Plebiscito.

novembre 30, 2016

Non si può pretendere che gli elettori riescano a divinare il disegno di Renzi in tutta la sua enorme portata.

Per farlo dovrebbero leggersi tutti gli articoli del titolo V della seconda parte della costituzione ancora in vigore , che verranno liquidati in caso di vittoria del sì e che cancellano l’articolo 5 della prima parte della Costituzione che recita :

“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento. “

Si vuole cioè liquidare per sempre uno dei 12 principi fondamentali sui cui si regge il compromesso costituzionale del 1947.

Ora,  chi non ancora del tutto portato il cervello all’ammasso del renzismo capisce al volo che abolire le province, e mettere le Regioni su di un binario morto sottraendogli, di fatto, la possibilità di fare legislazione è qualcosa , per l’appunto, di enorme e stravolgente.

Aggiungendo un Senato non più elettivo – così sta scritto nella riforma Renzi-Boschi oggetto di referendum- per farne un docile strumento al servizio del governo, si
realizza un formidabile accentramento del potere in capo allo stato centrale.

Un’innovazione che ci riporta indietro di settanta anni.

In sostanza una controriforma.

La grande controriforma sognata da tutti i reazionari ed ex fascisti almeno da quando furono istituite le regioni nel 1970 con vent’anni di ritardo (vedere le considerazioni finali della costituzione entrata in vigore nel 1948) .

A Renzi rischia di riuscire ciò che non è riuscito a Berlusconi.

Per la semplice ragione che Renzi a differenza di Berlusconi, non ha perso tempo a scagliarsi ideologicamente contro gli ex comunisti.

Renzi da buon democristiano 2.0 , con ascendenze andreottiane, semplicemente li ha corrotti, fagocitati e  con la complicità di molti di coloro che doveva rottamare (Fassino, Violante, Finocchiaro, Turco e un’infinità di altri compreso quel Ceccanti che ebbe un ruolo non secondario nella riforma del titolo V del centro-sinistra) ha compiuto la scalata a quel progetto “meraviglioso” che era il PD di Veltroni.
Non a caso un altro campione del sì.

Cui s’aggiunge, all’ultimo,  Romano Prodi. Buon sangue non mente.

Ovvio che la pera è caduta perché era matura , anzi marcia del tutto.
Vedi alla voce DS.
Il mio ex ed ultimo partito.
Fa abbastanza schifo infatti sentire argomenti a favore della liquidazione delle autonomie locali da parte di quanti hanno fatto mostra di difenderle per tutta una vita.
Gentaglia.
Ma evidentemente lo è sempre stata : gentaglia.
Anche prima.
Anche quando erano comunisti e poi nel PDS e poi nei DS.

Ma ciò che conta adesso, ai minimi termini è molto semplice .

Chi vota sì, vota per allontanare (a distanza siderale) il potere dai cittadini, dai loro territori, dalle loro comunità locali.
Tale è il vero senso del plebiscito che Renzi richiede.
Mani libere da ogni impaccio partecipativo.

Postdemocrazia , ragazzi.

Dunque c’è bisogno di mani libere : plebiscito, certo.

Perché il merito della controriforma costituzionale serve esattamente a chi da
da ex sindaco di Firenze vuole diventare sindaco d’Italia e capo del partito unico della Nazione.
Se vi piace , fate pure.
Chi è causa del suo mal…

PS. Sappiate solo che indietro non si torna.

Fidel.

novembre 26, 2016

Sono andato a Cuba una volta sola.
Onestamente non apprezzai né la propaganda , né l’ipocrisia del regime.
Constatai tuttavia una cura particolare verso il benessere della gente di Cuba, pur perseguita sotto la forca del più lungo embargo che la storia ricordi.
Fidel Castro non era comunista quando sconfisse il regime del dittatore Batista , emerito puttaniere e sanguinario sicario degli USA.
Lo diventò per necessità.
Lo restò, coerentemente fino a ieri.

Oggi s’apre un’altra epoca.
Il fratello Raoul del quale già al tempo (30 anni addietro) si
vociferava , sommessamente, a mezza bocca, fosse un corrotto o comunque debole contro i corrotti del regime, subentra a tutti gli effetti.

Facile che Cuba torni ad essere il bordello dei ricchi nordamericani in memoria di Frank Sinatra.

Esultano i cubani della Little Habana.
Quelli i cui nonni o padri parteciparono allo sbarco nella Baia dei porci e furono ricacciati in mare.
Prima di tutto dal consenso popolare.
Fascisti o parafascisti, insomma.
Accuratamente premiati e protetti dai vari presidenti USA del cui voto sempre hanno avuto gran bisogno.
Per questo adesso festeggiano per le strade mentre i cubani piangono la morte di un uomo che , solo nel mondo, ha avuto il coraggio d’opporsi al Grande Paese.

Se negli USA vi fosse ancora qualcuno provvisto di senso dell’onore , dovrebbe togliersi il cappello di fronte alle spoglie mortali del grande nemico.

Ma non c’è.
E tale assenza la dice lunga sul destino dell’impero americano.

Miracolo?

novembre 16, 2016

Tutti i sondaggi ci danno vincenti.
Noi del NO.
Anzi sembra in aumento, fino al 4%, il divario a nostro favore.

Resto pessimista.
Temo ci siano tanti che si vergognano a dire apertamente che votano per Renzi.
Un po’ com’è successo per Trump.
Ma non è solo questo.

Basta porsi di fronte alla tivvù.
Si ascolta a iosa, a colazione, a pranzo e a cena e anche quando s’è accomodati sul cesso, l’invito a recarsi alle urne .
Nel quale invito, è scandalosamente evidente la propaganda, non tanto subliminale, per il SI.
L’appello finisce, dopo aver descritto il quesito banditesco che troveremo sulla scheda, con un : “ se INVECE vuoi rinunciare a tutto questo vota NO”.
Per la serie: se INVECE sei cretino vota NO.
Insomma una propaganda ossessiva, battente.
A mia memoria non ricordo un tale impegno per portare la gente alle urne.

Poi vedi Rai News 24 e leggi le didascalie che scorrono in striscia.

Oggi ad esempio.
Obama: “ Trump ha vinto ma la democrazia è più forte del NO”.
Il NO? Ma decchè!
Subito dopo , Berlusconi: “ non c’è un mio erede , l’unico leader è Renzi”.
E questo dopo aver detto che bisogna votare NO.

E arriva , a ruota Renzi: “ col NO si resta nella palude” e poi : “sgravio totale per le assunzioni nel sud”.

E prima ancora : “il SI è un voto contro la casta”.
Dal che si desume automaticamente che chi governa da quasi tre anni non fa parte della casta.
Renzi non è il capo del governo bensì un rivoluzionario , un populista, un sovversivo antieuropeo che non a caso toglie la bandiera dell’Unione da dietro le sue spalle sostituendola con una selva di bandiere italiane.
Salvo poi rimetterla.
L’hanno informato sulla validità giuridica dei trattati europei.
Tecnicamente Renzi ha commesso un reato sia pure pro-tempore.
Conta nulla.
Come direbbe Saddam Hussein il fiorentino sta combattendo la madre di tutte le battaglie.
Per questo ha un disperato bisogno di soldi da distribuire agli elettori.
E dunque manda avanti Gozi (Lombroso avrebbe forse qualcosa da dire su tal soggetto ex portaborse di Prodi) ad avanzare un penultim-veto alla commissione europea.

In Europa si stanno cagando sotto di fronte alla rinascita del nazionalismo italiano per il tramite della cosmetica, levigata, faccina di Gozi.
Mica cazzi.

Ancora.
Il PD, sulla scorta della Hillary contro Putin, denuncia una pirateria informatica ai danni di Renzi . Un vero e proprio complotto che si svolgerebbe attraverso i social network.
E qui siamo già, pericolosamente, nei pressi di Erdogan.

Ma tutto questo non basterebbe ancora.

Il punto cruciale è la disgraziata legge sul voto degli italiani all’estero.

Temo che la votai anch’io. O forse m’astenni.

Ma resta disgraziata, dato che si dovrebbe votare solo dove si pagano le tasse.
Ma Veltroni, fortissimamente la volle insieme al Ragazzo di Salò: Mirko Tremaglia.
Il fascista , mai pentito, infatti pensava che gli italiani residenti all’estero simpatizzassero alquanto per lui ed i suoi carognoni.

Magari adesso non sarà vero.
Anzi non lo è.

Non più.

 

Però, nessuno al mondo può convincermi del fatto che il Governo ha un grande potere nel manipolare legalmente, ma pesantemente, quell’espressione di voto.

Tutto è infatti nelle mani del governo.
A partire dalle ambasciate e dai vari consolati.

E , adesso, il Governo ,con la faccia come il culo, invia (come ha spiegato Madonna Boschi) una lettera di Renzi “contemporaneamente” al certificato elettorale.
Bello quel “contemporaneamente”!
Spiega tutto.
Legalmente.

Illegalmente invece sappiamo che in altre occasioni – al di là delle fattispecie di reato accertate dalla magistratura – i brogli sono stati tutt’altro che un’eccezione.

Anzi.

La mia convinzione, non da ora, è che non c’è davvero modo di controllare la legalità ela correttezza del voto all’estero.

Però potrà fare la differenza.
E’ già avvenuto ed avverrà fino a che non sarà liquidata la riforma del ragazzo di Salò.
Che il Duce l’abbia sempre in gloria.

Io che son ateo, per quanto non praticante, penso che solo un miracolo può far vincere il no.

Per questo ho promesso ad un amico, credente, che se vinciamo andiamo insieme a San Luca.
A piedi.
Ovvio.

Non dispero del tutto.
Chissà , forse, forse andrò.
Non vedo l’ora.

USA and Italy.

novembre 10, 2016

USA.

E’ già stato detto (e scritto) tutto.
Si conferma che è in atto una ribellione sociale contro la faccia oscura della cosiddetta globalizzazione.

Le élites mondiali sempre più autoreferenti vengono contestate nella patria del turbocapitalismo (definizione di Luttwak) o del finanzcapitalismo ( definizione di Gallino )

Non è cosa da poco.

 

E’ la sconfitta definitiva della grande illusione di poter addomesticare la bestia feroce del capitalismo finanziario con l’ormai famigerato (almeno per me) riformismo.

Con la rincorsa affannosa ad occupare il centro dello schieramento sociale e politico.

“Si vince al centro, caro Zani”.

Puttanate.

Il centro s’è disciolto come neve al sole da almeno 5 lustri.

E così mentre “noi” inseguivamo una classe media in rapida estinzione la destra sociale in Europa come , adesso in America, colma un vuoto lasciato dalla sinistra masochista e volontariamente disciolta.

Grosso problema.
Descriverne la genesi sarebbe storia lunga e forse noiosa.

Conta che qui ed ora, all’alba del terzo millennio, la rappresentanza politica dei ceti sociali resi ancor più deboli, quando non poveri in canna, dall’avvento della dittatura del capitalismo finanziario è presa in carico dalla destra.

Il famoso populismo.

Cui è del tutto vano opporre l’ideologia “democratica” che viene vista ormai e come una trappola per topi.

Da due punti di vista diversi, naturalmente.

Ci son quelli che perdono diritti , lavoro, reddito. E capiscono che la democrazia attuale non garantisce più.

E poi c’è un presidente emerito che ha una particolare visione del suffragio universale. Magari ce la spiegherà distesamente. In futuro.

In verità ci vorrebbe qualcosa che non c’è.
Una sinistra capace di opporsi in modo frontale . Niente mezze misure nel porre il vero  tema del terzo millennio : il rapporto tra democrazia e capitalismo.

Ma su questo ho divagato a suo tempo quando decisi di non aderire al PD.

E’ trascorso molto tempo e adesso un tale dalla Rust Belt dice : “ la democratica Hillary non farà niente per me, ce la dobbiamo togliere dai coglioni, abbiamo bisogno di lavoro”.

Chiaro no?

La sinistra , se vi fosse, dovrebbe ascoltare e interpretare queste voci. Sola condizione per battere in breccia (oddio, non più in breccia ormai ) pulsioni populiste, xenofobia e razzismo.

Cosa penso dell’elezione di Trump?

Beh , mutato il tempo storico, : tanto peggio , tanto meglio.

Per quanto sto’ miliardario con la faccia da cartone animato è di sicuro un tale che non ha idea di dove andare davvero , al netto delle cazzate che ha sparato in campagna elettorale.

La Clinton, graziata dall’FBI , non era certo opzione migliore , nella mia visione.

Comunque, a questo punto magari qualcuno in Europa s’interroga e magari si sveglia.
Non ci conto molto.
Ma non si sa mai.

ITALIA.

La lettera per il SI inviata dal presidente del consiglio ai quattro milioni di elettori italiani all’estero è qualcosa che non si era mai vista.
Trump gli fa na’ s… a Renzi.
In questo momento, infatti negli USA, Wall Street , il Pentagono e vari altri poteri davvero forti stanno stendendo un cordone sanitario intorno allo sconclusionato buffone che ha vinto le elezioni.

Renzi invece , senza esser stato eletto in parlamento, gioca libero e con il largo appoggio di tutti quelli che contano.
La lista è lunga assai.
Da ultimo Carlo De benedetti.
Of course.

E prepara, il fiorentino, il golpe bianco del 4 dicembre.
Si gioca tutto in un colpo solo.
Se vince , vince tutto.
Con buona pace dell’onesto Cuperlo che ha siglato un pezzo di carta straccia.
Carta da culo nel caso in cui Renzi vinca.
Possibile paracadute però se perde.
Dato che abbiamo capito tutti , spero, che il nipotino di Gelli non se ne andrà a casa senza colpo ferire.
Vero?

In ogni caso.

Gianni : stai sereno.

PS. E mi spiace.

Pensionati.

ottobre 30, 2016

Son pensionato.
Ormai da anni.
Volontario, peraltro.
Osservo dunque l’andamento dei lavori.
Mi compete.
Privilegiato e , naturalmente, critico.
Ho avuto solo una caduta di stile l’anno scorso.
Quando mi son fatto attivista.
Mal me ne incolse.
Ovvio.

Adesso osservo Renzi dopo il colpo di stato incruento: “Enrico stai sereno”.

E , c’è poco da fare.
Ragazzi: noi del NO , allo stato degli atti e dei fatti, non possiamo vincere. Al netto dei sondaggi.
“Se mi sbaglio mi corrigerete” come disse il papa polacco in combutta con Langley.

Spero di sbagliarmi.
Però, valuto la situazione a mente fredda.
I lavori in corso, che osservo dalla tivvù, non lasciano molto spazio alla speranza.
Spot governativi a tutte le ore. Su tutte le reti.
Per la serie : vuoi tu la f… a pacchi oppure vuoi fare voto di castità ?
La prima che hai detto, rispondono all’unisono anche e soprattutto i pensionati.
Memori dei trascorsi. Nel bene e nel male.

Poi gli spot puntano molto sugli elettori all’estero.
Mi sa che faranno la differenza.
Al netto dei Masai.

D’altro canto che c’è da dire.
La legge sul voto degli italiani all’estero fu concordata , se non son del tutto smemorato, tra Veltroni e il ragazzo di Salò, Mirko Tremaglia . Quel tale che (la terra gli sia lieve) ebbe a dire che se avessimo vinto ad El Alamein il destino dell’Europa e del mondo sarebbe cambiato.
Si capisce. Avrebbe magari vinto Hitler.

Adesso , per nostra gaudiosa fortuna, potrà vincere Renzi.
Il quale, m’ostino a chiarire non è un bluff.
E’ bravo.
Infatti convince Mentana (già convinto per conto suo) a farlo confrontare con ottuagenari del tutto rincoglioniti.

Come De Mita, che si sputtana dicendo che è stata messa la fiducia sulla riforma costituzionale.
Piccola confusione con la riforma elettorale.
S’è colpito e affondato tutto da solo.
A quel punto il Fiorentino gli fa il culo a strisce.
Lo tortura a lungo , nonostante le aperture “dialettiche” di De Mita da Nusco e poi lo pugnala , più volte, crudelmente.
Vile , tu ammazzi un uomo morto!
Già ma chi è davvero vivo?
In altri e più popolari termini, chi può battere il nipotino di Gelli in un confronto diretto.
Oggi, in Italia?
Me la vedo brutta disse la marchesa camminando sugli specchi…

Fatto è cari compagni e compagne, che per battere Renzi bisogna andare all’arma bianca.
Frontali.
Non dialettici.

Insisto su questo punto.
Il novecento è alle nostre spalle da tanto tempo, se è vero che è stato il secolo breve.
Dunque non bisogna aver paura di aver coraggio.
Tutt’al più si cade in piedi.
E magari , contro mia previsione, si potrebbe pure vincere.

Sì, però se il prossimo confronto si farà con Dini , Lamberto dico, dando per scontato che a Renzi piace vincere facile, sarà un altro bagno di sangue.
Nostro.

Spero almeno che D’Alema o chi per lui rifiuti di prestarsi a farsi socio dell’AVIS.

Bisogna porre un limite al proprio ego.
E se lo dico io, potete credermi.
La tattica deve essere altra e ben diversa.

Renzi parli da solo.
Tutto solo.
Si parli addosso.
Estenuando così quelle parti di elettorato più scafate.
Coloro i quali cominceranno a porsi domande , di fonte all’ossessiva propaganda del Partito della nazione.
Coloro che possono innescare una reazione di rigetto provocando un effetto domino nella percezione della più larga opinione pubblica.

Si potrebbe fare.
Anche di fronte a quel che mi viene descritto come un fallimento clamoroso della manifestazione del PDR a Piazza del Popolo.

Tutto ciò per dire che i pensionati dovrebbero sottrarsi al duello con il fiorentino.
Prima condizione per dargli qualche serio problema.
E risparmiare (forse) all’Italia un regime. Un altro e nuovo ventennio.

PS. Nel caso comunque non mancherà la Resistenza (politica e sociale , naturalmente) in una inedita alleanza tra giovani e pensionati.

CONTRO.

ottobre 20, 2016

“Vado in Cina con Craxi ed i suoi cari”.
Battuta di Andreotti nel 1986 quando era ministro degli esteri e Craxi presidente del consiglio.
Il riferimento era all’affollamento di famigli ed amici personali sull’aereo di stato che decollava verso il Catai.
In verità c’erano solo un qualche paio di familiari e sodali a parte i molti giornalisti che, com’è noto, amano viaggiare a sbafo.

Renzi invece è andato negli States con una scelta e qualificata corte di sostenitori.
Tra cui illustri guitti, stilisti e cinematografari .

Tutti per il SI.
Of course.

Tutta gente bulimica.
Più ne ha e più ne vuole.

Volontariamente appecoronati, in modo indecente, al premier col timbro morale (Dio ce lo conservi) dell’onnipresente e onnifacente Raffaele Cantone presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Nel mentre in Italia s’applica una sorta di “riciclaggio di stato” ( Landini dixit) con la voluntary disclosure.
In italiano : ennesimo condono per gli evasori.
Cioè un premio per crimini grandi o piccoli ma anche, vedi mai, per reati originantesi da fonti di corruzione.

Ma è tutto in regola sembra dire Renzi.
D’altro canto , mi manda Cantone.

In più mi faccio pure un milione e 200 mila pensionati per il SI con la quattordicesima in vista del 4 dicembre.

E’ voto di scambio senza dubbio alcuno.
Ma , si sa mi manda sempre Cantone.
Sto sotto la sua sottana e chi mai , sommo abominio, oserebbe anche solo sfiorare le mutande della madonna.

Insomma il Renzi è geniale.

Un pochino meno il Benigni .
Non da ora tra l’altro .
Almeno da quando fece quel pessimo film “La vita è bella”, dove si banalizzò subdolamente la tragedia dell’olocausto in forma poetica, con l’aiuto di chi non c’è più, e quindi non ne dirò male.
Dove , comunque, ai cancelli di un luogo che, senza dubbio alcuno, ricordava Auschwitz si presentò , liberatore un carro Sherman made in Usa. Contro verità storica.

E’ la guerra fredda, ragazzi.

E nella guerra fredda che prosegue , accade che gli USA con Obama dicano SI.

Ovvio dunque che già ora i sondaggi diano il SI in sorpasso sul No.
Quando il padrone chiama a raccolta i governi italiani , nessuno escluso, dicono SI.

Ergo, cari compagni e compagne perderemo.

A quel punto il 5 dicembre, il paese sarà spaccato a metà.

E siccome son stanco, da quel dì, del politicamente corretto, dirò che a quel punto bisognerà decidere di fondare stabilmente una metà del paese contro.

Scrivo e penso proprio : contro.
A qualsiasi costo, con qualsiasi alleanza.
Nessuna mezza misura.
Guerra politica, totale.
Guerra politica moderna.

Renzi non farà prigionieri.
E’ giusto.

Noi, al caso, neppure.
Oppure siamo fessi.
O servi.

O tutt’e due.

 

 

PS. Se poi , contro il mio pessimismo , noi del NO,  dovessimo vincere.

Champagne. Offro io.  Ma  nessuna pietà. La gramigna va estirpata. Alla radice.

Ergo , champagne e diserbante.

Intermezzo.

ottobre 3, 2016

Vado a funghi.
E’ noto.
Com’è pure noto, da quando frequentavo i social network, che non ne trovo mai granché.
C’è un tale , persona simpatica, che ne trova in quantità industriali.
La settimana scorsa decido d’aver capito dove li trova, il marrano.
Inforco la Panda e m’avvio su per la cavedagna rocciosa.
Proseguo a piedi e m’inerpico come capra in cima al monte incriminato.
Devo arrivare in vetta per poi scendere in un crepaccio che termina in una valletta dove trovasi il luogo da me supposto.
Un cazzo di niente.
Se non qualche boleto aureo (non è il nome scientifico) che è buono quanto il classico porcino ma che i locali schifano.

Son passate intanto un paio d’ore.
Miraggio: aggrappato all’erta che dalla valletta scende (presumibilmente) al sentiero c’è un bel porcino.
Penso e ripenso.
E’ praticamente irraggiungibile.
Lascio perdere. Sempre meglio che rompersi una gamba.

Saggio , vero?
Un istante e son per terra. Incespicato in una radice su di un terreno piano .
Stinco dolorosamente battuto su di una roccia affiorante.

Smadonno e proseguo nella ricerca.

C’è ancora tempo per trovare qualcosa d’altro penso, mentre avverto come uno sgocciolìo lungo una gamba.
Strano il bosco è quasi secco.
Già. Non è acqua , solo sangue.

Cazzo, il mio.
Guardo: pantalone impregnato , un bel rosso vivo.
Il piede sciaguatta nel sangue che ha riempito lo scarpone.
Tiro su la braga destra per valutare il danno. Esce un fiotto veloce, zampillante.
Roba da matti.

Delle due l’una o mi do una mossa o capace che ci resto.
Ovvio.
Mi do una mossa.
Fazzoletto stretto sopra la ferita , come nei film.
Capisco che s’è rotta una delle varici che non ho ancora provveduto a far sistemare e che solca (solcava ) lo stinco.
E corro. Verso il punto dove , verosimilmente, ho lasciato la Panda.
Ma, mica son del tutto sicuro che sia meglio ripercorrere all’inverso la via seguita all’andata.
Troppo lunga, dovrei risalire e poi ridiscendere.
Quindi taglio di traverso per una macchia spinosa assai, pur accorciare la strada.

Una corsa contro il tempo, insomma.

Son da solo in mezzo al nulla.
Vedi mai che mi dissanguo o che comunque perdo forze.
E magari svengo.

Col cazzo.
Svenire mai.
All’ospedale di Vergato piuttosto.
La macchia è maledettamente fitta, tenace, ma la strizza dippiù.
Un paio di caprioli saltano via impauriti.
Stronzi toglietevi dalle palle! Penso e (forse)urlo.
Poi via lungo un pratone che son quasi certo mi porta all’auto.
La scorgo con sollievo (parziale) la reinforco e innestando il 4×4 mi dirigo a tutta birra a Vergato.
Non guardo la gamba. Si sa mai che m’impressiono.
Dopo circa un’ora dall’incidente son già al pronto soccorso .
Entro dal retro in macchina , scendo e arrivo davanti all’accettazione.
Mi guardano come fossi un marziano.
Sono infatti imbrattato persino in faccia. Lascio impronte sul pavimento tirato a lucido.
Fatto sta che non sanguino quasi più. Un impasto di foglioline, erba e terra ha impastato e cauterizzato la ferita.

Un gentile volontario del 118 mi fa : “ si stenda subito”.
E poi : “motosega eh?”
Macché dico, solo una caduta.
-“Cacciatore?”
-No, cercatore.

Il resto è tutto in discesa.
M’affanno a scusarmi per l’incursione spiegando che assumendo un anticoagulante ho pensato utile etc…

Bravi.
Mi ricuciscono a puntino in mezz’ora con tutto il corredo di antitetanica e antibiotici.
Poi torno verso casa.
Guidando scalzo e rimpiangendo i miei scarponi migliori ormai inutilizzabili.

PS. Due giorni dopo con le sole scarpe da tennis, ritorno (in realtà mi trascino penosamente ) sul luogo del tentato delitto (contro di me) e trovo oltre 30 belle mazze di tamburo (Lepiota Procera).

E vaffanculo!

Muore per ultima , la speranza.

ottobre 2, 2016

Cerco d’esser pacato.
Per quanto non lo fui mai.

L’uomo di Rignano, finisce che vince.

Ogni giorno ed ogni ora che ci separa dal 4 dicembre sarà dedicata a reti unificate a far passare per una confusa congrega conservatrice tutti coloro che aderiscono al variegato fronte del no.
La estrema spregiudicatezza, l’abilità comunicativa fa premio sulla totale assenza non dirò di ideali ma solo di idee, proposte ed azioni concrete per uscire dal pericoloso stallo economico e sociale.

Siamo al punto che minaccia, il pallonaro, di uscire dall’Europa e intanto contratta , grazie al terremoto e agli immigrati, un altro margine di flessibilità per potere devolvere elemosine elettorali a piene mani.

Voto di scambio dicevasi un tempo.

E’ qui.
Tutto qui il problema per noi del no.
Il personaggio. Il tipaccio, con cui abbiamo a che fare.

Uno senza alcun principio , senza remore , senza scrupolo alcuno.
Peggio, molto peggio di Berlusconi.

Un tale che dopo aver rilanciato il ponte sullo stretto, non esiterà ad inventarsi una legge di stabilità (come si chiama adesso) per comprarsi il voto degli italiani.
L’esempio più eclatante e puttanesco è la quattordicesima (se ci riesce) a due milioni di pensionati.

Sono io che ve la elargisco.
Ergo votate per me.
Votate sì.

Beh , se io fossi un pensionato al minimo cosa farei onestamente?
Vabbè. Voterei No lo stesso perché son del novecento. Son ideologico.
Ma non mi sentirei, non mi sento di condannare quelli che voteranno sì.

C’è poco da fare .
Il gran pallonaro si gioca la pelle.
Dunque farà di tutto , senza alcuna vergogna, pur di scamparla.

Fatto è che Renzi è di una nuova specie.

Uno che ha scalato in un lampo  la sinistra cosiddetta riformista per poter costruire insieme alla destra moderata il grande Partito unico della Nazione con l’aperto sostegno e l’incitamento di banche d’affari e poteri finanziari transnazionali.

In ciò risiede la sfida del referendum.
Tale è la posta in gioco.
Un disegno politico di vastissima portata.
C’entra nulla il senato.

E’ una prova di forza.

Il grande plebiscito come rottamazione definitiva della democrazia rappresentativa.

Ad un tale obiettivo tutto può esser sacrificato.

Tanto è vero che la “legge migliore del mondo”, l’irrinunciabile Italicum, sulla quale Renzi ha chiesto la fiducia in parlamento viene rottamata su pubblico consiglio del grande vecchio : l ’emerito Presidente.

In quest’ambito voterà per Renzi persino l’arancione ex rifondarolo/indipendente Pisapia ,( alias Macario) , da sempre l’uomo dell’establishment milanese e non solo.

Sempre per dire.

Secondo me voterà Si almeno mezza Forza Italia con buona pace di Brunetta.
Non so dire del M5S, ma son abbastanza convinto che almeno un buon terzo di quell’elettorato accederà , cretinamente, alla diminuzione dei costi della politica, alla semplificazione e alle altre amenità che lo spacciatore di palazzo Chigi diffonderà e agiterà come un ossesso.

Il punto è che lo fa, e lo farà bene. Dal suo punto di vista naturalmente.

L’ho ascoltato solo in coda al confronto con Zagrebelsky.

C’è poco da fare. E’ una macchina da guerra.

 

Resto convinto che per fermarlo sia necessario più che mai , a nostra volta, un’estrema semplificazione.

Si potrebbe fare ma sarebbero necessari leader politici veri e propri e di tipo nuovo . Niente a che vedere con Vendola…ed altri.
Gente in grado di dire: tu cambi l’Italicum?
Frega nulla, noi siamo per il proporzionale, condizione per ridare forza alla rappresentanza politica.
Tu tagli i senatori?
Noi vogliamo una Camera di 400 deputati e l’abolizione del Senato e presentiamo una riforma in tal senso.
E lo facciamo subito, oggi per domani.
Carta canta.

Se non lo si fa si gioca affannosamente di rimessa.
Facile prendere gol.

E Renzi lo sa bene.

Una volta vinto il referendum la maschera sarà alfine tolta.
Brutalmente tolta.
E, anche i coglioni in buona fede, elettori del PD , che avranno votato SI capiranno troppo tardi di aver pestato una enorme boazza.
Ma sarà tardi.

Ora. Grande parte del problema , purtroppo può essere risolto solo dall’ interno del PD.
Occorre qualcosa di eclatante.

Il PD o si spacca prima del 4 dicembre, oppure Renzi può persino vincere.
Questo va compreso dai Bersani, Cuperlo e (meno) da D’Alema.

Ma anche dagli elettori del PD.
E anzitutto dai suoi militanti provenienti dalla sinistra relegati a cuocer salsicce.
Mano d’opera a testa bassa e basso costo per Renzi..

Fatti e non pugnette.
Rompere.
Ora, subito, il partito malnato.
Sciogliere l’equivoco , cari amici ed ex compagni del PD.
Spetta anzitutto a voi il farlo.
A voi che continuate ad abbeverarvi ai pozzi avvelenati custoditi da Renzi in gran parte per conto terzi.

Insomma son pessimista.

Tuttavia la strada è ancora lunga.
La speranza è l’ultima a morire.

Il vizietto.

settembre 13, 2016

Ah, beh secondo le migliori e consolidate tradizioni della guerra fredda risentiamo the voice of America per bocca del suo ambasciatore.
Forte e chiara. Come sempre.
Tutto sommato gli americani mi restano (qualche volta) simpatici.
Non te la mandano a dire.

Se votate no vi facciamo il culo. A strisce. E vi faremo pertanto veder le stelle.
Punto.

Tale è il senso della dichiarazione resa spontaneamente dal diplomatico a stelle e strisce.

Dopodiché  nessuno può dire di non aver chiara la posta in palio.

Peraltro l’autorevole monito giunge dopo il terrorismo diffuso a piene mani dai principali gruppi finanziari internazionali sulla scia tracciata, molto per tempo, dalla più grande banca d’affari del mondo globale.

Insomma non se ne può più della democrazia referendaria.
Anzi della democrazia tout court.

Quindi cari italioti in riga.
Votate per Renzi che è uomo nostro.
Punto.

 

E che lo sia non v’è dubbio alcuno.

 

A maggior ragione. Ovvio. Votare no.
Precondizione  per combattere e magari vincere, alfine,  la quarta guerra d’indipendenza.
Quella che, per note  ragioni geopolitiche, non potevamo vincere neppure dopo l’epopea resistenziale.

 

Insomma tutte le volte che si deve decidere qualcosa in Italia gli USA intervengono a gamba tesa.
Tanto per chiarire chi comanda.
In giro per il mondo ma anche , in maniera del tutto particolare, in Italia.

Vabbè.
In giro per il mondo le cose si sono leggermente complicate dopo la prova di forza dei neocon che credevano d’essere ad Hollywood e dopo un certo revival della santa madre  Russia.
Però la portaerei italiota (…ioti ci considerano da sempre i nordamericani ) protesa verso un’area strategica del globo deve rimanere salda.

Lo disse (secondo un’autorevole testimonianza) anche Kissinger a Moro nella chiesa di San Patrick a New York.
Risulta che Moro, nell’occasione, ebbe un malore.
Più tardi morì.

Di morte violenta.

 

Accadde anche al presidente eletto del Cile.
Salvador Allende.

 

E qui casca un asino.
Di Maio.

 

Un tale che intanto spara una cazzata controproducente perché Renzi tutto è fuorché Pinochet.
Inutile che vi stia a dire cos’è Renzi .
Lo sapete.
Uno che ha la faccia posta molto in basso.
Uno che dice, se perdo me ne vado e poi afferma fieramente l’esatto opposto.
Un pallonaro che , magari in USA, lo metterebbero alla porta a furor di popolo.
Forse.

Ma certo non Pinochet.
Per alcuni, tutt’al più è merda.
Non sangue.
Va apprezzata la differenza.

Se non lo si fa si lascia spazio al PD e anche a Di battista.
Capito Di Maio?
Se poi scambi il Cile per il Venezuela sei anche ignorante come una capretta  e non m’interessa se sei nato due anni dopo il golpe.
Anch’io sono nato dopo la nascita (e persino la caduta) dell’impero romano e anche dopo la scoperta dell’America. Ma non per questo  scambio l’uno per l’altra. Tanto per dire.

Resta, al netto di Di Maio, anche nel terzo millennio il solito vizietto della casa Bianca.
Nooo! Che avete capito?
Niente Monica Lewinsky.
Per inciso a me stanno umanamente simpatici entrambi. Sia Monica che Bill per quella loro allegra profanazione della sala ovale ,  tempio del potere mondiale.

No, alludo al vizietto di considerare l’Italia un paese servizievole.
Di servi pronti ad ogni comando.

E poi adesso c’è qualcuno che s’appella al Presidente (quello nuovo) affinché si tuteli la dignità nazionale contro l’arroganza americana.

Ad occhio e croce non credo avverrà.

C’è un solo modo per affermare dignità nazionale e anche per mettere un fermo alla deriva postdemocratica degnamente(si fa sempre per dire) rappresentata in Italia dal pallonaro.

Il modo adesso lo sanno proprio tutti.

Mandare, per una volta, questa volta,  a cagare gli americani.

Insieme a Renzi.

 

Punto.

Senza titolo.

settembre 2, 2016

CIALTRONE.
D’ora in poi consideratemi politicamente scorretto.
Sì perché se sento uno che dice ad un ragazzo di vent’anni : “mettiti in promo”, mi salta la mosca al naso.
E devo dire , apertamente , sperando che ciò non costituisca reato, che costui ha la faccia come il culo.
E debbo aggiungere che se nessuno tra i media nota questa porcata di fronte ai dati ISTAT sulla consolidata disoccupazione giovanile, beh allora sono semplicemente servi.
Anzi. Leccaculo senza alcun senso del pudore.
Anzi. Del tutto noncuranti persino dell’igiene personale.

Cosa vuol dire , esattamente, “mettiti in promo”?
Al meglio vuol dire fatti i cazzi tuoi. Se puoi.
Al peggio vuol dire venditi al miglior offerente. Se puoi.

 

BURKINI.

Immagino piccolo burka.
Mah.
Dico io . Uno/una può andare a bagno anche col cappotto.
Se gli piace.

Questi francesi (attualmente e per poco socialisti) hanno rotto i coglioni.
Se la laicità diventa una religione nega la sua ragion d’essere.
O no?
Io che son laico preferirei immergermi nel mare , (o anche nel fiume) esattamente come nella vasca da bagno.
Nudo.

Tutte le volte che si è reso possibile ,infatti, ho frequentato spiagge per nudisti.
Sì perché la sola idea di nuotare, o prendere il sole, vestito (sia pure con un solo costume) mi fa orrore ancora adesso.
E’ , a ben vedere, una pura stupidaggine.
Stare li a gocciolare acqua dal costumino.
Non lo concepisco.

Però se una vuol bagnarsi vestita, dov’è esattamente il problema , se non nello speculare pregiudizio secondo cui non si può stare al mare nudi?

Morale , ognuno/a si regoli come vuole e come più gli piace.
Chiunque affermi il contrario è solo un cretino. O un politico in affanno in cerca di riafferrare consenso con la cinica scusa della lotta al terrorismo.
Punto.

 

CHARLIE EBDO.

 

Ho mai scritto io (anche quando frequentavo assiduamente FB) : siamo tutti Charlie?
No.
Perché quelle vignette sull’islam non le ho mai apprezzate.
E non potevo fare l’ipocrita neppure davanti al massacro operato dalla canaglia islamica.
Non potevo.
Pur condividendo con tutto me stesso l’idea di fare un favore ai terroristi spedendoli pietosamente e rapidamente nel loro paradiso.
Idea che confermo.

Adesso tutti mostrano scandalo, riprovazione, condanna dopo la vignetta su Amatrice.
I cadaveri degli italiani per Charlie sono lasagne.
Un impasto di carne e sangue.
Poi , per rimediare rincarano la dose, chiarendo tutto intero il loro sciovinismo razzista e francamente alquanto fascista.
Spiegano che col terremoto in Italia la gente muore per colpa della mafia italiana.
Come a dire : chi è causa del suo mal…

Veri pezzi di merda.

Io non ero e non sono Charlie.