Il giorno storico.

luglio 26, 2017

Oggi è un giorno storico dicono i telegiornali.

Il popolo ha avuto la sua libbra di carne (ormai avvizzita) con l’abolizione retroattiva dei residui vitalizi.

Poi qualcuno dice che no.
Dato che al Senato sopravvissuto, prima che a Renzi a Canne – dove fu anch’esso decimato sul campo assieme a otto legioni dal genio militare di Annibale – se ne riparlerà.

Invece sì.

Rischia davvero d’essere  un giorno storico.

Anche se pochi lo vedono e lo percepiscono.

Tra questi pochi c’è Maino Marchi, ex segretario DS di Reggio Emilia attualmente relatore PD in commissione bilancio della Camera.
Un testone come dicevasi al tempo.
Ma persona seria e perbene.

Spiega infatti che con lo storico risultato di oggi si crea un precedente pericolosissimo: la macelleria sociale (auspicata da Boeri) relativo all’ovvio ricalcolo delle pensioni a tutte le professioni.

In sostanza la rottura definitiva del patto civile tra cittadini e Stato.

I quali cittadini prima o poi non potranno scorgere più alcuna differenza tra un sistema di previdenza pubblico e uno privato.

Stesso andazzo della sanità. Quella pubblica per i “meno abbienti” quella privata per i benestanti.

Par chiaro fin d’ora che  venendo meno un principio di ripartizione solidale viene meno anche la previdenza pubblica.

 

Ma c’è di più.

 

Con l’abolizione dell’autodichia del Parlamento la democrazia costituzionale del dopoguerra del secolo scorso è definitivamente liquidata.

E’ anche il risultato della meschina guerra elettorale tra PD e M5S dopo la lunga deriva che ha imposto la governabilità contro la rappresentanza.

Ceti politici della peggior specie , entrambi, che rinunciano ad essere classe dirigente per farsi strumento delle oligarchie che, loro tramite, comandano sulla vita di tutti e di ciascuno.

Insomma , povere merde.

Le quali  sanno benissimo di far solo volare stracci in faccia al popolo (che disprezzano) assumendo un provvedimento di legge palesemente incostituzionale.

 

Però.

Però, mettiamo che la Corte non dovesse obiettare.

Beh allora l’autonomia del parlamento costituzionalmente garantita cesserebbe di esistere.

 

C’era un altro modo per concedere quella libbra di carne e per incontrare disagio e protesta, per altro fomentata ad arte come arma di distrazione di massa, al solo fine di cercare quei consensi che non possono avere in altro modo.

 

Bastava assumere una delibera dell’ufficio di presidenza della Camera facendone salva l’autonomia.

Del resto già due volte lo si è fatto.

Contributo di solidarietà per tre anni.
Rinnovato per altri tre nel maggio scorso.

 

Vogliamo andare anche oltre e dimezzare i vitalizi in essere esattamente come avverrà, sciaguratamente, declassando i parlamentari a dipendenti statali  ergo dipendenti dal governo di turno?

 

Semplice.

Si prende la via diritta con autonoma decisione  e non si mette in discussione la principale istituzione della democrazia costituzionale.

 

Poveri dementi.

Che peraltro col metodo retroattivo del contributivo premiate quasi duecento ex parlamentari di lunghissimo corso aumentandogli l’attuale vitalizio.

 

Il vostro comune problema, grillini e renzisti,  è che avete una paura matta del popolo e dunque lo vellicate illudendolo al sol fine di continuare a fotterlo.

Pane e circo insomma.

Più circo che pane.
Visto che con l’abolizione dei vitalizi potrete, sempre che lo vogliate, concedere ben 68 centesimi al mese a coloro che sopravvivono con la pensione minima.

 

Altro che classe dirigente.

I rottamatori toscani /emiliani , quanto i giacobini grilleschi.

Due facce della stessa identica medaglia.

L’uno rottama chi gli obbietta e cautamente dissente gli altri ci sparano la cazzata dei due mandati.
Alla Putin.
Per la serie : faccio due mandati , salto un giro e me ne faccio altri due.

Li voglio vedere questi movimentisti leopoldini e grilleschi, senza terra senza partito e senza ideologie .

Questi pragmatici.

Né di destra  né di sinistra.

Li voglio vedere mollare la presa.

Sono voraci.

Mica considerano la politica come vocazione e professione. La pensano come Berlusconi.

Macché scelta di vita!

Solo un mezzo per esser in seguito altrove assoldati a far bella vita.

Insomma: mercenari al servizio di oligarchie economiche e finanziarie.

Quelle stesse che da tempo hanno indicato le democrazie del sud Europa come un ostacolo al dispiegarsi del libero mercato.

Gente che ha in odio tanto il popolo, quanto necessariamente, il parlamento che dovrebbe rappresentarlo.

Sempre con dignità ed onore.

Quella dignità e quell’onore che Renzi /Grillo non potranno mai rappresentare.

Al netto di Sinistra Italiana che si accoda e del Mdp che pudicamente si astiene.

A questi ultimi ricordo che sì è si e no è no, il resto è farina del diavolo.

Povera Italia.

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I am red.

luglio 3, 2017

Chi ben comincia è a metà dell’opera recita un vecchio adagio.
Saggezza popolare.
Il primo luglio s’è cominciato male.
Molto male.

Bersani ha incentrato il suo discorso sulla “discontinuità”.
Mica facile quanto più che il leader dell’operazione politica in corso è un tale che ha votato sì al referendum costituzionale.

Pisapia. Il leader riluttante come lo ha definito Gad Lerner.
Per inciso , a me il Forrest Gump de noantri, non sembra tanto schivo, quanto piuttosto semplicemente scarso.
Ma, sia detto con tutto il rispetto, con ambizione smisurata rispetto alla sua dotazione di partenza.

A parte ciò, Bersani chiarisce che è cambiata la fase.
Abbastanza abile perché in questo modo sfugge del tutto ad un’autocritica sincera sulla fase del centro sinistra /Ulivo al governo.

Luci ed ombre, come al solito e buonanotte ai suonatori?

Mi par poco e troppo facile.

La condizione per fare ciò che Bersani ha giustamente definito come “protezione” in campo sanitario, scolastico e del lavoro è quella di prendere in considerazione e denunciare la subalternità culturale e politica della fase precedente.

Quando si praticò una politica adattiva all’andazzo neoliberista.

Quando non si ebbe coraggio e volontà di mettersi contro il vento che spazzava le vie della sinistra in Europa e nel mondo. A partire dalla leadership di Bill Clinton e di Tony Blair.

E quando poi, al termine di una lunga deriva dei DS, ci si acconciò alla nascita del PD vero sigillo italiano sulla morte di ogni possibile sinistra.
I riferimenti di allora erano il Partito democratico in USA, il PT di Lula in Brasile e il Partito del Congresso in India.
Ognuno poteva scegliere tra questi modelli di riferimento.

Adesso per il PD l’esempio è Macron: en marche.

Oggi come allora è il tipico provincialismo italiano a mettersi in marcia.
“Marciare non marcire” sembrerebbe lo slogan di Renzi.

A maggior ragione la “discontinuità” annunciata da Bersani non riesco a vederla , dato che manca del tutto un saldo riferimento a chi ha compiuto un vero atto di rottura con l’impegno a far vincere il no.

Anzi l’Insieme arancione, che afferma di non voler escludere nessuno, ha escluso, e duramente escluso, in partenza quanti si sono dati da fare per non lasciare alla destra la vittoria referendaria, vero spartiacque tra un prima e un dopo aperto alla possibilità di ricostruire una sinistra degna di questo nome nel nuovo millennio.

A questo punto, obiettivamente, ha di nuovo ragione Renzi.

Non si può rieditare un centro sinistra senza di lui e il suo partito personale che rappresenta il centro moderato.

Quindi non si può più fare un centro sinistra.
Non c’è vinavil che c’azzecchi.

E’ cambiata la fase , appunto.
Le vecchie alleanze non sono in alcun modo riproponibili in questa fase.

Il fatto che tra Pisapia e Bersani non si sia fatto cenno alcuno alla vittoria referendaria la dice lunga sull’operazione in corso.

Altro che “officine” sul programma, altro che contenuti.

Non pigliamoci per il culo: insopportabile ipocrisia politicista degna dei peggiori tempi passati.

Così cari arancioni, vecchi e nuovi, aprite un’autostrada all’albergo a cinque stelle e lasciate libero Renzi di fare, a suo comodo, un’alleanza con Berlusconi rientrato nelle file del partito popolare europeo nel quale  tra l’altro dovrebbe stare anche il PDR.

Di fronte a quest’operazione politica che continua a guardare all’alleanza con un PD derenzzizzato (pura illusione) io rispondo come risposi nel parlamento europeo alla bella ragazza tirata a lucido chi mi offriva un fazzoletto arancione: sorry , I am red.*

La strada è lunga.
Le scorciatoie sono precluse da tempo.

PS. ho notato la risposta di un vecchio arnese (anch’io mi definirei così, nessuna offesa) come D’Alema ad un giornalista.
Del tipo : siamo in piazza e ci sono pure gli apostoli…

* Chiedo scusa questa l’avevo già detta a proposito della rivoluzione arancione in Ucraina finanziata dai Clinton.

Ha ragione Renzi.

giugno 28, 2017

Ha ragione Renzi.

Ma quale centro sinistra?
Ma quale coalizione?

Già qualche anno addietro ebbi a chiarire che il centrosinistra era un cadavere insepolto.
Era urgente seppellirlo al più presto.
Problemi di igiene pubblica.

Adesso è rimasto solo qualche brandello di scheletro .
Povere ossa spolpate che biancheggiano al sole di un’estate torrida.

Basta osservare, anche all’ingrosso, i risultati elettorali per capire che il fantasma del centro sinistra nulla ha potuto per riportare la gente di sinistra alle urne.

Ergo fatemi capire.

Che senso ha implorare Renzi di riportare in vita il centro sinistra che , peraltro, non è mai davvero esistito se non nella forma di un Ulivo che ha vissuto una sola e breve stagione?

Ha lo stesso senso di continuare a chiamare “sinistra” il PD di Renzi.
Roba da matti!

Solo un povero demente può pensare al PD come ad una forza di sinistra.

Sanità mentale impone di capire che la questione aperta non è quella di scacciare Renzi dal PD.
Chissenefrega.

Tra l’altro se lo volevano fare (Veltroni, Franceschini e altri p/Prodi combattenti) potevano farlo alle primarie.

La verità e che non ne avevano la forza, per la semplice ragione che non c’è più trippa per gatti.
In altre parole non c’è più popolo nel PD contro Renzi.

Per questo m’appaiono del tutto patetici i tentativi alla Pisapia di condizionare dall’esterno , coalizionale, il bullo di Rignano.

Roba che non esiste proprio.

E’ finito da tempo il ventennio bipolare.

Restano solo i disturbi bipolari, di cui soffre certamente Renzi, ma anche coloro che (meglio tardi che mai) se ne sono andati per poi evocare dall’esterno il centro sinistra che ho sopra descritto.

C’è da reinventare la sinistra.
Si parte da una tabula rasa.
Non è facile.
Ma resta necessario.

Vedremo quali direzione prenderà il tentativo di Montanari/ Falcone.
Ma se stiamo lì a cincischiare per contenderci Pisapia, beh , cari ragazzi, finisce che Renzi volentieri ce lo spedisce.

Dopodiché ci facciamo la birra.
Non la sinistra.

Relazioni pericolose.

giugno 7, 2017

Scrivo mentre “seguo” un dibattito sulla legge elettorale in tivvù.
Grillo che tira il culo indietro etc…
Per la serie: chissenefrega.

Conta l’attacco ISIS all’Iran.

Questo sì determinerà il corso futuro degli eventi.

 

 

Passo numero uno.

Un idiota texano – tecnicamente un criminale di guerra- amico in affari da sempre della famiglia bin Laden decide di invadere l’Irak e fa impiccare in diretta mondiale quel Saddam Hussein che fu incitato e sostenuto dagli Usa nella guerra contro l’Iran.

Sintomatico che non ci sia indirizzati contro l’Arabia Saudita, nella quale s’annidavano indisturbati i mandanti e gli esecutori  del massacro dell’undic i settembre 2001.

Certo non si può denunciare il fondamentalismo Wahabbita.
C’è un patto segreto e indicibile.
Ma ognuno che abbia un pochino di sale in zucca sa , o dovrebbe sapere, che i Saud hanno lanciato un messaggio mafioso alla classe dirigente americana con quella strage. Non senza complicità interne agli USA.

E la famiglia Bush ha ben compreso.

 

 

 

Passo numero due.

 

Obama appena eletto va al Cairo a fare un discorso a tutto il mondo islamico.  Perfetto.

Poi , per contenere la rendita storica e respingere il ricatto del regno dei Saud  conclude l’accordo sul nucleare con l’Iran.
Cosa buona e intelligente. Tanto buona e intelligente da non essere degna di un nordamericano.

Cui seguono però le promesse mancate sul ritiro dall’Afghanistan e sulla chiusura del campo di tortura di Guantanamo.
E, a ruota  la cinica pratica degli omicidi extragiudiziali  mutuati dagli israeliani tramite droni guidati, prima dell’aperitivo serale, da “innocenti” operatori situati nel deserto dell’Arizona.

Ovvio che per cogliere l’obiettivo bisogna scontare danni collaterali.
Ma cosa conta di fronte al fatto che (seconda campagna elettorale di Obama) : “ io ho ucciso bin Laden”.

Ma che bravo.

Te l’avevano già venduto per la modica cifra di 25 milioni di dollari.
Era diventato inutile.
Anzi , maledettamente  imbarazzante.
Sia per gli USA che per i Saud.

Ad Abbottabad il demente era disarmato e prigioniero del Pakistan da anni , come ha affermato il premio Pulitzer Seymour Hersch.

Perché non prenderlo vivo e processarlo in pubblico come a Norimberga ?

Certo che no.

Magari quello spiegava , per filo e per segno, che gli USA lo armarono e lo inviarono in Afghanistan mentre l’Arabia Saudita lo finanziava.
E magari , in uno slancio di sincerità, ammetteva anche di essere solo un povero coglione che , abbandonato dagli americani , s’era (perso per perso)  appropriato della distruzione delle torri gemelle senza averne saputo in anticipo un beneamato cazzo.

 

 

 

Passo numero tre.

 

Un altro Presidente, finto pazzo,(o forse no) va dai Saud e gli concede 200 milioni di dollari di armamenti sofisticati.
Passano due minuti e il cosiddetto Consiglio del Golfo decide che il Qatar è il sostenitore del terrorismo islamico non essendosi del tutto unito alla guerra (vedi Yemen) contro l’Iran sciita che Trump aveva,  inopinatamente, definito come mandante dei terroristi.

Incredibile puttanata.

 

Conseguenzialmente , non sarà che tra i mandanti dell’attacco terroristico contro l’Iran ci sono, obiettivamente, anche gli USA.

Giudicate voi .

Trump ha indicato chiaramente il bersaglio.

L’ISIS ha eseguito a stretto giro.

 

Pensatela come volete ma non s’è mai visto un attentato terroristico, né in Europa , né in America , né altrove proveniente dall’Iran.

Il risultato è che nel parlamento iraniano oggi s’è gridato : “a morte gli USA”.

Complimenti al pazzo. Vero o presunto.

Forse avremo un’altra guerra contro l’Iran.

Beh sarà dura.

Con tutto il rispetto per il nomadismo gli iraniani non son d’origine beduina come i sauditi .

Una volta l’Iran era la Persia.

Al netto della variabile Putin.

 

Forse…

giugno 1, 2017

Rieccomi.

Mah, abbiamo una legge elettorale proporzionale, peraltro discutibile, con elezioni alle porte dell’autunno.

Almeno così sembra.

Angelino è incazzato per via dello sbarramento.
Renzi se ne fa una ragione.
A dir la verità pure io.

Di Maio afferma che il patto  tra il PD e Angelino prevedeva uno sbarramento al 3/% in cambio di una crisi di governo ed è dunque  “un atto eversivo”.

Mi par eccessivo.

E’ solo politica.

Quella di Renzi.
Il quale punta su Berlusconi.
Ergo quest’ultimo non può non aver chiesto la testa del traditore Angelino piantata sulla picca del 5%.

Mi sembra tutto chiaro.
Trasparente perfino.

A questo punto chi vota PD non ha più alcun alibi di fronte alla continuità evidente tra Berlusconi e Renzi.

Il caporione del PD non è altro che l’erede in linea diretta dell’ex Cavaliere oggi convertito all’animalismo degli agnellini non potendosi più dedicare, per raggiunti limiti d’età, alle note pecorelle.

Intanto a sinistra è nato Articolo Uno con sottotitolo : movimento democratico e progressista.

Su di ciò principalmente mi soffermo in breve.

Quel sottotitolo la dice lunga.
Troppo lunga.

Chiarisce un’intenzione: mettere insieme le frattaglie della sinistra purchessia per superare lo sbarramento.

Grave errore quel sottotitolo.
Evidente frutto di una mediazione al ribasso tra micro raggruppamenti volta a riportare in parlamento i soliti noti.

Roba vecchia.
Tale apparirà all’elettorato.

Ma perché diavolo non ci si è proposti di dare impulso ulteriore a quel movimento d’opinione  confluito nel no al plebiscito richiesto dal pagliaccio di Rignano?

E’ chiaro , per me, che per interpretare lo spirito, l’anima, di quel movimento
era necessario puntare alla costruzione di una lista civica nazionale aperta al contributo di quei tanti che hanno dato vita ai comitati per il no.
E anche dare peso politico e visibilità a coloro che hanno ricoperto un ruolo guida in quei comitati.
Si potrebbero citare per nome e cognome.

Si trattava di “dare sbocco politico” , come si diceva (e bene) un tempo ad un movimento largo e diffuso di opinione che farà molta fatica a riconoscersi in un’alleanza politica vecchio stile.

Occorreva più generosità, capacità di regia politica, disinteresse personale.
Una visione nuova e diversa, all’altezza dei tempi attuali.

Temo invece si ripeta l’esperienza recente di Bologna, quando un partitino in via di rapida estinzione – quello che ha dato vita da un partitino ancora più piccolo come Sinistra Italiana – ha intercettato e vanificato le potenzialità di Coalizione Civica.

La vocazione al parassitismo di costoro non andrebbe sottovalutata.
Son come le mignatte.
Con l’unica differenza che invece di succhiare sangue s’alimentano delle idee e del disinteresse degli altri.

Gentaglia insomma.

Dovevo dirlo.
L’ho detto.

Dopodiché quando s’andrà al voto bisognerà pensare per bene.

Già.

C’è un problema.
Serio.

Realismo politico , ragazzi/e.

Io per esempio non posso votare per l’albergo a cinque stelle.
Scorgo una linea d’ombra se non un cuore di tenebra nel partito di Grillo.
Non mi convince la estrema semplificazione, l’insieme delle puttanate propagandistiche  che puntano ad ottenere consenso a prescindere.
Non faccio l’elenco.
Sarebbe lungo.
Senza contare che l’alleanza post elettorale con Salvini è un’ipotesi tutt’altro che remota.
Due facce della stessa medaglia.

Né, ovvio, posso votare per un partito di confuso centro destra come il PD guidato da un bugiardo matricolato senza principi , valori , cultura.
Poca differenza con l’azzimato Di Maio che non ne sa mezza di nulla. Anche al netto della conoscenza geopolitica e dall’uso dei congiuntivi.

In conclusione.

Ci penso.

Forse alla fine mi convincerò a turarmi il naso e votare per una lista eterogenea che comprenderà anche tal Fratoianni, il mandante e regista dei volenterosi killer (TPO e singoli politicanti vari ) che fecero fallire coalizione Civica a Bologna per un misero paio di scranni in consiglio comunale.

Forse…

Avviso ai quattro gatti.

maggio 4, 2017

Convalescente, (all’incirca).
Mi tornerà voglia di scrivere più avanti. Immagino.

Postumanità.

marzo 16, 2017

Guardie giurate si fanno un selfie davanti a cadaveri deposti in bare aperte.

Poi si scambiano le immagini e ne sghignazzano tra loro.

Potere del selfie.

Gli animali in questione non riescono , grazie al potere del selfie ,neppure ad immaginare di poter esser (si spera tra breve) deposti in quelle bare ed oggetto anch’essi dell’estremo oltraggio.

Potere del selfie.

Ci può essere qualcosa di più vile e disumano del divertirsi a compiere un atto così ignobile?

Non credo.

Il potere del selfie ci riporta  al un tempo antico quando si faceva scempio del cadavere del nemico.

Teste sulle picche.

Con la differenza che quelle povere teste avevano un potere simbolico. Venivano esibite dopo una dura sanguinosa lotta.

Voi, bestie immonde, invece infierite su cadaveri che non poterono combattere e difendersi di fronte a voi.

 

Ma tale è il potere del selfie.

Sempre più sovente reca non solo innocua esibizione ma   vigliaccheria e morbido, progressivo  incanaglimento.

 

Qualsiasi cretino ormai si selfizza ad ogni istante.

Tanto per illudersi d’esser qualcuno. Da mostrare a qualcun altro.

L’idiotismo selfista ha ormai raggiunto un punto di non ritorno.

C’è chi avvicina la star del momento per immortalarsi insieme ad essa.

C’è che si selfizza assieme al proprio gatto e chi lo fa mentre sta al cesso o mentre brutalizza qualcun altro.

 

Puoi tirare il fiato con i denti, lavorare come uno schiavo per un pugno di voucher, ma ti resta sempre quel telefono tuttofare.

Un po’ di credito e qualche giga.

Tanto ti basta.
Idiota del XXI secolo.

E così puoi arrivare persino  ad esibirti insieme a cadaveri che furono persone, che ebbero vita umana , passioni , affetti.

E magari in futuro potrai pure farti fare un piercing o un tatuaggio capace di connetterti h24 al cloud.

Povero stronzo.

Sarai sempre più formica in un formicaio, ape in un alveare.

E penserai d’esser vivo e protagonista.

Ma resterai per sempre uno zombie.

Un numero infinitesimale entro il potere di calcolo detenuto da chi ti vuole proprio così: idiota.

Incapace di qualsiasi reazione anomala rispetto al dettato di tecnologie che ti sovrastano e t’insegnano ad esistere  come pecora nel gregge nella nuova epoca.

La post umanità prossima ventura.

 

Cose dell’altro mondo.

marzo 9, 2017

Sull’ Europa ho già avanzato un paio di pensierini, nel post “Alla buon’ora”.
Prendendo spunto dalla scissione nel PD.
Giusto per segnalare la necessità di ri-studiare, guardare al mondo, avanzare un progetto alternativo tanto alla globalizzazione made in USA quanto alla parziale de-globalizzazione che , a sentire Trump,  dovrebbe muovere sempre dal grande paese  scontando un duro scontro interno all’establishment americano.

Sull’esito di questo scontro sono alquanto confuso , lo ammetto.

Una cosa penso di poterla affermare con certezza.

Vada come vada mi par difficile che i nordamericani smettano di pensare sé stessi come il popolo eletto da Dio a guidare il resto del mondo.

L’eccezionalismo americano.

La città sulla collina.

Non s’ammette per ragioni “morali”, che comportano una sorta di superiorità razziale (peraltro a maggioritaria  etnia tedesca) un possibile declino, una “normalità” nel contesto internazionale  o quantomeno un riconoscimento delle ragioni e degli interessi statali degli altri.

 

Obama ha cercato di posticipare la resa dei conti. Cominciando a prendere atto del pur relativo indebolimento  dell’Impero e cercando di gestirlo morbidamente e alla lunga, per via politica.

In attesa di tempi migliori.
Con l’aggiunta di qualche drone e, a suo tempo, con la rivendicazione dell’omicidio extragiudiziale di bin Laden. Il tutto circonfuso dalla trita retorica sui diritti umani che l’Impero ha promosso tramite l’organizzazione delle rivoluzioni colorate laddove aveva interessi strategici da imporre. Ma, soprattutto con l’artificiosa ri-creazione di un bipolarismo con la Russia di Putin dopo la breve parentesi dell’unipolarismo dell’epoca Bush.

Impazza la russofobia tanto in Europa che in USA.

I principali siti di stoccaggio del materiale bellico USA sono In Estonia, Lettonia, Lituania,. Polonia, Ungheria, Bulgaria.
La cortina di ferro si è di molto spostata.

Adesso corre non più da Stettino ma  da Tallin fino a sud. Ad un lancio di sasso dal mar nero, fatto salvo  l’ostacolo della Crimea tempestivamente posto da Putin.

Fallito il tentativo d’inclusione/sottomissione  dopo la fine dell’URSS ,l’America della dinastia dei Clinton scopre d’aver sempre bisogno di un grande nemico .

Trump sembra  invece scorgere  la competizione per la supremazia globale laddove essa può in effetti essere.

Pericolo giallo.

Non rosso antico.

 

Cina, insomma.

 

Xi Jinping lo sa.

E , ormai riconosciuto come “nucleo” del PCC ( attributo che fu concesso solo a Mao e a Deng Xiao Ping),  va a Davos a spiegare che , certo vi son stati degli eccessi nella globalizzazione, ma resta pur sempre la via da seguire.

Già perché il suo disegno è quanto di più ambizioso e forse velleitario sia mai stato pensato da diversi secoli a questa parte.

Le nuove vie della seta. Posto che quelle vecchie sia davvero esistite.

Una rete di infrastrutture capaci di collegare l’impero di mezzo con tutto il resto del mondo: Eurasia, America latina, medio oriente, Africa.
Per via terrestre e marittima.

Un modo per investire la sovrapproduzione cinese e per riportare la Cina nel mondo , laddove non è mai davvero stata. Con l’effetto collaterale (ma non poi tanto) di investire i profitti ricavati, nel  medio e lungo termine, nella costruzione di un più ampio mercato interno.

Una rete.

Che ovviamente ha, inevitabilmente, qualcosa a che fare con l’egemonia, con lo stabilirsi progressivo di relazioni non solo economiche e commerciali, ma politiche e culturali.

Il “nucleo” chiarisce, non a caso,  che tutto ciò è interno ad una pacifica logica win-win.

Vincono tutti.

Naturalmente non c’è nessuno, che non sia afflitto da pacifismo cronico e da buonismo demente, in grado d’immaginare una realtà storica concreta, in cui tutti vincono.

Propaganda, più che altro.

Ma tutto sommato buona propaganda.

 

Limes nel suo editoriale del fascicolo dedicato alla sfida tra Cina ed USA svela “l’inganno” facendo l’esempio del reziario che con la rete da pescatore e il tridente combatte contro il secutor pesantemente armato e ben protetto da corazza ed elmo.

Insomma la reti delle vie della seta dovrebbero servire, in primo luogo  ad avvolgere la potenza economica e commerciale USA.

Poi, magari in futuro, arriva il tridente.

Solo che a me , quest’ultimo, nella Cina attuale non par disponibile a confronto con l’arsenale bellico degli USA che Trump vuole aumentare.

Apprendo infatti, che la Cina può contare, per proteggere le rotte navali della vie della seta, di ben una (una) portaerei dismessa e comprata dall’Ucraina. Di contro alle sette (sette) flotte navali degli USA disponenti di ben 10 portaerei operative e quasi 600 basi aereo navali dislocate in tutto il mondo.

Quanto alle terrestri vie della seta.

E’ ben vero che i cinesi son costruttori di ferrovie ma devono attraversare i luoghi più impervi da un punto di vista geografico e politico. Luoghi spesso impestati  da conflitti d’ogni sorta.

Comunque dalla Cina del “nucleo” s’avanza una visione che abbraccia almeno i prossimi 30 anni.

 

Dal canto suo il Presidente del consiglio di difesa e di politica estera russo dice che :
“la deterrenza nucleare che ha salvato il mondo durante la guerra fredda -e continua ad   iniettare sobrietà nei circoli politici dei principali paesi – è una soluzione e deve essere rafforzata . Spero sia quello che Putin e Trump hanno in mente , rifiutando il romanticismo reazionario del disarmo nucleare”.

Il tutto per concludere con una visione che contempla un multipolarismo tra Russia /Europa, Cina e USA in vista di un inclusivo “concerto delle nazioni” , come al Congresso di Vienna.

Mi par complicato.

Oltre all’eccezionalismo americano c’è anche quello arabo , tanto per dire.
Oltre alla grande Russia c’è l’intrico medio orientale.
E c’è la crescita, demografica dell’India e dell’Africa.
E ci sono i nazionalismi dell’est europeo… e un sacco di altre cose.

Il nuovo ordine mondiale vagheggiato dalle guerre del texano  petroliere e amico di famiglia della famiglia bin Laden non è mai arrivato.
Ma del resto lui, il Bush giovane, non sapeva neppure dove cazzo esattamente stava sulla carta geografica l’Afghanistan.

Il multipolarismo postulato dalla Russia non mi par troppo fattibile per quanto forse desiderabile.
Ma è pur sempre anch’esso una visione che può tatticamente incontrarsi con le nuove vie della seta. Ma, a quel punto, scontrarsi con Trump.

La vedo dura, ad esempio, quando Trump dovesse davvero mettere in discussione l’accordo sul nucleare in Iran come afferma di voler fare.

Non credo che Putin possa lasciar correre, abbozzare, sputtanandosi in tutto il medio oriente dopo aver conseguito un successo notevole con l’intervento contro l’ISIS al fianco del governo siriano. Piuttosto continuerà a trescare con la Turchia cercando di farne , sempre più,una spina nel fianco sud della Nato con cattiva sorte dei curdi.

 

Resta che ognuno cerca di imbastire un modo per guardare al mondo prossimo venturo mentre l’UE vive alla giornata sull’orlo di una crisi che può presto rivelarsi come un vero e proprio crollo.

In mezzo a queste visioni diverse possono intrecciarsi alleanze , stabilirsi convenienze statali, compromessi temporanei nei quali l’Europa rischia di essere il classico vaso di coccio, salvo lasciarsi trainare da una più grande  Germania.

Alla fine ne vien fuori un disequilibrio sempre precario ma bene o male controllato?

Può darsi.

Tra l’altro esistono forti attori non statali in grado di condizionare ogni visione di nuovo ordine mondiale.
Se è vero, come ho letto da qualche parte che ,  al netto dei grandi gruppi della finanza globale (sempre convitati di pietra)  a Taormina assieme ai G7 ci saranno anche Google, Facebook e Amazon.

E qui inizia un’altra più compiuta e completa “visione” sul futuro assai travagliato del pianeta che deve comprendere gli sviluppi esponenziali della tecnologia informatica.

Personalmente, nel mio piccolo, mi son fatto l’idea che inseguire un ordine mondiale sia solo una consolatoria chimera.

Di tutto ciò forse bisognerebbe discutere per fondare una sinistra , o chiamatela come vi pare : comunque una forza antagonista alla globalizzazione finanziaria americana nel XXI secolo ma anche frontalmente contro l’idea che si possa tornare indietro.

 

Sentiero stretto.

Trump dovrebbe esser  “utilizzato” per percorrerlo elaborando un progetto di combattimento sociale a partire dall’Europa per scavare una trincea a difesa .

Intanto.

A difesa della maggioranza.

Al contrattacco altri potranno pensare in futuro.

Utopia?

Sempre meglio che discutere di cazzate , come in Italia.

 

 

PS. La variabile intelligenza artificiale , la potenza di calcolo (ormai  centro nevralgico del potere)e i suoi effetti sulla struttura del mondo meritano una riflessione (sempre modesta  ovvio) che mi propongo nel mio sconfinato ego di delineare prossimamente. E chiedo scusa fin da ora.

La crepa. (sottotitolo: sempre lo stesso articolo)

febbraio 26, 2017

Errani.

“ Vado dentro una nuova avventura . Sono sicuro che non si tratta di un addio ma di un contributo per ritrovarci in un progetto diverso dall’Ulivo e dal PD ma con quella ispirazione.”

Conoscendo Errani non posso credere, neppure per un nanosecondo, che questa frase chiave non sia stata rimuginata e studiata a lungo.
Ogni parola ha un senso preciso.
Anche quella che chiarisce: “non vado in un altro partito”.
Che, tuttavia contraddice la “nuova avventura”.
Non si ci avventura da soli.
Si aspetta, semmai.

Io attendo dal 2007 per esempio.

Non che non mi sia pesato l’isolamento di tutti questi anni, accompagnato da uno sputtanamento strisciante, silenzioso di puro stampo staliniano.
Anzi pur di spezzarlo m’avventurai in un progetto bolognese che, in cuor mio, sapevo fallito in partenza.

Ma è affar mio.

Nessuno di noi cambia mai.
Santoni e preti e figli di puttana a parte.

Qui siamo di fronte comunque ad una decisione rilevante, al di là degli sviluppi futuri.

Segnala a tutti coloro che per passività, opportunismo e posticini di piccolo, miserabile, potere che il PD è morto.

Un progetto , “appunto diverso dall’Ulivo e dal PD”.
Cosa diavolo può essere non lo so io (almeno non del tutto) e non lo sa Errani.

Una cosa la so , la penso da sempre.

“L’ispirazione” era sbagliata e già spiazzata dal contesto generale.
Dato che si trattava di una resa senza condizioni al pensiero unico dominante.
Il PD , nell’idea di Veltroni e di Fassino e di D’Alema e di Rutelli doveva ispirarsi al Partito democratico USA, al PT nel Brasile e la partito del Congresso indiano.
(Andate a vedere i documenti)

Si trattava  di far indossare la maschera di sinistra ad un partito di centro.

Operazione sofisticata in realtà.

Mentre la democrazia declinava in tutto il mondo si blaterava di “vocazione maggioritaria” , di democrazia capace di assicurare governabilità anche tramite il governo di un’infima minoranza.
La rappresentanza e il consenso erano roba novecentesca.

Un progetto che si tradusse, linearmente e inevitabilmente nell’Italicum.
Una scorciatoia demo-autoritaria per incentivare l’astensionismo ormai cronico e per poter vincere facile. Senza tuttavia poter davvero governare. Bensì accompagnare processi post democratici in atto.

Un’enormità, di fatto respinta al mittente con quel NO al referendum costituzionale.

Per inciso, forse era meglio e assai più comprensibile, erga omnes, la scissione in quell’occasione, quando l’aspirante ducetto chiedeva un plebiscito per sé senza disporre della forza militare di un Napoleone.

L’ispirazione era quella, fondamentalmente post-democratica. In Renzi potenziata al massimo grado.
Un golpe bianco.
E Renzi aveva ad ha tutt’ora consenso nel PD sostenuto dalle ali peggiori dell’establishment economico e finanziario.

Non so in quale”nuova avventura” s’indirizzi Errani, uomo cui il sol termine avventura avrebbe, un tempo fatto rabbrividire.
Dice che non è un addio.
Già.
Cos’è non è dato sapere.

Io , al momento non m’imbarco in alcuna “nuova avventura” fino a che non saprò con assoluta certezza di prove che non s’è inteso fare tutto sto’ casino solo per rimuovere Renzi da Rignano.

Ripeto il problema non è Renzi ma il PD.

E’ la sua “ispirazione.
Da cui è derivato il suo compito , assegnatoli in primis dai capofila padroni di Repubblica: fare quello che la destra non ha potuto compiutamente fare. E farlo persino peggio. Un’operazione sotto copertura.

Insomma il PD è nato sulla base di un progetto vecchio di vent’anni.
Quello di Blair il gran bugiardo. Ma assai più abile e intelligente di Renzi.

Per cui o si tagliano e poi si diserbano (per maggiore sicurezza) queste cattive radici o non se ne viene a capo.

Vincerà il nuovo partito di centro : il M5S.
Quello che s’è  appena venduto  ai palazzinari in quel di Roma per un piattino di lenticchie.

Vaffa.. Grillo . Raccontala ai tuoi questa porcata.

 

 

“Non è un addio ma un arrivederci”. Dice sempre Errani.

Ah sì?

Sarei d’accordo, non sapete quanto, se nello zoccolo duro e pur tremolante del PD si mettessero all’opera per Pensare.
Un nuovo progetto radicalmente alternativo, all’altezza dei nuovi tempi.

Non sono d’accordo se quelli che si son chiamati con fantasia assai scarsa e debole Democratici e Progressisti aspettano solo di andare a votare, en masse, per Orlando.

Ragazzi : “la mucca è in corridoio”.
O no?

Ragazzi, è un toro!
Non c’è niente da fare .
Non c’è alternativa va preso per le corna.
Con tutto il rischio che ciò comporta.

 

Detto ciò, una crepa s’è aperta.
E con Errani s’è allargata.
Non ci speravo.

 

Purtroppo al momento vedo grande manovra, tattiche, riposizionamenti.

A me non basta.

Tuttavia da cosa può nascere cosa. Le crepe possono allargarsi e le dighe possono collassare.

PS. Comunque siamo davvero in tanti.
Fateci conto.
Se volete.
Oppure ce ne faremo una ragione.

Politicanti?

febbraio 24, 2017

Il solito ingenuo.
Forse nella vita dovevo fare un altro mestiere .
Ma la politica resta la mia vita.
La politica riempie una vita.
La dota di senso.
Adesso più che mai.
Mentre tutto cambia con una velocità assolutamente incomparabile rispetto al passato.
La politica deve “divinare” il futuro.
Ma di questo ne riparlerò in seguito , come promesso.

Adesso m’interessa chiarire un punto.
Dopo che ho esultato per la scissione nel PD.

Se la missione è quella di costruire nel tempo un’alternativa al partito di centro concepito da Veltroni con la opportunistica complicità di coloro che, oggi, si sono scissi.
Beh mi avrete con voi.
A prescindere dal mal passato.

Se invece l’obiettivo consiste nel ri-scalare con un’operazione dentro/fuori il PD, allora potete pure
andare a fare in culo.
Ve lo dico con tutto il cuore.

E mi scuso per il francesismo.

Ma la chiarezza è necessaria per esser credibili mentre si gioca sulla pelle della gente in buona fede .
Militonti compresi.

Cari ex compagni la storia è molto corta.
O lavorate ad un progetto radicalmente contro (vedi post precedente se vuoi) l’andazzo attuale, oppure a me non frega proprio nulla di chi comanda nel PD.

Il problema Renzi non è scindibile in alcun modo dal problema del PD.

E’ il PD che, non privo di un progetto, nacque per far fuori per sempre l’idea stessa di sinistra.

Se a quest’obiettivo si dedicherà in futuro Orlando, in nome dell’unità, è anche peggio.
Dato che provenendo dalla ex pallida sinistra ha maggiori possibilità di ricomporre le sparse membra di un riformismo imbelle e imbellettato volto a far ingoiare medicine amarissime ai brandelli d’opinione che residuano della sinistra italiana.

Insomma pure ragioni di potere.

Se le cose dovessero stare così, non mi avrete.

Frega nulla a nessuno.
Ovvio.

Ma attenzione , tanti, tantissimi la pensano come me.

Se state lì a far la solita manfrina, in molti se ne accorgeranno.
E avrete perso l’occasione di capire come va (e andrà) il mondo assieme alla possibilità di salvaguardare in extremis la vostra pur residua, gracile e macilenta dignità.

E chi vuol capire capisca.
Anche senza far nomi.

Tanto tuonò che non piovve?
Allora è molto , molto meglio Renzi, che almeno si sa chi è e per conto di chi lavora.
Lui e il suo papà?
Vedremo.

Per me Renzi non vale una messa.
Genuflessi a Napolitano e ai soliti noti.

PS. A pensar male si fa peccato…
Forse.