo incazzare l’uomo che comanda in Cirenaica.

Tuttavia nel breve periodo che ci separa dalle elezioni politiche questa operazione muscolare di facciata avrà forse un qualche successo.

In fondo ci siamo allineati alla politica europea: bravi italiani, finalmente l’avete capita.
E’ affar vostro.

Già.
D’altro canto quei dementi/ bastardi che dicono aiutiamoli a casa loro plaudono
alla nostra marina militare.

Gettiamoli ai pesci .
Tale è la loro chiara idea.
Salvini docet insieme ai fratelli d’Italia.

Meglio loro comunque che parlano chiaro invece dei grilleschi che bacagliano (gergo bolognese) senza avanzare alcuna seria proposta essendo spiazzati dalla nuova politica post umanitaria di Renzi.

Dicono che è peccato veniale scambiare il Cile per il Venezuela o Austerlitz per Auschwitz.

No.

E’ peccato di crassa, pericolosa, ignoranza per chi si candida al governo di un paese ancora semi-democratico.
Uno può fare una gaffe , ma non sistematicamente.
Chi è quell’idiota che ha concesso il premio Nobel ad Hollande?

Brutta gente.

La mia idea, direte voi?

Semplice, ma come sempre non facile.

Usare la geografia per proiettarsi nella geopolitica nel mediterraneo, che resta pur sempre un bacino cruciale nell’equilibrio mondiale.

Le vie della seta , ad esempio.
Inventate, naturalmente, da Xi Jimping ma tuttavia roba che all’Italia dovrebbe stare a cuore.

E , per tornare in medias res , fare dell’Italia una piattaforma umanitaria massimamente “imbastardita” per proiettare forza politica (e dunque demografica) in Europa.

Ci vuole tempo.

Ci vorrebbe una classe dirigente.

Dato che non c’è siamo nella cacca.

Mentre Renzi s’inspira a Macron che , a sua volta, si crede De Gaulle.

Il giorno storico.

luglio 26, 2017

Oggi è un giorno storico dicono i telegiornali.

Il popolo ha avuto la sua libbra di carne (ormai avvizzita) con l’abolizione retroattiva dei residui vitalizi.

Poi qualcuno dice che no.
Dato che al Senato sopravvissuto, prima che a Renzi a Canne – dove fu anch’esso decimato sul campo assieme a otto legioni dal genio militare di Annibale – se ne riparlerà.

Invece sì.

Rischia davvero d’essere  un giorno storico.

Anche se pochi lo vedono e lo percepiscono.

Tra questi pochi c’è Maino Marchi, ex segretario DS di Reggio Emilia attualmente relatore PD in commissione bilancio della Camera.
Un testone come dicevasi al tempo.
Ma persona seria e perbene.

Spiega infatti che con lo storico risultato di oggi si crea un precedente pericolosissimo: la macelleria sociale (auspicata da Boeri) relativo all’ovvio ricalcolo delle pensioni a tutte le professioni.

In sostanza la rottura definitiva del patto civile tra cittadini e Stato.

I quali cittadini prima o poi non potranno scorgere più alcuna differenza tra un sistema di previdenza pubblico e uno privato.

Stesso andazzo della sanità. Quella pubblica per i “meno abbienti” quella privata per i benestanti.

Par chiaro fin d’ora che  venendo meno un principio di ripartizione solidale viene meno anche la previdenza pubblica.

 

Ma c’è di più.

 

Con l’abolizione dell’autodichia del Parlamento la democrazia costituzionale del dopoguerra del secolo scorso è definitivamente liquidata.

E’ anche il risultato della meschina guerra elettorale tra PD e M5S dopo la lunga deriva che ha imposto la governabilità contro la rappresentanza.

Ceti politici della peggior specie , entrambi, che rinunciano ad essere classe dirigente per farsi strumento delle oligarchie che, loro tramite, comandano sulla vita di tutti e di ciascuno.

Insomma , povere merde.

Le quali  sanno benissimo di far solo volare stracci in faccia al popolo (che disprezzano) assumendo un provvedimento di legge palesemente incostituzionale.

 

Però.

Però, mettiamo che la Corte non dovesse obiettare.

Beh allora l’autonomia del parlamento costituzionalmente garantita cesserebbe di esistere.

 

C’era un altro modo per concedere quella libbra di carne e per incontrare disagio e protesta, per altro fomentata ad arte come arma di distrazione di massa, al solo fine di cercare quei consensi che non possono avere in altro modo.

 

Bastava assumere una delibera dell’ufficio di presidenza della Camera facendone salva l’autonomia.

Del resto già due volte lo si è fatto.

Contributo di solidarietà per tre anni.
Rinnovato per altri tre nel maggio scorso.

 

Vogliamo andare anche oltre e dimezzare i vitalizi in essere esattamente come avverrà, sciaguratamente, declassando i parlamentari a dipendenti statali  ergo dipendenti dal governo di turno?

 

Semplice.

Si prende la via diritta con autonoma decisione  e non si mette in discussione la principale istituzione della democrazia costituzionale.

 

Poveri dementi.

Che peraltro col metodo retroattivo del contributivo premiate quasi duecento ex parlamentari di lunghissimo corso aumentandogli l’attuale vitalizio.

 

Il vostro comune problema, grillini e renzisti,  è che avete una paura matta del popolo e dunque lo vellicate illudendolo al sol fine di continuare a fotterlo.

Pane e circo insomma.

Più circo che pane.
Visto che con l’abolizione dei vitalizi potrete, sempre che lo vogliate, concedere ben 68 centesimi al mese a coloro che sopravvivono con la pensione minima.

 

Altro che classe dirigente.

I rottamatori toscani /emiliani , quanto i giacobini grilleschi.

Due facce della stessa identica medaglia.

L’uno rottama chi gli obbietta e cautamente dissente gli altri ci sparano la cazzata dei due mandati.
Alla Putin.
Per la serie : faccio due mandati , salto un giro e me ne faccio altri due.

Li voglio vedere questi movimentisti leopoldini e grilleschi, senza terra senza partito e senza ideologie .

Questi pragmatici.

Né di destra  né di sinistra.

Li voglio vedere mollare la presa.

Sono voraci.

Mica considerano la politica come vocazione e professione. La pensano come Berlusconi.

Macché scelta di vita!

Solo un mezzo per esser in seguito altrove assoldati a far bella vita.

Insomma: mercenari al servizio di oligarchie economiche e finanziarie.

Quelle stesse che da tempo hanno indicato le democrazie del sud Europa come un ostacolo al dispiegarsi del libero mercato.

Gente che ha in odio tanto il popolo, quanto necessariamente, il parlamento che dovrebbe rappresentarlo.

Sempre con dignità ed onore.

Quella dignità e quell’onore che Renzi /Grillo non potranno mai rappresentare.

Al netto di Sinistra Italiana che si accoda e del Mdp che pudicamente si astiene.

A questi ultimi ricordo che sì è si e no è no, il resto è farina del diavolo.

Povera Italia.

I am red.

luglio 3, 2017

Chi ben comincia è a metà dell’opera recita un vecchio adagio.
Saggezza popolare.
Il primo luglio s’è cominciato male.
Molto male.

Bersani ha incentrato il suo discorso sulla “discontinuità”.
Mica facile quanto più che il leader dell’operazione politica in corso è un tale che ha votato sì al referendum costituzionale.

Pisapia. Il leader riluttante come lo ha definito Gad Lerner.
Per inciso , a me il Forrest Gump de noantri, non sembra tanto schivo, quanto piuttosto semplicemente scarso.
Ma, sia detto con tutto il rispetto, con ambizione smisurata rispetto alla sua dotazione di partenza.

A parte ciò, Bersani chiarisce che è cambiata la fase.
Abbastanza abile perché in questo modo sfugge del tutto ad un’autocritica sincera sulla fase del centro sinistra /Ulivo al governo.

Luci ed ombre, come al solito e buonanotte ai suonatori?

Mi par poco e troppo facile.

La condizione per fare ciò che Bersani ha giustamente definito come “protezione” in campo sanitario, scolastico e del lavoro è quella di prendere in considerazione e denunciare la subalternità culturale e politica della fase precedente.

Quando si praticò una politica adattiva all’andazzo neoliberista.

Quando non si ebbe coraggio e volontà di mettersi contro il vento che spazzava le vie della sinistra in Europa e nel mondo. A partire dalla leadership di Bill Clinton e di Tony Blair.

E quando poi, al termine di una lunga deriva dei DS, ci si acconciò alla nascita del PD vero sigillo italiano sulla morte di ogni possibile sinistra.
I riferimenti di allora erano il Partito democratico in USA, il PT di Lula in Brasile e il Partito del Congresso in India.
Ognuno poteva scegliere tra questi modelli di riferimento.

Adesso per il PD l’esempio è Macron: en marche.

Oggi come allora è il tipico provincialismo italiano a mettersi in marcia.
“Marciare non marcire” sembrerebbe lo slogan di Renzi.

A maggior ragione la “discontinuità” annunciata da Bersani non riesco a vederla , dato che manca del tutto un saldo riferimento a chi ha compiuto un vero atto di rottura con l’impegno a far vincere il no.

Anzi l’Insieme arancione, che afferma di non voler escludere nessuno, ha escluso, e duramente escluso, in partenza quanti si sono dati da fare per non lasciare alla destra la vittoria referendaria, vero spartiacque tra un prima e un dopo aperto alla possibilità di ricostruire una sinistra degna di questo nome nel nuovo millennio.

A questo punto, obiettivamente, ha di nuovo ragione Renzi.

Non si può rieditare un centro sinistra senza di lui e il suo partito personale che rappresenta il centro moderato.

Quindi non si può più fare un centro sinistra.
Non c’è vinavil che c’azzecchi.

E’ cambiata la fase , appunto.
Le vecchie alleanze non sono in alcun modo riproponibili in questa fase.

Il fatto che tra Pisapia e Bersani non si sia fatto cenno alcuno alla vittoria referendaria la dice lunga sull’operazione in corso.

Altro che “officine” sul programma, altro che contenuti.

Non pigliamoci per il culo: insopportabile ipocrisia politicista degna dei peggiori tempi passati.

Così cari arancioni, vecchi e nuovi, aprite un’autostrada all’albergo a cinque stelle e lasciate libero Renzi di fare, a suo comodo, un’alleanza con Berlusconi rientrato nelle file del partito popolare europeo nel quale  tra l’altro dovrebbe stare anche il PDR.

Di fronte a quest’operazione politica che continua a guardare all’alleanza con un PD derenzzizzato (pura illusione) io rispondo come risposi nel parlamento europeo alla bella ragazza tirata a lucido chi mi offriva un fazzoletto arancione: sorry , I am red.*

La strada è lunga.
Le scorciatoie sono precluse da tempo.

PS. ho notato la risposta di un vecchio arnese (anch’io mi definirei così, nessuna offesa) come D’Alema ad un giornalista.
Del tipo : siamo in piazza e ci sono pure gli apostoli…

* Chiedo scusa questa l’avevo già detta a proposito della rivoluzione arancione in Ucraina finanziata dai Clinton.

Ha ragione Renzi.

giugno 28, 2017

Ha ragione Renzi.

Ma quale centro sinistra?
Ma quale coalizione?

Già qualche anno addietro ebbi a chiarire che il centrosinistra era un cadavere insepolto.
Era urgente seppellirlo al più presto.
Problemi di igiene pubblica.

Adesso è rimasto solo qualche brandello di scheletro .
Povere ossa spolpate che biancheggiano al sole di un’estate torrida.

Basta osservare, anche all’ingrosso, i risultati elettorali per capire che il fantasma del centro sinistra nulla ha potuto per riportare la gente di sinistra alle urne.

Ergo fatemi capire.

Che senso ha implorare Renzi di riportare in vita il centro sinistra che , peraltro, non è mai davvero esistito se non nella forma di un Ulivo che ha vissuto una sola e breve stagione?

Ha lo stesso senso di continuare a chiamare “sinistra” il PD di Renzi.
Roba da matti!

Solo un povero demente può pensare al PD come ad una forza di sinistra.

Sanità mentale impone di capire che la questione aperta non è quella di scacciare Renzi dal PD.
Chissenefrega.

Tra l’altro se lo volevano fare (Veltroni, Franceschini e altri p/Prodi combattenti) potevano farlo alle primarie.

La verità e che non ne avevano la forza, per la semplice ragione che non c’è più trippa per gatti.
In altre parole non c’è più popolo nel PD contro Renzi.

Per questo m’appaiono del tutto patetici i tentativi alla Pisapia di condizionare dall’esterno , coalizionale, il bullo di Rignano.

Roba che non esiste proprio.

E’ finito da tempo il ventennio bipolare.

Restano solo i disturbi bipolari, di cui soffre certamente Renzi, ma anche coloro che (meglio tardi che mai) se ne sono andati per poi evocare dall’esterno il centro sinistra che ho sopra descritto.

C’è da reinventare la sinistra.
Si parte da una tabula rasa.
Non è facile.
Ma resta necessario.

Vedremo quali direzione prenderà il tentativo di Montanari/ Falcone.
Ma se stiamo lì a cincischiare per contenderci Pisapia, beh , cari ragazzi, finisce che Renzi volentieri ce lo spedisce.

Dopodiché ci facciamo la birra.
Non la sinistra.

Relazioni pericolose.

giugno 7, 2017

Scrivo mentre “seguo” un dibattito sulla legge elettorale in tivvù.
Grillo che tira il culo indietro etc…
Per la serie: chissenefrega.

Conta l’attacco ISIS all’Iran.

Questo sì determinerà il corso futuro degli eventi.

 

 

Passo numero uno.

Un idiota texano – tecnicamente un criminale di guerra- amico in affari da sempre della famiglia bin Laden decide di invadere l’Irak e fa impiccare in diretta mondiale quel Saddam Hussein che fu incitato e sostenuto dagli Usa nella guerra contro l’Iran.

Sintomatico che non ci sia indirizzati contro l’Arabia Saudita, nella quale s’annidavano indisturbati i mandanti e gli esecutori  del massacro dell’undic i settembre 2001.

Certo non si può denunciare il fondamentalismo Wahabbita.
C’è un patto segreto e indicibile.
Ma ognuno che abbia un pochino di sale in zucca sa , o dovrebbe sapere, che i Saud hanno lanciato un messaggio mafioso alla classe dirigente americana con quella strage. Non senza complicità interne agli USA.

E la famiglia Bush ha ben compreso.

 

 

 

Passo numero due.

 

Obama appena eletto va al Cairo a fare un discorso a tutto il mondo islamico.  Perfetto.

Poi , per contenere la rendita storica e respingere il ricatto del regno dei Saud  conclude l’accordo sul nucleare con l’Iran.
Cosa buona e intelligente. Tanto buona e intelligente da non essere degna di un nordamericano.

Cui seguono però le promesse mancate sul ritiro dall’Afghanistan e sulla chiusura del campo di tortura di Guantanamo.
E, a ruota  la cinica pratica degli omicidi extragiudiziali  mutuati dagli israeliani tramite droni guidati, prima dell’aperitivo serale, da “innocenti” operatori situati nel deserto dell’Arizona.

Ovvio che per cogliere l’obiettivo bisogna scontare danni collaterali.
Ma cosa conta di fronte al fatto che (seconda campagna elettorale di Obama) : “ io ho ucciso bin Laden”.

Ma che bravo.

Te l’avevano già venduto per la modica cifra di 25 milioni di dollari.
Era diventato inutile.
Anzi , maledettamente  imbarazzante.
Sia per gli USA che per i Saud.

Ad Abbottabad il demente era disarmato e prigioniero del Pakistan da anni , come ha affermato il premio Pulitzer Seymour Hersch.

Perché non prenderlo vivo e processarlo in pubblico come a Norimberga ?

Certo che no.

Magari quello spiegava , per filo e per segno, che gli USA lo armarono e lo inviarono in Afghanistan mentre l’Arabia Saudita lo finanziava.
E magari , in uno slancio di sincerità, ammetteva anche di essere solo un povero coglione che , abbandonato dagli americani , s’era (perso per perso)  appropriato della distruzione delle torri gemelle senza averne saputo in anticipo un beneamato cazzo.

 

 

 

Passo numero tre.

 

Un altro Presidente, finto pazzo,(o forse no) va dai Saud e gli concede 200 milioni di dollari di armamenti sofisticati.
Passano due minuti e il cosiddetto Consiglio del Golfo decide che il Qatar è il sostenitore del terrorismo islamico non essendosi del tutto unito alla guerra (vedi Yemen) contro l’Iran sciita che Trump aveva,  inopinatamente, definito come mandante dei terroristi.

Incredibile puttanata.

 

Conseguenzialmente , non sarà che tra i mandanti dell’attacco terroristico contro l’Iran ci sono, obiettivamente, anche gli USA.

Giudicate voi .

Trump ha indicato chiaramente il bersaglio.

L’ISIS ha eseguito a stretto giro.

 

Pensatela come volete ma non s’è mai visto un attentato terroristico, né in Europa , né in America , né altrove proveniente dall’Iran.

Il risultato è che nel parlamento iraniano oggi s’è gridato : “a morte gli USA”.

Complimenti al pazzo. Vero o presunto.

Forse avremo un’altra guerra contro l’Iran.

Beh sarà dura.

Con tutto il rispetto per il nomadismo gli iraniani non son d’origine beduina come i sauditi .

Una volta l’Iran era la Persia.

Al netto della variabile Putin.

 

Forse…

giugno 1, 2017

Rieccomi.

Mah, abbiamo una legge elettorale proporzionale, peraltro discutibile, con elezioni alle porte dell’autunno.

Almeno così sembra.

Angelino è incazzato per via dello sbarramento.
Renzi se ne fa una ragione.
A dir la verità pure io.

Di Maio afferma che il patto  tra il PD e Angelino prevedeva uno sbarramento al 3/% in cambio di una crisi di governo ed è dunque  “un atto eversivo”.

Mi par eccessivo.

E’ solo politica.

Quella di Renzi.
Il quale punta su Berlusconi.
Ergo quest’ultimo non può non aver chiesto la testa del traditore Angelino piantata sulla picca del 5%.

Mi sembra tutto chiaro.
Trasparente perfino.

A questo punto chi vota PD non ha più alcun alibi di fronte alla continuità evidente tra Berlusconi e Renzi.

Il caporione del PD non è altro che l’erede in linea diretta dell’ex Cavaliere oggi convertito all’animalismo degli agnellini non potendosi più dedicare, per raggiunti limiti d’età, alle note pecorelle.

Intanto a sinistra è nato Articolo Uno con sottotitolo : movimento democratico e progressista.

Su di ciò principalmente mi soffermo in breve.

Quel sottotitolo la dice lunga.
Troppo lunga.

Chiarisce un’intenzione: mettere insieme le frattaglie della sinistra purchessia per superare lo sbarramento.

Grave errore quel sottotitolo.
Evidente frutto di una mediazione al ribasso tra micro raggruppamenti volta a riportare in parlamento i soliti noti.

Roba vecchia.
Tale apparirà all’elettorato.

Ma perché diavolo non ci si è proposti di dare impulso ulteriore a quel movimento d’opinione  confluito nel no al plebiscito richiesto dal pagliaccio di Rignano?

E’ chiaro , per me, che per interpretare lo spirito, l’anima, di quel movimento
era necessario puntare alla costruzione di una lista civica nazionale aperta al contributo di quei tanti che hanno dato vita ai comitati per il no.
E anche dare peso politico e visibilità a coloro che hanno ricoperto un ruolo guida in quei comitati.
Si potrebbero citare per nome e cognome.

Si trattava di “dare sbocco politico” , come si diceva (e bene) un tempo ad un movimento largo e diffuso di opinione che farà molta fatica a riconoscersi in un’alleanza politica vecchio stile.

Occorreva più generosità, capacità di regia politica, disinteresse personale.
Una visione nuova e diversa, all’altezza dei tempi attuali.

Temo invece si ripeta l’esperienza recente di Bologna, quando un partitino in via di rapida estinzione – quello che ha dato vita da un partitino ancora più piccolo come Sinistra Italiana – ha intercettato e vanificato le potenzialità di Coalizione Civica.

La vocazione al parassitismo di costoro non andrebbe sottovalutata.
Son come le mignatte.
Con l’unica differenza che invece di succhiare sangue s’alimentano delle idee e del disinteresse degli altri.

Gentaglia insomma.

Dovevo dirlo.
L’ho detto.

Dopodiché quando s’andrà al voto bisognerà pensare per bene.

Già.

C’è un problema.
Serio.

Realismo politico , ragazzi/e.

Io per esempio non posso votare per l’albergo a cinque stelle.
Scorgo una linea d’ombra se non un cuore di tenebra nel partito di Grillo.
Non mi convince la estrema semplificazione, l’insieme delle puttanate propagandistiche  che puntano ad ottenere consenso a prescindere.
Non faccio l’elenco.
Sarebbe lungo.
Senza contare che l’alleanza post elettorale con Salvini è un’ipotesi tutt’altro che remota.
Due facce della stessa medaglia.

Né, ovvio, posso votare per un partito di confuso centro destra come il PD guidato da un bugiardo matricolato senza principi , valori , cultura.
Poca differenza con l’azzimato Di Maio che non ne sa mezza di nulla. Anche al netto della conoscenza geopolitica e dall’uso dei congiuntivi.

In conclusione.

Ci penso.

Forse alla fine mi convincerò a turarmi il naso e votare per una lista eterogenea che comprenderà anche tal Fratoianni, il mandante e regista dei volenterosi killer (TPO e singoli politicanti vari ) che fecero fallire coalizione Civica a Bologna per un misero paio di scranni in consiglio comunale.

Forse…

Avviso ai quattro gatti.

maggio 4, 2017

Convalescente, (all’incirca).
Mi tornerà voglia di scrivere più avanti. Immagino.